BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Leonardo, in volo sul Bisarno e i colli ripolesi

L'Arno, il piano e le colline di Ripoli come apparivano cinque secoli fa, attraverso i disegni che ci ha lasciato Leonardo da Vinci.

Leonardo bisarnoSulla destra, il corso dell'Arno a monte di Firenze in un disegno di Leonardo da Vinci (1503)

Figlio naturale del notaio ser Piero e di una certa Caterina, probabilmente una serva o una schiava, Leonardo nacque il 15 aprile 1452 in una fattoria ad Anchiano, presso Vinci. Uomo dal talento polivalente e geniale universalmente riconosciuto, morì il 2 maggio 1519 ad Amboise, in Francia, esattamente cinquecento anni fa. 

Tra gli innumerevoli appunti e schizzi conservati nei suoi codici, resta traccia anche del piano e delle colline di Bagno a Ripoli, così come apparivano cinque secoli fa. 

A fronte dei suoi studi sull’idrografia, Leonardo ha lasciato una cospicua rappresentazione cartografica del corso dell’Arno. Appena uscito dalla stretta e tortuosa gola che ne caratterizza il percorso a valle della confluenza con la Sieve, all’altezza della Nave a Rovezzano il fiume si distendeva nel vasto Pian di Ripoli, che in quegli anni aveva una conformazione naturale molto diversa dall’attuale. Il corso si separava in due bracci, separati da una specie di isola formata da renai e ghiaioni. Lo svolgimento di questo secondo braccio, detto Bisarno, è ancor oggi riconoscibile nel percorso di quelle vie che in origine ne seguivano le rive, ovvero via delle Lame e via di Ripoli, a valle delle quali resta ancora un avvallamento. I due bracci si riunivano all’altezza della confluenza del torrente Affrico. È facile capire che questa zona costituisse una via di facilitazione per l’attraversamento del fiume ben nota fin dall’Antichità, ancor oggi ricordata dal toponimo Varlungo, direttamente derivato dal latino “vadum longum”.

Leonardo toponomastica del BisarnoL'Arno nel pian di Ripoli, con il braccio secondario (bisarno) e la via di attraversamento di Varlungo ("vadum longum").

Nel 1503 Leonardo disegnò il corso dell’Arno a monte di Firenze in una carta oggi conservata a Londra (1). Vi si possono leggere, nella sua tipica grafia alla rovescia, alcuni toponimi, gran parte dei quali ancora in uso: Africo, Casacce, Varlungho, Mensola in riva destra; Ricorboli, Bixarno, e un Canzano o Ranzano in riva sinistra. Sono localizzati anche tre mulini: il Molino della Parte, il Molino di Badia e un cosiddetto Molino Antico. Vi si trovano annotate le lunghezze dei vari renai, espresse in braccia, e non ultime, le osservazioni in merito alle alluvioni, come il toponimo “la Rotta” e l’annotazione «qui trabocca Arno per le piene».

Leonardo e l'ArnoI toponimi presenti nella carta di Leonardo, molti ancora utilizzati

Le colline ripolesi sono invece riprodotte in alcuni disegni a sanguigna conservati oggi a Madrid (2); realizzati da Leonardo nel 1503, fanno parte di una serie dedicata ai colli fiorentini.

Vi si leggono i toponimi di Montici, Paradiso, Rucano (ovvero Rusciano), Ema. Ma il disegno più chiaro ha per tema l’Incontro, segnalato con questa denominazione, dietro al quale compaiono le sagome familiari di Montepilli e Fontesanta. In basso si vede il corso dell’Arno, con la caratteristica ansa del Girone. Lo schizzo pare essere stato realizzato dal vero, presumibilmente da Monte Ceceri, che Leonardo usò come “base di lancio” per i suoi esperimenti sul volo umano.

Leonardo Incontro e GironeIl colle dell'Incontro, con dietro Montepilli e Fontesanta, e in primo piano l'Arno con le due curve del Girone

«Piglierà il primo volo il grande uccello sopra del dosso del suo magno Cecero, empiendo l’universo di stupore, empiendo di sua fama tutte le scritture e gloria eterna al nido dove nacque», lasciò scritto il geniale inventore nel 1506. Tommaso Masini, meglio noto come Zoroastro da Peretola, suo allievo e seguace, si era offerto di collaudare il “Grande Nibbio” meccanico. Si lanciò da Monte Ceceri e, secondo le testimonianze, pare che riuscisse a planare fino a Camerata. C’è chi dice che si sarebbe rotto le gambe nell’atterraggio, ma una fonte piuttosto attendibile afferma che pochi mesi dopo Zoroastro era vivo e attivo a Modena. 

 Michele Turchi

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(1) Castello di Windsor, Carte geografiche, f. 12679.
(2) Biblioteca Nacional de Madrid, Manoscritto 8936, f. 17r.

Il disegno del Grande Nibbio nella homepage di Bath on the River è di Anna Formaggio.

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