BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Il più bello d’Italia: Otello Boccaccini da Grassina

«Otello Boccaccini è il narciso dei cantanti dell’E.I.A.R. È così convinto di essere bello, e lo è, da specchiarsi nel lucido microfono anche quando trasmette...»*

Otello Boccaccini

Quando negli anni Quaranta la RAI, o meglio l’EIAR, cominciò a fare i primi sondaggi tra i suoi radioascoltatori, chiese chi era l’uomo più popolare d’Italia. Il pubblico non ebbe dubbi: “Otello Boccaccini!”

Nato a Grassina nel 1910 da Oreste ed Elvira, Otello era il sedicesimo (16!) e ultimo figlio di una grande famiglia. Coccolato dai tanti fratelli e sorelle si dedicava in adolescenza più allo sport che a dare una mano nei negozi che la famiglia teneva in paese. Coetaneo ed amico di Gino Bartali, Otello preferiva però l’atletica alla bicicletta: fisico aitante, emergeva nel salto in alto e in lungo tra la gioventù di Grassina. Ma la sua vera passione era la caccia, tanto che, sosteneva Otello, lepri e fagiani furono contenti quando a tracolla mise una chitarra e non più il fucile. Otello si era scoperto infatti un bravo stornellatore, e le canzoni d’amore cantate a squarciagola facevano sicuramente innamorare più ragazze che non l'arte venatoria...

Lontan da Firenze / non posso stare. / Se non torno a vedere il Cupolone / se non torno a vedere il mio Biancone / io mi sento morire dalla passione.

Alle selezioni per il concorso nazionale Voci nuove per la canzone, bandito nel 1938 dall’EIAR, lo notò anche Tito Petralia. Fiorentino e direttore dell’Orchestra Cetra, Petralia era famoso per la sua ostilità al jazz a favore di operette e musica leggera. Non poteva non apprezzare il bel Otello, che volò così diritto alla finalissima del concorso a Torino. Era il 18 gennaio del 1939 quando, per niente intimorito dai microfoni, Otello si distinse tra i finalisti della serata insieme a tanti futuri divi della radio. Cantò “Chitarratella” di Ruccione-Bonagura e “Serenata a Manola” di Bixio Cherubini, e da quella sera non si fermò più...

Come è delizioso andar / sulla carrozzella, / e sulla carrozzella / sotto braccio alla tua bella.

Otello BoccacciniLa copertina del "Canzoniere della Radio" del gennaio 1942 con Otello Boccaccini, e sulla destra la pubblicità dei suoi dischi.

Da “Serenata a chi mi pare” a “Sulla carrozzella”, passando da “Madonna fiorentina” e “Firenze sogna”, fino a “Tango nella notte” e “Maria Marì”, non si contano i successi di Otello Boccaccini. Tanto famoso che tutti lo conoscevano e lo canticchiavano, sotto la doccia o in bicicletta. Anche i ladri lo ascoltavano. Sì, anche i ladri! Successe infatti un curioso episodio che velocemente fece il giro di Grassina: “Ignoti furfanti – si legge sul rapporto della locale Stazione dei Carabinieri – sono penetrati questa notte nella proprietà Boccaccini in località Grassina e hanno asportato dal pollaio della proprietà stessa ventisei capi e precisamente undici galline, nove galli e sei tacchini, oltre ad un numero imprecisato di uova. Esperite pronte indagini, le stesse non hanno portato per ora ad alcun risultato positivo”.

Il bravo maresciallo aveva però omesso nel suo rapporto che gli “ignoti furfanti” avevano lasciato appuntato alle stecche del pollaio un vistoso cartello sul quale si leggeva il seguente brano di “Chitarratella”: Ho preso appuntamento con la luna / ho pronto sulla strada il calessino / ho aperto il cancelletto del giardino... Seguiva un sarcastico commento: “Bravo Otello, visto che hai lasciato aperto il cancelletto... ne abbiamo approfittato...”. 

“Ma che t’importa dei polli – lo consolò un giorno un amico –, se tu ti nutri di stelle d’argento, di rose di raso, di glicini in fiore e di baci d’amore?” Tornerem che in cielo c'è la luna / tante tante cose dolci ti dirò. / Conterem le stelle ad una ad una / e per ogni stella un bacio ti darò.

Otello BoccacciniOtello Boccaccini, in alto insieme a Lina Termini mentre canta "Sulla Carrozzella" nel film "Ecco la radio" (1940). In basso con Michele Montanari e Tito Petralia (1941).
 

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* da una pubblicazione E.I.A.R. dell’epoca.

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