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San Prugnano: Elena e Vittoria nel libro dei Giusti

Dopo l'omaggio a Gino Bartali, altri "Giusti fra le Nazioni" per il nostro territorio (stavolta siamo a San Prugnano, nel comune di Rignano sull'Arno): Vittoria Valacchi e sua zia Elena Cecchini sono state insignite di questo prestigioso riconoscimento da Yad Vashem, l’Ente nazionale isrealiano per la Memoria della Shoah.

vittoria valacchi elenaVittoria Valacchi e la zia Elena Cecchini (© http://db.yadvashem.org/ credit: Coll. Yad.)

Nel 1943, quando aveva 28 anni, Vittoria insieme alla zia Elena (oggi scomparsa), avevano salvato dai rastrellamenti nazifascisti la famiglia ebrea Salmon, padre, madre e tre figli piccoli, nascondendoli in una loro casa a San Prugnano e rischiando di essere denunciate da eventuali delatori ogni qual volta portavano loro cibo ed altri beni di necessità per il loro sostentamento.

Una storia di coraggio onorata ieri 5 dicembre 2013 in sinagoga a Firenze con una presenza forse irripetibile in futuro: la presenza di un Giusto, la signora Valacchi, che a 98 anni ha ricevuto personalmente il massimo riconoscimento conferito dallo Stato di Israele a chi oppose la luce al buio della Shoah.

Elio e Clara Salmon, con i tre figli Paolo, Silvia e Anna, dopo l’8 settembre 1943, mentre l’Italia veniva invasa dai nazisti, si trasferirono a Volognano, nella villa di cui erano proprietari Giuseppe e Alice D’Ancona, genitori di Clara. Qui arrivavano notizie sulle azioni antisemite compiute dalle truppe tedesche, e in particolare sulla deportazione degli ebrei romani, avvenuta il 16 ottobre.

I Salmon chiesero allora rifugio presso una famiglia di amici, i Cecchini, che viveva a San Prugnano (sopra Rosano). "Ci fu – ha raccontato Paolo Salmon, uno dei tre figli di Elio e Clara Salmon – da parte dei Cecchini la proposta, subito accettata, di un rifugio di tre stanze disabitate e da riattare, nell’ambito di una casa colonica denominata 'La Colombaia', abitata da contadini loro dipendenti."

"La sera del 6 novembre giunse a Volognano la notizia della razzia antiebraica (seguita da arresto, prigionia e successiva deportazione) compiuta quel giorno a Firenze dai nazisti e dai fascisti. Subito dopo una brevissima cena, nel buio della notte, i cinque componenti della nostra famiglia si incamminarono a piedi, attraverso campi e viottoli, verso la villa Cecchini per chiedere aiuto e ospitalità, che furono subito concessi con piena comprensione e massima generosità, in attesa del trasferimento nel rifugio effettuato dopo due giorni. In quel rifugio avrebbe trovato accoglienza, dopo il 24 aprile 1944, anche Giuseppe D’Ancona, padre di Clara."

Vittoria ValacchiVittoria Valacchi (1915-2018) © Moked.it

Come ricordato su Pagine Ebraiche "la salvezza fu dovuta anzitutto all’iniziativa e alla generosità di tutta la famiglia Cecchini e all’incessante sostegno ricevuto da parte di Elena Cecchini (da tempo non più tra noi) e di Vittoria Valacchi, che effettuavano visite continue al nostro rifugio, cariche di provviste alimentari, a complemento di quanto arrivava dai contadini di Volognano".

"La nostra salvezza  – ha detto Paolo Salmon – è anche dovuta, è giusto ricordarlo, al comportamento di tutti gli abitanti della zona, incluso il priore di Samprugnano, i quali, al corrente della nostra situazione, hanno sempre mantenuto il silenzio".

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