BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Be-Bop-A-Lula all'Antella

Estate 1962. Al Dancing Antella arriva Gene Vincent, l'autore di Be-Bop-A-Lula e Lotta Lovin', uno dei padri fondatori del rock'n'roll. Qualcuno pur di vederlo arriverà a piedi da Firenze. Fu così che il Dancing Antella entrò di diritto nella storia del rock'n'roll fiorentino.

be-bop-a-lula

In Italia, all’inizio degli anni Sessanta, il rock’n’roll era cosa per pochi iniziati. Radio e televisione quasi non ne facevano menzione e solo chi, in un modo o nell’altro, riusciva a procurarsi quei dischi, invariabilmente a 45 giri, ne veniva catturato. Era musica altra, che parlava alle nuove generazioni facendo uso della stessa lingua. Il cruccio più grande degli appassionati, tuttavia, era che poter assistere alle esibizioni di quegli artisti, nella nostra periferica penisola, era poco più che un sogno.

Fece perciò rumore, nell’estate 1962, la notizia che il 5 agosto Gene Vincent si sarebbe esibito al Dancing Antella, insieme ad altre band nostrane, nel corso del “Festival Internazionale del Twist”.

Era passato qualche anno dai suoi successi fulminanti, come Be-Bop-A-Lula o Lotta Lovin’, ma era pur sempre uno dei padri fondatori del genere.

Accompagnato dai Sound Inc. si presentò in pullman, in forte ritardo, quando la pista all’aperto era già strapiena. Molti erano venuti da Firenze. Ugo Ponticello, anima trainante del gruppo degli Spettri e in seguito di Dennis and the Jets, era arrivato a piedi, pur di non mancare all’appuntamento. Luigi Fiumicelli, un altro protagonista di quegli anni della Firenze beat, aveva fatto di più. Era impegnato con il suo complessino a Rimini, ma si era inventato una scusa pur di non mancare l’appuntamento. 

«Quando i musicisti giunsero dovettero scaricare tutti gli strumenti e Vincent non appariva», ricorda. «Mi decisi così a salire sul pullman e realizzai che Gene era in fondo all’ultimo sedile, “impegnato” in effusioni con la sua terza moglie, Margie. Mi ritirai in buon ordine e attesi». Più tardi gli portò birra e sigarette, e l’artista si mostrò gentile e disponibile per scambiare quattro chiacchiere e scattare foto ricordo. Vincent appariva ingrassato e invecchiato, per di più la sua gamba menomata gli faceva male e dovette esibirsi seduto su uno sgabello. Ciò nonostante non deluse le aspettative dei fan. 

Gene VincentGene Vincent. A sinistra con gamba fasciata, stampelle e la terza moglie Margie (1963)

Il Dancing Antella, inaugurato il 25 giugno 1960, era in quegli anni una tappa obbligata per tutti gli artisti italiani al vertice della popolarità. Vi si esibirono Mina, Adriano Celentano, Peppino di Capri, Rita Pavone, Tony Dallara, Betty Curtis e molti altri. Ma fu grazie a Gene Vincent che entrò di diritto nella storia del rock’n’roll fiorentino.

Michele Turchi

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Documentazione:

• Anni di Musica. Itinerari musicali in Toscana dal 1960, a cura di Bruno Casini e Ernesto De Pascale, San Giovanni Valdarno, 2003, pp. 20-21.

Antella, il popolo si associa. Dalla Società di Reciproco Soccorso al Circolo Ricreativo Culturale, di Massimo Casprini e Silvano Guerrini, Antella, 1988, p. 68.

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