BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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«Cioè...», essere giovani negli anni Novanta

Molte volte il territorio di Bagno a Ripoli è stato un set cinematografico. Non solo per grandi produzioni, ma anche per video, audiovisivi e progetti di cui giovani appassionati erano gli autori, e qualche volta l'oggetto delle riprese.

Maia RigacciMaia Rigacci, protagonista di "Cioè...", di Federigo Zais

Nel 2011 Enrico Zoi, in un bell’articolo incluso nella miscellanea Scritti Ripolesi, dal titolo Le colline hanno gli occhi (del cinema), passò in rassegna i set cinematografici che nel corso degli anni hanno avuto per scenario il territorio ripolese. Da La viaccia di Mauro Bolognini (1961, con Claudia Cardinale e Jean-Paul Belmondo), a Il piccolo Archimede di Gianni Amelio (1979); da Zitti e mosca di Alessandro Benvenuti (1991), a Fiorile dei fratelli Taviani (1993), per arrivare a Un tè con Mussolini di Franco Zeffirelli (1999). 

Ma a fianco del “grande” cinema, le colline ripolesi hanno visto con i loro occhi anche una cinematografia minore, non per questo disprezzabile. Film a basso costo di produzione, spesso girati direttamente in video. Come non ricordare Fabio Del Bravo, ripolese doc, che nel 1983 realizzò – con il contributo di attori non professionisti – il lungometraggio Aronne, incentrato sulla strage di Pian d’Albero del giugno del 1944. E poi i film e le fiction di Domenico Costanzo, Giuseppe Ferlito, Tayu Vlietstra, Federigo Zais.

È su quest’ultimo regista che mi soffermerò, per una serie di motivi del tutto personali. Innanzi tutto per la comune militanza nel nutrito gruppo di collaboratori di Radio Firenze Sud, anni lontani in cui “Federigo” (in realtà Sirio) già mostrava un morboso interesse per il cinema e la fotografia, facendo ben presto proseliti e riuscendo a mettere in piedi un gruppo di produzione di audiovisivi, parallelo all’attività radiofonica, che ricordo si chiamava “Kinoglaz”. 

Federigo Zaisfederigo Zais, al centro della foto, e – sulla destra – il logo della Kinoglaz

Nel febbraio del 1988 la sezione Pci di Antella promosse un’inchiesta sulla condizione del mondo giovanile, che disegnava un quadro attendibile della realtà locale. Nel 1990 Federigo Zais venne incaricato di sviluppare le tematiche evidenziate da quell’inchiesta (droga, lavoro nero, genitori iperprotettivi, violenza, ecc.) attraverso un film nell’ambito di un “Progetto giovani” promosso dal Comune di Bagno a Ripoli, con la collaborazione tecnica del Videostudio di Firenze. Come titolo del film (girato in video) fu scelto Cioè...

Per l’amicizia di vecchia data che ci legava venni invitato a dare una mano, e per quanto mi fu possibile non mi tirai indietro. Gli attori erano tutti ragazzi del posto, dei quali non ricordo più i nomi, a parte quello di Maia Rigacci, protagonista femminile, citata nell’articolo di Enrico Zoi.

Fu una bella esperienza, anche se non facile, in un ambiente del quale sapevo ben poco. Mi ritrovai anche coinvolto come comparsa, in una scena che mostra per intero tutto il fascino della fiction. In pratica un ragazzo viene sorpreso dal consigliere di un circolo a “farsi una canna” nel bagno; questi lo porta fuori sbraitando trascinandolo per un orecchio, dando luogo a una accesa discussione che si trascina fino all’esterno del locale. Ebbene: la prima scena venne girata nel bagno della SMS di Bagno a Ripoli (nel bagno al Bagno... e dove sennò?), la discussione si accendeva nel vasto salone d’ingresso del CRC di Antella e proseguiva all’esterno della Casa del Popolo di Grassina, in piazza Umberto I... 

Potenza del cinema, che riesce ad abbattere perfino i “campanili”!

Michele Turchi

Politiche

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