BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

Toggle Bar

Leonardo: in volo sul Paradiso

Dopo il Bisarno e l’Incontro, ancora i “voli” di Leonardo sui colli ripolesi. Questa volta sopra Rusciano, il Paradiso e il Pian di Ripoli.

Leonardo da Vinci

Riscoperto nel 1966, il Codice di Madrid contiene, in 157 carte, studi riferibili all'attività di Leonardo a Firenze, dopo la conclusione del primo soggiorno milanese. Siamo negli anni tra il 1503 e il 1505 e vi si trovano – insieme a progetti di architettura militare, note di pittura e studi di ottica – anche rilevamenti cartografici del territorio toscano. I fogli “ripolesi” – oltre quello che ha per tema l’Incontro e di cui abbiamo già parlato – sono il 18v e il 19r (1). Qui Leonardo, da un punto di vista che potrebbe essere il Monte Ceceri (via Benedetto da Maiano) o il convento di S. Francesco a Fiesole, ha disegnato i colli sulla riva sinistra dell’Arno indicando in entrambi – con la sua scrittura mancina da destra a sinistra – due località: “Rucano” e “Paradiso”. 

Leonardo da Vinci, Codice di Madrid, FOGLIO 19rCodice di Madrid II, FOGLIO 19r. In primo piano l’Arno e il piano di Ripoli. Dietro ai bassi colli di Ripoli, dove sono presenti le indicazioni di "Paradiso" e "Rucano", si apre la Valle dell’Ema stretta tra il Poggio Firenze e il colle di Impruneta. Più a destra la valle della Greve. IN ROSSO I TOPONIMI INDICATI DA LEONARDO, IN NERO UN’IPOTESI DI INTERPRETAZIONE DEI LUOGHI

 

Rusciano

“Rucano” corrisponde a Rusciano, località il cui toponimo risale alla fondazione della città di Firenze: quando nel I secolo a.C. Giulio Cesare divise il territorio dell’agro fiorentino tra i suoi veterani, probabilmente un appezzamento a sud dell’Arno toccò in sorte al centurione Roscius. In età moderna, ai piedi di questa collina appena fuori da Porta S. Niccolò, si distendeva il Pian di Ripoli, la fertilità dei cui suoli consentiva abbondanti produzioni ortive e colture specializzate. A fianco delle “case da lavoratore” nacquero numerose “case da signore”: le ricche famiglie fiorentine vedevano infatti nell’investimento nel contado una fonte di risorse economiche ed un'importante affermazione della propria casata. Fu così che Luca Pitti, ricco banchiere fiorentino cui si deve anche l’inizio della costruzione di Palazzo Pitti, acquistò nel 1451 la proprietà di Rusciano, “un podere con chasa da Signore e lavoratore”, per farla poi trasformare da Filippo Brunelleschi nel “ricco e magnifico palazzo” descritto da Vasari, che per ricchezza e splendore rivaleggiava con le più belle residenze estive fiorentine. Quando Leonardo, in un altro disegno del Codice di Madrid (2) con un’ampia vista che abbraccia il Monteoliveto, Bellosguardo e Montici, disegna la villa di Rusciano la indica proprio col nome di "Pitti”.

 

Leonardo da Vinci, Codice di Madrid II, FOGLIO 18vCodice di Madrid II, FOGLIO 18v. In primo piano l’Arno con la curva del Girone sovrastata dal poggio dell’Incontro. Più a destra il Paradiso, Rusciano e salita del Colle dei Moccoli. In secondo piano la valle dell’Isone e del borro di Antella, sovrastata da Montisoni e i colli di Impruneta. IN ROSSO I TOPONIMI INDICATI DA LEONARDO, IN NERO UN’IPOTESI DI INTERPRETAZIONE DEI LUOGHI

 

Il Paradiso

Il nome deriva dal “Paradiso degli Alberti”, la villa che Antonio di Niccolò degli Alberti, scrittore fiorentino, aveva fatto costruire appena oltre i confini della città, e che fu sede di uno dei più importanti cenacoli della prima cultura umanistica fiorentina. Ispirazione e ambientazione anche per una raccolta di novelle di stampo decameroniano, scritte intorno al 1426 da Giovanni di Gherardo da Prato, la villa sarà il nucleo attorno al quale nascerà nel 1390 il monastero di San Salvatore e Santa Brigida. Degni di nota, nella cappella del Paradiso, gli affreschi della fine del XIV secolo. 

Più in alto, su via Benedetto Fortini, vi è la chiesa di Santa Maria e Santa Brigida al Paradiso, documentata nel 1181 come Santa Maria degli Scalzi, poi di Fabroro, e conosciuta anche come "badiuzza a Moccoli”: la strada che sale ripida doveva essere infatti assai faticosa per carretti e barrocciai, tanto che mentre saliva al Paradiso, qualcuno si guadagnava l’inferno...

Ai piedi del colle, ancora su via del Paradiso, la villa del Bandino, un tempo sede del Comune di Bagno a Ripoli, con il bel ninfeo del Giovannozzi.

 

Leonardo, Codice di Madrid, Carta della Toscana di nord-ovestCodice di Madrid II, FOGLI 22v-23r. Carta della Toscana di nord-ovest, 1503 circa. IN ROSSO LA TRASCRIZIONE DEI TOPONIMI INDICATI DA LEONARDO

Merita infine di essere menzionata, nello stesso Codice di Madrid, la “Carta della Toscana di nord-ovest” (3), facente parte degli studi di Leonardo per la deviazione dell’Arno. Vi troviamo rappresentato anche il Pian di Ripoli, in basso a destra, con alcuni toponimi come: “Firenze”, “Certosa”, “Paradiso”, “Panzano” o “Ranzano” (si tratta evidentemente ancora di Rusciano) e, in riva destra d’Arno, Sant’Angelo a Rovezzano.

Antonio Massi 

_____ 

(1) Biblioteca Nacional de Madrid, Manoscritto 8936, f. 18v e 19r
(2) Biblioteca Nacional de Madrid, Manoscritto 8936, f. 17v
(3) Biblioteca Nacional de Madrid, Manoscritto 8936, f. 23r 

LEGGI ANCHE: “Leonardo, in volo sul Bisarno e i colli ripolesi”, di Michele Turchi.

Politiche

Facebook