BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Vespasiano da Bisticci: un convegno all'Antella

Un 'cartolaio' all'alba del Rinascimento, e una villa sui colli di Antella dove si ritirò quando la stampa soppiantò il manoscritto.

Vespasiano da Bisticci Vite

Se un giorno qualcuno si proponesse di stilare una lista dei personaggi famosi che in qualche modo hanno legato il proprio nome al territorio di Bagno a Ripoli – per nascita, frequentazione, residenza, attività e mille altri motivi – si troverebbe a dover gestire un elenco decisamente lungo, pieno zeppo di nomi insospettabili. Molti di questi sono personaggi ben noti, altri sono invece a torto meno conosciuti. Tra questi c'è sicuramente il nome di Vespasiano da Bisticci.

Nato nel 1422 nel popolo di Santa Lucia a Bisticci, sulle pendici rignanesi del Poggio di Firenze, fu uomo di cultura notevole per il suo tempo, in una Firenze all'alba del Rinascimento. Svolse l'attività di "cartolaio", come amava definirsi. Al di là del significato attuale della parola, gestiva un'attiva bottega nella quale si producevano beni rari e preziosi: i libri.

Erano anni in cui la stampa non era ancora diffusa (Gutenberg realizzò la prima copia della Bibbia per mezzo di caratteri mobili nel 1455) e i volumi si copiavano ancora a mano. Nella bottega di Vespasiano uno stuolo di amanuensi li produceva, pagina dopo pagina, a beneficio di una ricca committenza di mercanti, principi e signori, che desideravano impreziosire le loro biblioteche di opere classiche e testi sacri, non di rado miniati e ricoperti di preziosi pellami e broccati d'oro. Oltre che attivo centro di produzione, la bottega fu anche importante polo di aggregazione per gli intellettuali del tempo. Era facile incontrarvi letterati e umanisti, che qui convenivano per discutere di cultura, di politica e (immaginiamo) anche di cose più frivole legate alla quotidianità.

Casa Il MonteCasa il Monte

Vespasiano possedette, oltre alla casa cittadina in via dei Bardi, una villa con poderi sui colli di Antella, dove amava trascorrere la villeggiatura, spesso avventurandosi in lunghe gite a cavallo nei boschi dei dintorni, come risulta dalle lettere spedite a congiunti e amici. Fu qui che si ritirò, nel 1479, una volta abbandonata l'attività, che dopo avergli dato celebrità e una certa agiatezza, ormai non riusciva più a reggere il confronto con la stampa tipografica. Dedicò gli ultimi anni della sua vita a scrivere Vite di uomini illustri del sec. XV, nella quale ci offre un ritratto di prima mano di quelle personalità che ebbe modo di conoscere svolgendo la propria attività, molti direttamente nella sua bottega. E proprio nella sua amata villa di campagna morì, il 27 luglio 1498.

Michele Turchi

Politiche

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