BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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«Sotto nome del Bagno gran tratto di luogo … si è sempre appellato»

Cosa significa Bagno a Ripoli? Da quando si chiama così? Il toponimo di Quarto dove lo abbiamo lasciato? E nell'eterno dilemma tra bagnesi e ripolesi, se fossero corretti entrambi? 

bagno a ripoli cartografiaIl borgo detto 'Bagno' nella cartografia ‘Campioni di strade’, degli anni Settanta del '700.

Nel corso dell’Alto Medioevo la zona dell’attuale capoluogo è documentata sotto la denominazione di Quartum, giacché si trovava al quarto miglia della strada che da Florentia conduceva nel Valdarno. Se ne trova traccia in un pur dubbio Diploma Imperiale di Carlo Magno datato 774, riportato dal Muratori, dove si legge «Quarte, Plebe Sancti Petri». Più credibile il riferimento nell’atto di fondazione della Badia di Ripoli, datato 790, con la frase «prope ecclesiam S. Petri». Della pieve si hanno ulteriori menzioni in documenti datati 966 e 995, relativi a donazioni e cessioni di beni. Un documento del 20 aprile 1044 cita ancora la pieve come «Plebe Sancti Petri sito Quarto». Il toponimo persiste ancor oggi nella chiesetta di Santa Maria a Quarto.

A partire al sec. XI la pieve comincia a essere documentata come «Sancti Petri ad Ripule», denominazione che col tempo si sovrapporrà a quella più risalente. Per Emanuele Repetti il toponimo – che identifica tutta la piana alluvionale che si estende fino al corso dell’Arno – «trae la sua etimologia dalla natura stessa del luogo difeso da argini, pigne e ripe, per riparare quel piano dalle alluvioni dell’Arno». Silvio Pieri assegna il toponimo ai «nomi locali spettanti alle condizioni del suolo», citando un Ripula riportato da Lami, riferibile al 1038. 

Pieve a RipoliLa Pieve a Ripoli, documentata come «Sancti Petri ad Ripule» a partire dal sec. XI

L’identificativo “Bagno”, secondo Repetti, è dovuto a «un antico bagno caldo, di cui furono trovate nel 1687 alcune vestigia». Di questi ritrovamenti ci dà memoria Domenico Maria Manni, che si recò sul posto per vederli «dietro al Macello del Bagno» e presso «un podere appellato del Gallo», constatando «dello smalto durissimo, alcuni condotti assai capaci, e molte medaglie Romane, le quali essendo, come mi è stato riferito, per lo più del secolo d’Augusto, e poco di poi, ognun vede, che antichità se ne potrebbe desumere». Dopo che tutto era stato ricoperto di terra e ne erano state perse le tracce, i resti archeologici sono stati nuovamente localizzati, scavati e studiati da Fabio Del Bravo e il suo gruppo, tra il 1979 e il 1988. Si potrebbe supporre che l’appellativo “bagno” fosse stato aggiunto al toponimo Ripoli nel sec. XVII, in occasione dei ritrovamenti. I documenti provano invece che, come sottolinea il Manni, «sotto nome del Bagno gran tratto di luogo per antico tempo, e pe’l moderno si è sempre appellato».

bagno a ripoliI resti archeologici del "bagno" a Ripoli, in una foto di Fabio Del Bravo.

Recentemente si è discusso se fosse più corretto chiamare gli abitanti del Bagno a Ripoli “bagnesi” o “ripolesi”. Il toponimo di riferimento è sicuramente Ripoli, al quale vengono aggiunti di volta in volta vari identificativi: Pieve a R., Badia a R., Pian di R., San Marcellino a R., Bagno a R. È perciò più corretto usare il temine “ripolesi” quando si fa riferimento agli abitanti dell’intero comune; il termine “bagnesi” identifica invece solo gli abitanti del capoluogo. 

Michele Turchi

 

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Documentazione

Fabio DEL BRAVO, Quarte Plebe Sancti Petri. S. Pietro a Quarto della Lega di Ripoli, Bagno a Ripoli, 1996, pp. 21-22.

Emanuele REPETTI, Dizionario Geografico, Fisico, Storico della Toscana, 1833-46, I, p. 243.

Silvio PIERI, Toponomastica della Valle dell’Arno, Roma, 1919, p. 324.

Domenico Maria MANNI, Delle antiche terme di Firenze, 1751, p. 17.

 

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