BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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L'evoluzione d'ottobre

Ho mosso i miei primi passi di impegno sociale nell’ambito di quello che oggi si chiama “terzo settore”, un circolo Arci di campagna, un po’ casa del popolo un po’ società sportiva, praticamente l’unico centro di ritrovo, a parte le parrocchie. Sì, perché Osteria Nuova – questo è il paese – di chiese ne ha sempre avute due, fin dai tempi di Dante, quando ancora il paese praticamente non esisteva.

ottobrata76Ottobrata '76. La locandina che pubblicizzava i giochi

Era il 1976, ero un ragazzotto da poco eletto consigliere, timido e introverso, ma curioso e voglioso di apprendere. Ero il più giovane, ma anche gran parte degli altri dodici consiglieri, presidente incluso, appartenevano a quella fascia d’età in cui si è seri quando serve, ma al tempo stesso si ha voglia di divertirsi. L’età media di quel consiglio era di 34 anni, si legge in una statistica dell’epoca.

Si era nel pieno degli anni che oggi vengono definiti “di piombo”. Forse sarà stato vero nelle grandi città, ma dalle nostre parti c’era molta energia positiva, molta partecipazione, ci si divertiva con poco, la creatività era all’ordine del giorno. Fantasia al potere, si diceva, e un po’ era vero.

Ricordo un giorno d’estate, non ricordo se si era fuori al fresco gustando un pirottino al cacao o su al primo piano, nel bollore della segreteria che negli anni del Ventennio aveva ospitato la sede del Fascio. Tra una battuta e l’altra, forse ispirati da Giochi senza frontiere, venne fuori l’idea: «perché non si sfida quelli della Fonte e del Bagno, gli si fa un mazzo così». Erano i circoli più vicini. Con la Fonte (un tempo “del pidocchio”) c’era sempre stato un po’ di ruggine, Bagno a Ripoli invece era il capoluogo, noblesse oblige.

ottobrata76 calcinoUna delle partite a calciobalilla, durante i giochi della Ottobrata

La sera dopo eravamo già al lavoro. In quattro e quattr’otto, una volta che gli avversari ebbero raccolto il guanto di sfida, si cominciarono a definire le gare, dieci in tutto: tre classici giochi da bar: briscola, ventuno e calciobalilla; due gare sportive: ciclismo (a cronometro) e podismo; tre giochi popolari: corsa nei sacchi, tiro alla fune, tiro a segno; infine scacchi e rock’n’roll acrobatico. Niente calcio, sarebbe stato troppo problematico trovare i campi disponibili. All’epoca il campo comunale dei Ponti ancora non esisteva.

La sfida venne messa in calendario a ottobre, per cui venne chiamata “Ottobrata”. Oltre alle varie gare in calendario, ogni sera di quel mese prevedeva un appuntamento: serate di ballo, musica, teatro, incontri culturali. Indimenticabile la serata di teatro autoprodotto, con la messa in scena della novella della piccola vedetta lombarda dal libro Cuore di De Amicis!

ottobrata76 teatroTeatro autoprodotto: la messa in scena della novella della piccola vedetta lombarda dal libro Cuore di De Amicis

Un tentativo ben riuscito di divertire e divertirsi con pochi mezzi e tante idee. Per il piccolo circolo di Osteria Nuova fu una vera rinascita, ma la ventata di novità si avvertì a livello più ampio. Pochi mesi dopo nacque il coordinamento sportivo dei circoli ripolesi, mentre a Bagno a Ripoli si inventò un palio delle Contrade, che nei primi anni riprendeva molto dello spirito di quella splendida “Ottobrata”.

Come dite, chi vinse la sfida? Beh... lasciamo perdere, il mazzo lo fecero a noi, arrivammo ultimi, vincemmo solo a scacchi. Ma nessuno si sentì sconfitto.

Michele Turchi

Politiche

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