BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Alfredo Bianchi, orafo e fotografo

Fotografie di pregevole qualità formale, ma soprattutto documenti e testimonianze uniche sulla valle dell’Arno e la sua cultura contadina tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del Novecento. Questa l’eredità che ci ha lasciato Alfredo Bianchi, fotografo “dilettante”.

Bianchi VillamagnaAlfredo Bianchi al lavoro nella sua bottega di orafo. Sulla dx cartolina di Villamagna (collezione Fabrizio Petrioli)

Silvano Guerrini, in uno delle sue numerose opere fondamentali per la conoscenza del territorio di Bagno a Ripoli, ci ha fornito un’ampia e dettagliata descrizione della valle dell’Arno, che per lungo tratto segna a settentrione il confine comunale. “L’Arno in Pian di Ripoli” (1990) passa in rassegna le numerose implicazioni che il fiume ha avuto in relazione al territorio, dai ponti ai passi di nave, dagli opifici proto-industriali (gualchiere, mulini) alla fluitazione del legname, fino a tutte quelle attività intimamente legate al fiume: i renaioli, le lavandaie, le fornaci, la pesca. 

Bianchi Villa La MassaCartolina colorata con immagine di villa La Massa (collezione Carlo Benvenuti)

Negli anni successivi all’Unità d’Italia questo fragile territorio ha subito numerose e profonde trasformazioni. La costruzione della linea ferroviaria, l’adeguamento della rete stradale, l’espansione industriale conseguente alla diffusione dell’energia elettrica, la crisi dell’agricoltura e il conseguente abbandono dei poderi, la proliferazione edilizia non di rado selvaggia in larghi spazi del fondovalle hanno segnato una mutazione profonda del paesaggio. Alla luce di tutto questo, assumono un valore documentario inestimabile le testimonianze fotografiche d’epoca, che ci restituiscono un’immagine del territorio ormai dimenticata, permettendoci di poterne ricostruire l’evoluzione.

Un fotografo in particolare, Alfredo Bianchi (1862-1928), ci ha lasciato una documentazione unica della valle del fiume tra la fine dell’Ottocento e i primi anni del secolo successivo. Di lui non si sa molto. Coniugato con Giulia Ugolini, dalla quale ebbe due figlie, esercitava la professione di orafo incassatore con laboratorio sul Ponte Vecchio. La famiglia della moglie possedeva una villetta in via di Rosano, in località “Lo Stelli”, che Alfredo era solito frequentare soprattutto nei mesi estivi. Da qui aveva modo di mettere in pratica la sua grande passione per la fotografia. Si armava della sua pesante attrezzatura di fabbricazione francese e, di solito accompagnato dalle figlie che abitualmente inseriva nell’inquadratura, si muoveva alla ricerca di angoli suggestivi da immortalare.

Bianchi CandeliCartolina con immagine di Candeli (collezione Fabrizio Petrioli)

Molti dei suoi scatti, in genere di ottima qualità per inquadratura, composizione e tecnica, sono oggi conservati da appassionati collezionisti. Una parte delle sue immagini – circa un centinaio solo quelle inerenti la valle dell’Arno – vennero inoltre pubblicate sotto forma di cartolina illustrata, soprattutto dalle edizioni Barocchi di Firenze.

Guerrini-Arno-in-pian-di-ripoli“L’Arno in Pian di Ripoli” di Guerrini, tra i molti meriti, ha quello di rendere fruibili una trentina di foto di Alfredo Bianchi, grazie anche alla collezione di cartoline di Fabrizio Petrioli. Altre foto e cartoline dello stesso autore, provenienti dalla collezione di Carlo Benvenuti, sono state pubblicate da Berlinghiero Buonarroti nei due recenti volumi “Il triangolo delle gualchiere” (2013) e “Là dove Fiesole si specchia in Arno” (2016), entrambi focalizzati sulla riva destra del fiume.

Ciò nonostante, considerata l’importanza documentaria di tale patrimonio iconografico, si avverte la necessità della pubblicazione monografica dell’intero “corpus” conservato. Sarebbe un’operazione non solo meritoria, ma soprattutto lungimirante, che consentirebbe la salvaguardia di un importante patrimonio storico e la sua trasmissione alle future generazioni.

Michele Turchi

Politiche

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