BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Leonardo e la forma dell’acqua

Leonardo, come del resto molti eruditi suoi contemporanei, era fortemente attratto dalle forme e i segreti della Natura, che cercava di capire e carpire. I suoi interessi erano vari e molteplici, dal volo degli uccelli all’anatomia del corpo umano, ma la forma e il flusso dell’acqua occupa pagine e pagine dei suoi codici arrivati sino a noi. 

Leonardo Da Vinci disegno

«Che cosa è acqua. Acqua è infra i quattro elementi il secondo men grave e dio seconda volubilità. Questa non ha mai requie insino che si ricongiunge al suo marittimo elemento, dove, non essendo molestata dai venti, si stabilisce e riposa con la sua superficie equidistante al centro del mondo» [Codice Leicester, f. 26v].

Il fluire del liquido fu da lui usato come metafora del tempo che passa...

«L’acqua che tocchi de’ fiumi è l’ultima di quella che andò e la prima di quella che viene; così il tempo presente» [Codice Trivulziano, f. 36v].

E ne conosceva bene la forza devastatrice:

«Infra le dannose cagioni delli umani beni a me pare i fiumi co’ la superficie e impetuosa inondazione tenere il principato. E se alcuno volessi antiporre il foco al furore dei rovinosi fiumi, a me parrebbe questi tali avere carestia di bono giudizio, imperò che il foco rimane terminato e morto, dove li manca il nutrimento, ma alla insuperabile inondazione de’ gonfiati e superbi fiumi non vale alcuno umano riparo d’umano consiglio. Quant’è da fuggire tal vicino! O quante città, o quante terre, castella e ville, e case han consumate! O quante fatiche de’ tribulati cultori sono state vane e senza frutto! O quante famiglie ha disfatte e sommerse!» [Codice Atlantico, f. 1007, V].

Ma quella stessa forza capace di distruggere con veemenza inaudita poteva essere usata a vantaggio dell’uomo, se questi riusciva a imbrigliarla e condurla nel modo più appropriato. Leonardo studiò canali, chiuse, ruote idrauliche che potessero essere più efficienti di quelle in uso. Ma non si limitò a questo, la sua mente vagava fino a immaginare opere grandiose, pensate soprattutto nel periodo in cui fu a servizio di Ludovico il Moro, in una terra e in un’epoca in cui le vie d’acqua erano le vie più celeri, comode e economiche per il movimento di merci e persone. Milano non era toccata da corsi d’acqua navigabili e Leonardo studiò a lungo il modo di dotare la capitale del Ducato sforzesco di un porto fluviale adatto allo scopo.

Naviglio di San Cristoforo, Codice AtlanticoNaviglio di San Cristoforo, Codice Atlantico (Codex Atlanticus), f. 1097r, 1509. Penna, inchiostro e acquerello azzurro, 295 × 204 mm

«In tempo di pace credo satisfare benissimo a paragone de omni altro in architettura, in composizione di edifitii pubblici e privati, e in condur acqua da un loco ad un altro», scrisse come ultimo di dieci punti, nell’offrire i suoi servigi allo Sforza [Codice Atlantico].

In questo tipo di progettualità in grande stile non lasciò indietro la sua Toscana, studiando a fondo il corso dell’Arno e dei suoi affluenti, fino a proporre soluzioni grandiose per renderlo navigabile fino al Valdarno superiore. La sua idea, spiegata nel Codice Atlantico, era quella di aggirare la stretta gola della Gonfolina realizzando un canale artificiale per «la vja di Prato e Pisstoia e ttagliare Serravalle e usscire nel lago». In questo modo si «bonificherà il paese e Prato, Pisstoia e Pisa insieme chon Firenze», portando benefici anche a Lucca; il suo progetto calcolava perfino costi e profitti.

Interventi di sistemazione idrica previsti da LeonardoInterventi di sistemazione idrica previsti da Leonardo: 1) Canale navigabile; 2) Gola artificiale di Serravalle; 3) Tratto alternativo fino al mare; 4) Deviazione dell’Arno durante l’assedio di Pisa; 5) Regimazione delle acque del Bisarno a Rovezzano; 6) Bacino di compensazione in Valdichiana; 7) Bonifica delle Chiane; 8) Vecchio emissario del Trasimeno (chiuso); 9) Nuovo emissario del Trasimeno / © L’acqua microscopio della natura: il Codice Leicester di Leonardo da Vinci, a cura di Paolo Galluzzi, Giunti, Firenze, 2018

Oltre a questo propose di raddrizzare le anse dell’Arno a monte e a valle di Firenze. In Pian di Ripoli il corso del fiume venne regolarizzato nella seconda metà del XVII secolo, quando Niccolò Castelli acquistò l’attuale zona dell’Anconella, realizzando un argine sul quale correva il cosiddetto Stradone del Castelli, l’attuale via Villamagna. 

Stradone del CastelliLa zona dell’Anconella – dal Campione delle strade comunitative (1774) – con lo Stradone del Castelli, l’attuale via Villamagna.

Affinché il progetto di Leonardo potesse operare, l’Arno però avrebbe dovuto garantire una portata d’acqua costante. Questa sarebbe stata generata attraverso l’innalzamento del bacino della Chiana, con la creazione di un grande lago.

Mappa della ValdichianaMappa della Valdichiana, 1503- 04 ca., Windsor Castle, Royal Library, n. 12278 r. Al centro la grande palude formata dalle esondazioni del fiume Chiana. La qualità del disegno (che unisce prospettive a volo d'uccello per le città e i rilievi ad una visione in pianta dei corsi d'acqua), la colorazione e le scritte tracciate da sinistra a destra indicano che questa mappa fu disegnata da Leonardo per essere esaminata da altri, probabilmente Cesare Borgia.

I disegni cartografici in supporto di questo grandioso progetto, che Leonardo riprese in vari codici (Atlantico, Madrid I, Windsor) sono molto dettagliati e non mancano di rappresentare rilievi e corsi d’acqua del territorio ripolese. Il codice Windsor in particolare (Royal Library, nn. 12277 e 12278) rappresenta il corso del torrente Ema con i suoi affluenti Grassina e Antella (o Isone) e il colle di «Montione» (ovvero Montisoni), la villa di Lappeggi, la Certosa del Galluzzo, fino a Strada in Chianti e Badia a Settimo. In tempi in cui gli schizzi appena abbozzati della cartografia dei Capitani di Parte erano un esempio avanzato di studio del territorio. 

Particolare della Mappa della ValdichianaParticolare della Mappa della Valdichiana. Sono rappresentati i fiumi Antella, Ema, Grassina e la Greve (i cui nomi sono seguiti dalla sigla FL per flumen). Tra il rio dell’Antella e il Grassina si individuano (dall’alto): Montescalari, Lappeggi, Lignano, ricordato per la Chiesa soppressa di S. Andrea a Lignano (Cintoia), e Montisoni (Montione). Sotto il Grassina: Strada, Impruneta (Santa Maria Inpruneta), Certosa del Galluzzo.
 

Michele Turchi

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