BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Lappeggi: una villa, un cardinale, del buon vino 

“Un alone di leggenda circonda tuttora questa villa che resero celebre un cardinale gaudente, una diceria popolare di passati scandali e una di quelle stampe che Giuseppe Zocchi disegnò con l’occhio panoramico del cinemascope.” (G. C. Lensi Orlandi).

LappeggiGiuseppe Zocchi (1711 - 1767). La Reale Villa di Lappeggi veduta al tempo di Carlo de' Medici.

La stampa dello Zocchi citata da Lensi Orlandi* è quella che vedete sopra, il cardinale invece era Francesco Maria de’ Medici (1660-1711), figlio del granduca Ferdinando II e di Vittoria Della Rovere. Francesco era nato ben 18 anni dopo il primogenito, il futuro Granduca Cosimo III: sembra infatti che la granduchessa, scoperto un giorno il marito in atteggiamenti intimi con un paggio di corte, non lo avesse più avvicinato per tanti anni...

Nominato cardinale giovanissimo, Francesco Maria non aveva nessuna inclinazione per la porpora. Amante del lusso, dell’eleganza, dell’arte, della vita allegra e spensierata, egli non visse mai a Roma, ma creò nella villa di Lappeggi un’oasi di serena e raffinata allegria e scelse ad animatore di tutte le feste un poeta dalla vena facile, spiritosa e inesauribile, Giovan Battista Fagiuoli. Il cardinale, appena si sentiva malinconico, chiamava gli amici e il Fagiuoli, e la gente bisbigliava che a Lappeggi “si facevan cose dell’altro mondo”. Le solite dicerie popolari... Ciò di cui si può essere certi sono i grandi pranzi, gli scherzi agli amici, gli sfottò per popolo e contadini, le partite di pallone o di pallacorda nell’edificio appositamente costruito. E ancora, nel teatro della villa, le commedie, i balletti e tanta musica. Il tutto rallegrato dal vino di Lappeggi che il Redi così ricordava

Ma se chieggo
di Lappeggio
la bevanda porporina
si dia fondo alla cantina.

 

Ma la vita riserva strane sorprese. Nel 1709 Francesco Maria, ormai cinquantenne bolso e gottoso, fu coinvolto in un tragicomico piano del fratello per salvare la discendenza della casata, e dovette rinunciare alla dignità cardinalizia per sposare la ventiquattrenne Eleonora Gonzaga, figlia del duca di Guastalla. Ma vuoi per la resistenza della principessa a consumare il matrimonio, vuoi gli eccessi e i vizi cui si era dedicato Francesco Maria che ne avevano minato la capacità di procreare, il piano fallì ed ebbe anzi un tragico epilogo. L’ormai ex cardinale non resse infatti alla vita coniugale e morì pochi mesi dopo tra le braccia del suo fido aiutante di camera. Con lui se ne andarono anche gli anni di maggior splendore per la villa, sia per la vita di corte che per la sua struttura. 

Giusto Utens, LappeggiFrancesco I de’ Medici aveva affidato la villa, denominata La Peggio – dal nome del colle su cui sorge (Appeggio o La Peggio) –, al suo architetto di fiducia Bernardo Buontalenti, che la ristrutturò dandogli quella forma che si può oggi ammirare nella lunetta affrescata dipinta da Giusto Utens nel 1599-1602. Nella scena una carrozza sta arrivando da Grassina mentre nel giardino e in strada alcuni gentiluomini giocano alla palla mazza. 

Quando Francesco Maria ne era entrato in possesso, Lappeggi si presentava ancora come raffigurata da Giusto Utens (siamo intorno al 1600, e proprietario era il granduca Francesco I, per averla acquistata dai Ricasoli): a ferro di cavallo, con un cortile centrale chiuso sul lato anteriore da un muro merlato, e la facciata abbellita da due ordini di loggiati. Troppo poco per un Medici, che chiese all’architetto di corte, Antonio di Alessandro Ferri, di trasformarla a immagine e somiglianza della villa di Pratolino. Progetto ambizioso più delle casse del cardinale, il quale chiese all’architetto:

- Volendo spendere, invece dei 90.000 previsti, solo 30.000 scudi, e compire la stessa fabbrica secondo il vostro disegno, per quanto tempo potrà ella stare in piedi con sicurezza?
- Diciotto anni. Rispose l’architetto Ferri.
- Si faccia così! Che per diciotto anni mi serve ella stia in piedi.

Fu così che nacque la Reale Villa di Lappeggi: ampliando la precedente costruzione, alzandola di un piano e abolendo un loggiato per creare una terrazza, da cui, attraverso due monumentali scaloni curvi, si scendeva in un giardino di siepi e limoni.

LappeggiLa villa di Lappeggi rappresentata in una cartografia negli anni del suo massimo splendore.

Con la fine della famiglia Medici e l'arrivo dei Lorena a Firenze le ville suburbane vennero trascurate e in parte alienate. Questa sorte toccò anche a Lappeggi, che finì all’asta nel 1816. La villa era durata più di 18 anni, ma la profezia dell’architetto Ferri incombeva e le strutture scricchiolavano. Il capitano Gioacchino Cambiagi, nuovo proprietario, fu costretto a demolire l’ultimo piano. Poi la trasformazione del giardino in podere e la suddivisione in quartieri segnarono definitivamente la fine della grandeur della villa.

LappeggiNel 1875 a Lappeggi vi abitò anche il celebre scultore Giovanni Dupré (1817-1882). Nel disegno di E. Sanesi figlio, la villa ha già subito le trasformazioni ottocentesche, con la demolizione dell'ultimo piano e l'abbandono del giardino all'italiana.

 

* Cfr. Giulio Lensi Orlandi Cardini, Le ville di Firenze di là d'Arno, Vallecchi, 1965.

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