BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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L’affondamento della motonave Paganini. Una storia anche ripolese

La sera del 27 giugno del 1940, la motonave Paganini salpò da Bari facendo rotta per Durazzo. Si trattava di una nave civile di ca. 2450 t., noleggiata alla “Compagnia Tirrenia”. Improvvisamente, alle 06.05 del 28 giugno, la nave ebbe un sussulto in seguito ad uno scoppio nella stiva n°2 – la cui causa è tutt’ora controversa – seguito da un furioso incendio.

paganini affondamento1940. L'affondamento della Paganini

Nel giro di circa 6 ore si inabissò, anche se non completamente, tanto che gli alberi sporsero per qualche tempo dall'acqua.

La Paganini aveva imbarcato oltre 900 soldati, nella maggioranza toscani, di cui una grande percentuale della provincia di Firenze, moltissimi della città e delle zone circostanti: Mugello, Chianti, Val di Sieve, Valdarno, ... Di queste zone si contano numerosi fra caduti, dispersi e naufraghi che furono tratti in salvo. Centinaia erano i soldati della val di Sieve presenti in Albania, inquadrati nei Reggimenti della Divisione “Venezia”.

Dei circa 220 morti e dispersi, secondo la lista pubblicata fino dalla sera dell’11 luglio, il 90% delle vittime era in forza al 19° Rgt. Artiglieria della Divisione di Fanteria “Venezia”, di stanza a Firenze, con sede alla Caserma “Baldissera”, detta la “Zecca”.

La domenica del corriere1935. La Domenica del CorriereFranco Fantechi, studioso ripolese, da tempo ha avviato una ricerca sulla Paganini, cercando di rintracciare le famiglie dei soldati imbarcati che si salvarono dal naufragio per scrivere, dai dati ottenuti, le loro storie.

“Al momento sono state trovate tracce di oltre 90 famiglie dei soggetti di cui si dice – racconta Franco Fantechi – e dalle notizie ricavate dagli incontri, sono state tracciate altrettante biografie. Queste famiglie hanno messo a disposizione reperti preziosi e cari per la memoria dei congiunti: foto (oltre 500), lettere, diari, memoriali, perfino un 'Poemetto' in ottava rima.”

“Le famiglie, nonostante il tempo trascorso si dimostrano grate e interessate da questo sforzo. I reperti e le informazioni fanno emergere storie di tanti soldati che, se anche si salvarono la vita, ne uscirono feriti e mutilati anche molto gravemente".

“Alcune delle storie incontrate sono collegate fra loro: diari che si incrociano, foto gemelle trovate in diverse famiglie, quel ‘Poemetto’ in ottava rima recuperato in 3 diverse versioni etc.”

La Ricerca, promossa dalla Sezione Provinciale dell’Associazione Nazionale Artiglieri d’Italia (A.N.Art.I.), e patrocinata dal Comune di Bagno a Ripoli, è coordinata da Franco Fantechi (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).


Dalla fine della guerra, ogni 28 giugno si tiene una S. Messa in memoria nella Basilica della SS. Annunziata di Firenze. 

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