BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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TULAR SPURAL

Dalla cinta muraria sul Poggio Firenze alla stele di Antella, dal cippo confinario di Gavignano all'Antiquarium, il piccolo museo che non abbiamo più. Una breve e preziosa guida di Michele Turchi alle origini etrusche di Bagno a Ripoli.

Sasso scritto

Lo confesso, fin dalle elementari mi piacevano gli Etruschi. Popolo misterioso e affascinante, e poi quel loro modo di scrivere "alla rovescia" non poteva che attrarre l'interesse di un ragazzino come me, curioso per natura. Per di più, in un certo senso, erano i nostri antenati.

Crescendo, pur con connotati diversi, la passione mi è rimasta. La curiosità fine a sé stessa è diventata studio, pur senza altri fini che la mia personale cultura. La mostra fiorentina del 1985 fu per me un appagamento dei sensi, mi sentivo come un bambino in un negozio di caramelle.

Oggi che vivo a Fiesole, sia pure in periferia, mi sento ancor più "etrusco". Sul lunato colle restano vestigia delle mura ciclopiche, le fondamenta di un tempio a tre celle, poi modificato e reso monumentale in puro stile romano, e molti reperti, raccolti e ordinati nel piccolo ma importante museo, che proprio in questo 2014 festeggia il suo centenario.

Bagno a Ripoli, dove sono nato, serba segni meno evidenti di quei tempi lontani, probabilmente lo sfruttamento agricolo intensivo e prolungato nel corso dei secoli ha cancellato gran parte delle tracce.

Il ritrovamento più importante è costituito dal materiale sulla sommità del Poggio di Firenze (m 693): una cinta muraria costruita con pietre rozzamente squadrate, vicino alla quale sono stati recuperati frammenti di ceramica e bucchero di varie tipologie, un rocchetto di terracotta con decorazioni a forma di cordicella e cocci di laterizi. Si ipotizza l'esistenza in loco di un villaggio o forse un'area sacra, con continuità abitativa per tutto il periodo della cosiddetta Cultura Villanoviana (Età del Ferro, VII-V secolo a.C.). Il ritrovamento in località Gamberaia di tracce di epoca posteriore (tratti di una cinta muraria, un pozzo, resti di laterizi e frammenti di ceramica, databili dal IV al I secolo a.C.) fanno pensare a un successivo spostamento più a valle dello stesso insediamento.

Anche nel Capoluogo restano tracce sporadiche, ma significative, di una presenza etrusca. Gli scavi condotti da Fabio Del Bravo circa trent'anni fa hanno evidenziato, al di là dei resti del ben noto "bagno" romano che ha dato nome al paese, la presenza di tipologie di ceramiche da mensa riferibili a epoca sicuramente etrusca (secc. III-I a.C.).

Non mancano testimonianze più apprezzabili, che però oggi non si trovano più nel nostro territorio.

Stele Peruzzi o dell'AntellaDue immagini della stele etrusca di Antella

Il "pezzo" più significativo è una stele sepolcrale in pietra arenaria (dimensioni m 1,59x0,36) del tipo cosiddetto "fiesolano", trovata nei pressi di Antella alla metà del XVIII secolo, e in un primo tempo conservata nella vicina villa La Torre dalla famiglia Peruzzi. Di forma trapezoidale rastremata verso l'alto, è coronata da una decorazione a forma di palmetta. La decorazione si presenta incorniciata, disposta su due registri. Su quello superiore è rappresentata una scena alludente al banchetto funebre, molto comune in Etruria; la figurazione inferiore costituisce invece un unicum e rappresenta una scena di gioco da tavolo. La stele è conservata al Museo Archeologico di Firenze, al quale fu ceduta nel 1893 dagli eredi di Ubaldino Peruzzi.

ETRUSCHI sasso-scritto a-f-goriDisegno del sasso scritto di Anton Francesco Gori, sec. XVIII

Forse non tutti sanno che anche il cosiddetto "sasso scritto" è conservato presso il Museo Archeologico fiorentino. Quella che si vede lungo la via "maremmana", nei pressi di Fonte Santa, altro non è che una maldestra copia dell'iscrizione originale, resa in caratteri etruschi disposti su due righe, distaccata nel XVIII secolo e trasportata in città.

Tular GavignanoIl tular di Gavignano

Poco distante – nel borro di Calcinaia, presso Gavignano – fu rinvenuto nel 1974 un cippo confinario (dimensioni m 0,77x0,60). Reca un'iscrizione in caratteri etruschi identica a quella del cosiddetto "sasso scritto": «TULAR SPURAL AINPURATUM VIPSL AULE CURSNIS CIT.», il cui significato è «confine sacro della comunità di Fiesole, Aule Cursini pose» (A. Favilli, 2012). Il cippo è di proprietà del Comune di Bagno a Ripoli. Dopo una prima sistemazione presso la biblioteca comunale e in seguito in un piccolo antiquarium, presto smantellato, non si è trovato di meglio che affidarlo "temporaneamente" al museo etrusco di Castellina in Chianti. Meglio così. Almeno lì qualcuno lo apprezza.

Michele Turchi

Politiche

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