BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Tanti auguri Ginettaccio!

Il nome di Gino Bartali, figlio di Torello e di Giulia Sizzi, fu registrato all'anagrafe del comune di Bagno a Ripoli con la data di nascita 18 luglio 1914, evento avvenuto nella casa dei genitori a Ponte a Ema, in via Chiantigiana numero 78. 

gino bartali

Torello e Giulia si erano sposati sei anni prima e avevano già due figlie: Anita e Natalina. Dopo due femmine, due maschi. A Gino, infatti, si aggiunse Giulio, il 20 ottobre 1916, e il destino volle che, una quindicina d'anni dopo, fossero attratti, entrambi, dalla stessa passione per lo sport più popolare a quell'epoca.

Una terra di ciclisti

"La nostra, si sa – ha raccontato lo stesso Bartali in una delle sue biografie –, è una terra di ciclisti. La bicicletta, quando ero piccolo, era il più diffuso mezzo di locomozione. L'Italia era un paese prevalentemente contadino: per andare a lavoro o a scuola, i più fortunati usavano le due ruote. Ricordo che, addirittura, i muratori che venivano a lavorare a Firenze da Troghi, un piccolo borgo del Valdarno, viaggiavano senza pedali. Costavano troppo. (…)"

"Terminate le scuole elementari a Ponte a Ema, dovetti andare ogni giorno a Firenze per frequentare la 'sesta'. 20 chilometri al giorno da casa a piazza Santa Croce. E al ritorno, invece di prendere il viale dei Colli, spesso tagliavo su per l'Erta Canina, una strada stretta e ripida con una pendenza del 18%. I nostri percorsi erano sempre più lunghi del necessario."

"La mia prima bicicletta la montai pezzo per pezzo qualche tempo dopo mentre facevo l'apprendista meccanico nell'officina di Oscar Casamonti in via di Rusciano al numero 10. Mi dividevo fra la bottega e il lavoro in casa, aiutando la mamma e le sorelle che lavoravano di ricamo per conto delle famose sorelle Materassi che ispirarono nel 1934 il romanzo di Aldo Palazzeschi. Una di quelle tovaglie finemente ricamate la donai ad Evita Peron nel 1951, durante un soggiorno in Argentina con Kubler, Soldani, Casola, Magni e altri, pochi mesi prima che lei morisse."

gino bartali casa nataleLa casa natale di Gino Bartali, a Ponte a EmaIl Ponte a Ema

Agli inizi del Novecento Ponte a Ema era poco più di un borgo, due file di case intorno alla via Chiantigiana. La popolazione contava appena un migliaio di anime, ma nella sua piccola comunità si facevano sentire i fermenti politici e crescevano le attività sociali e ricreative. Nel 1927 fece la sua comparsa anche un sodalizio sportivo: la S.S. Aquila, nata sull'onda del successo riscosso dal ciclismo per merito dei primi leggendari campioni come Binda, Girardengo, Guerra, Linari.

Ora anche Ponte a Ema aveva la sua squadra ciclistica, e iniziava una rivalità – dal sapore strapaesano – con la Scat di Grassina e la Resistente di Osteria Nuova.

All'epoca Gino Bartali portava ancora i calzoni corti, ma fin dalle sue prime corse dimostrò di avere talento e tutte le carte in regola per affermarsi. Da quel momento la storia dell'Aquila si legava indissolubilmente a quella di Bartali e il paese, all'unisono, faceva il tifo per lui.

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