BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

Toggle Bar

Il "drago" dell'Isone

C'è un drago nell'Isone pronto a risvegliarsi? O sono solo leggende, paure ataviche e oggi non legittime? Certo che la pioggia e i disastri di pochi giorni fa – non proprio una "bomba d'acqua" ma solo un grosso temporale estivo – ci ricordano che forse certi animali mostruosi esistono davvero, o comunque sarebbe bene averne paura...

paolo uccello san giorgioPaolo Uccello, San Giorgio e il drago (1456 - National Gallery, London)

Domenico Maria Manni, nella sua opera sugli antichi sigilli, ne descrive uno datato 9 novembre 1293 che raffigura il combattimento tra il Drago e san Giorgio. Nel disquisire dell’argomento in maniera erudita, fa cenno a «un drago, o simile, di basso rilievo in marmo bianco, che si vede di antico lavoro nella facciata esteriore della pieve dell’Antella, [che] giustifica in qualche parte la voce, che fin ora corre, che ivi presso al picciol fiume di quel nome si vedesse uno spaventevol serpe avanti l’edificazione di quell’antica chiesa».

Anche Luigi Torrigiani, nel volume dedicato a Santa Maria all’Antella, non manca di tornare sull’argomento. Dopo aver descritto l’immagine dell’animale fantastico che al suo tempo si trovava ancora murata sulla facciata della pieve, riporta una diceria locale secondo la quale «quel drago o serpente alato conserva la memoria di uno spaventoso serpente sortito dalle selve che la Chiesa possedeva all’intorno e che si dice ucciso con un colpo d’archibuso dall’alto dell’antica torre di essa; ciò che non ne renderebbe remotissimo l’avvenimento».

sigillo manni drago di antellaSan Giorgio e il Drago raffigurati in un sigillo da Domenico Maria Manni e, sulla destra, il drago della pieve di Antella

La leggenda di animali mostruosi e spaventevoli, che in epoca medievale avrebbero infestato certi luoghi appartati, accomuna molte località. Del resto l’animale fantastico per eccellenza della cultura contadina toscana è il regolo, considerato il re dei serpenti, una specie di grosso lucertolone, a volte dotato di ali, le cui prerogative variavano a seconda dei luoghi e delle circostanze. La credenza più diffusa voleva infatti che alle serpi, una volta raggiunti i cent’anni di età, spuntassero le zampe.

La presenza di una leggenda simile nei boschi lungo la valle dell’Isone non è perciò nulla di straordinario e forse la presenza di una chiesa intitolata a San Giorgio, quella di Ruballa, e l’immagine scolpita a bassorilievo presso la pieve di Antella hanno alimentato la fantasia popolare. Non è difficile che tutto possa essere nato dal bello spavento preso da un contadino a causa di una biscia più grossa del normale e, per non passare da pauroso, avrà raccontato in giro di aver incontrato un grosso regolo. Episodi del genere, tramandati di generazione in generazione durante le veglie, si arricchivano inevitabilmente di nuovi particolari a ogni racconto, non di rado corroborati da qualche bicchiere di rosso. Col trascorrere dei secoli, quella che in origine era una serpe diventava prima un regolo, poi addirittura un drago mostruoso.

Oggi altre inquietudini tormentano i nostri pensieri, ci vuol ben altro per smuovere la nostra fantasia. Ma si dice che quell’enorme drago non se ne sia mai andato dalla valle dell’Isone, anzi, certi segnali fanno temere che stia per risvegliarsi da un profondo letargo. Si dice sia enorme ma molto stupido, scava grosse gallerie per nascondersi sotto terra, i suoi escrementi avvelenano le acque. Fa ancora molta paura.

Michele Turchi

Politiche

Facebook