BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Il Niccheri (prima parte)

Anche un poeta popolare, di quelli che alle fiere incantavano la gente con ottave spiritose e divertenti, può scrivere la Storia, quella con la "S" maiuscola. Marchiando con un'impronta indelebile, un toponimo, un borgo di paese. 

Niccheri

Un tempo, quando non c’era la televisione e i giornali erano poco diffusi – anche perché non erano molti i mezzadri che sapevano leggere, scrivere e far di conto – la figura del cantastorie assumeva una valenza straordinaria. Una valenza che, alla luce dei nostri tempi, non si può nemmeno immaginare.

Attraverso le composizioni di questi poeti popolari, che in genere frequentavano fiere e mercati, si diffondevano le notizie di fatti di cronaca e di costume, che altrimenti difficilmente avrebbero raggiunto le orecchie dei nostri contadini.

Nella tradizione toscana si esprimevano per mezzo di una metrica ben precisa, definita “ottava rima”. Otto endecasillabi che si alternavano in rima secondo uno schema ABABABCC, ricominciando in assonanza con l’ultimo verso dell’ottava precedente. Spesso si cantavano rime improvvisate, ed era prassi comune sfidarsi in coppia, dando vita ai “contrasti poetici” attorno a un tema ben definito, nel corso dei quali i due cantori prendevano le vesti di padrone e contadino, marito e moglie, ricco e povero, e mille altre possibilità.

Logli Ceccherini PiccardiAltamante Logli, Gino Ceccherini, Elio Piccardi, poeti popolari

Per quanto ricco di passata fama, il canto “in ottava rima” rimane di solito tagliato fuori dalla riscoperta del repertorio popolare. Il suo carattere effimero, popolaresco, sgrammaticato, spesso improvvisato, lo ha reso poco interessante per ricercatori spesso più attenti alla forma melodica che ai contenuti. Tra gli ultimi poeti popolari si ricordano Gino Ceccherini, Elio Piccardi e Altamante Logli, che hanno frequentato le fiere fino agli anni settanta dello scorso secolo, e dei quali esistono anche delle registrazioni audio, perfino dei 45 giri in vinile che loro stessi vendevano ai divertiti spettatori delle loro esibizioni.

Ceccherini e PiccardiLe copertine di due 45 giri di Gino Ceccherini ed Elio Piccardi, poeti in ottava rima

Ma fra tutti coloro che si sono espressi in ottava rima, resta insuperata la fama di Giuseppe Moroni detto il Niccheri (1810-1880). Nonostante si definisse “illitterato”, era solito pubblicare dei foglietti a stampa delle sue composizioni più famose. Tra queste brilla per popolarità la «Pia de’ Tolomei», edito nel 1873 dalla casa Editrice Salani, di cui si vendettero oltre 70.000 copie. In una società nella quale larghi strati della popolazione erano ancora analfabeti, si trattò di un vero miracolo. Il testo del poemetto divenne in breve un vero e proprio classico popolare, tanto che alcune persone conoscevano a memoria tutte le 54 ottave di cui si componeva.

Il NiccheriDue composizioni di Giuseppe Moroni, detto 'Il Niccheri': la "Vita" e la "Pia de’ Tolomei"

Il Niccheri la sua vita se la scrisse da solo, naturalmente in rima. «Se un lascito di Muse a voi vi feci/ pregherete per me gloria beata/ nacqui nel milleottocentodieci/ fuori di Porta Pinti in Camerata/ in terre dove fan fagioli e ceci/ n’i una bella campagna temperata/ d’olio di frutti e di grano e di vino/ dell’avvocato Cocchi contadino». E proseguiva per ben 70 ottave.

C’entra qualcosa questo Niccheri con la “nostra” borgata del Ponte a Niccheri? Lo saprete leggendo la seconda parte

Michele Turchi

Politiche

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