BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Un grillino antelitteram all'Antella

Ci sono corsi e ricorsi storici nella storia italiana. Vilfredo Pareto (1848-1923) e la fornace di Monte Pilli (al Bigallo) sembrano una storia già sentita, soprattutto quando il loro percorso si intreccia con affari all'Isola della Maddalena (ma il G8 non c'entra…).

Vilfredo Pareto

"Per fare piacere ai miei amici Peruzzi – scrive Pareto nel 1892 –, avevo preso in affitto la fornace di cemento di Monte Pilli. Ero in società con un certo Domizio Monetti. Io veramente ci mettevo il capitale e lasciavo fare a lui, che è uomo molto abile, e che sa commerciare bene. Smettemmo, dopo avere perduto, perché non potevamo vendere, non avendo protezioni. Ci sono fatti strani, che non metto fuori solo perché mi sono fatto una re­gola di non mai toccare quistioni che sieno a me personali. Per esempio: il Genio Militare aveva bisogno di cemento per i lavori all'Isola della Maddalena. Il cemento Peruzzi fu tro­vato migliore di quello di Casale. Abbiamo il certificato del Genio Militare. Offrivamo quel cemento a minore prezzo. Ma i deputati interessati nella Società delle Calci e Cementi fecero tante pressioni che fu comprato il cemento di Casale! E di questi fatti non ce n'è mica uno. Sono a diecine.

Montepilli fornaceIl torrino della fornace di MontepilliIn Italia non c'è scampo. Lavorare onestamente non si può. In un modo o nell'altro si finisce sempre ad avere bisogno del governo e dei deputati, e allora bisogna essere bir­be... o rovinarsi.

Il tempo che ho fatto il direttore di ferriere è stato un inferno per me. Io cercavo di fare l'ingegnere e capivo che invece bisognava fare l'intrigante."

Dalla lettera di Vilfredo Pareto a Maffeo Pantaleoni del 26 gennaio 1892.

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