BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

Toggle Bar

Addio a Marasco, menestrello fiorentino

Nuoti sommerso in un mare di cacca / non sai se d’uomo oppure di vacca / non sai capire i’cche t’è successo / ti pare troppa per esser di un cesso.

marasco

Lo scorso 19 novembre, al Teatro Comunale di Antella, era in programma uno spettacolo dal titolo “Sui sentieri del cantar Toscano” con Riccardo Marasco. All’ultimo momento la serata venne annullata per problemi di salute del protagonista, problemi che in breve termine lo hanno fatto mancare. Aveva 77 anni.

Appassionato di canto popolare, fin dagli anni Settanta si era dedicato alla ricerca di quella cultura orale sommersa che la fine della civiltà contadina si stava portando via, insieme agli ultimi vecchi. Accanto a questa ricerca filologica, documentata da apprezzate pubblicazioni oltre che dalle incisioni discografiche, amava comporre storie divertenti, condite da un’arguzia e un’ironia tutte fiorentine. Era diventato celebre per questo, tanto da diventare lui stesso un simbolo di fiorentinità, un novello Ceccherini di fine XX secolo. Perfino la Curva Fiesole, domenica scorsa allo stadio, gli ha tributato un saluto. 

Da anni Marasco, architetto di professione e “menestrello” per passione, abitava sulle colline ripolesi. La sua immagine con in braccio la sua preziosa chitarra-lyra, pezzo unico a forma d’ala, ci mancherà. La sua voce, incisa su vinile o su cd, invece gli sopravvive. Un’occasione per riascoltare, accanto alle celebri L’alluvione o La Teresina, la sua lucida visione di un Natale che sempre più sta perdendo il suo fascino in favore di una logica tutta commerciale: La capannuccia.

In quella capannuccia, laggiù n’i’ Medioriente,
i’ ventiquattro sera ‘e c’era un fottìo di gente.
L’è pien di bancarelle che vendan d’ogni cosa:
croccanti, torroncini, semi, lupini a iosa.

 

Michele Turchi                            

Politiche

Facebook