BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Lo stemma del Comune di Bagno a Ripoli

«D’azzurro, al leone d’oro, impugnante con le branche anteriori un mazzo di cinque fiori di rosso, gambuti e fogliati di verde...». Bagno a Ripoli, come quasi tutti i Comuni italiani, ha un proprio emblema e un proprio gonfalone. Ma qual'è la sua origine?

Stemma Bagno a RipoliLo stemma e il gonfalone del comune di Bagno a Ripoli. Non è lo stemma ufficiale, ma è fedele alla blasonatura del decreto ufficiale (da Araldica Civica)

Bagno a Ripoli, come quasi tutti i Comuni italiani, ha un proprio emblema e un proprio gonfalone, concessi con Decreto del Presidente della Repubblica del 18 marzo 1985. Lo stemma, nel linguaggio araldico, si blasona: 

«D’azzurro al leone d’oro, collarinato d’argento, impugnante con le zampe anteriori cinque fiori di rosso, gambuti e fogliati di verde, posti a ventaglio, appoggiante la zampa destra posteriore sulla balestra d’argento, rovesciata, posta in banda, sormontato dalla tiara e dalle chiavi pontificie, la tiara, d’argento con il globo crociato e le tre corone d’oro, munita delle due infule di rosso, foderate e frangiate d’oro, svolazzanti in fascia, le chiavi d’oro e d’argento, decussate, con gli ingegni all’insù, e accompagnate a destra dalla stella d’oro di otto raggi».

Il Gonfalone è costituito da un «Drappo partito di giallo e d’azzurro, riccamente ornato di ricami d’argento e caricato dello stemma comunale».

Ormai i ripolesi ben conoscono l’immagine del leone col suo bel mazzetto fiorito e tutti gli altri simboli, forse qualcuno si è anche chiesto quale sia la sua origine. Ebbene, bisogna andare indietro nel tempo almeno cinque secoli, al tempo delle Leghe di Contado. Si trattava di unità amministrative volute dalla Repubblica Fiorentina, e poi fatte proprie dal Granducato Mediceo. Quella del Bagno a Ripoli aggregava il territorio di tre plebati: Antella, Ripoli e Villamagna. Il territorio compreso era più vasto di quello attuale: non solo includeva tutto il Pian di Ripoli, ma si estendeva anche di là d’Arno, includendo Rovezzano, Varlungo e Settignano. Si estendeva anche oltre San Donato, fino a Troghi, mentre il fiume Ema segnava il confine a Ovest. Vi era un Podestà, che – prima di essere accorpato con la Lega del Galluzzo – risiedeva nel palazzetto all’incrocio tra via Roma e via della Nave a Rovezzano, dove oggi si trova un noto negozio di calzature. Ed è proprio lì che qualche anno addietro è venuto fuori, scolpito su un architrave all’interno, lo stemma della Lega ripolese. L’unico rimasto.

Stemma Bagno a RipoliLo stemma della Lega del Bagno a Ripoli, all’interno dell’ex Palazzo Pretorio

Al centro compare la figura di un leone, che tiene tra le branche posteriori una balestra. In alto a destra un giglio sbocciato, al naturale, e a sinistra le chiavi di S. Pietro incrociate. Lo stemma non è datato, ma la forma dello scudo, a mandorla con decorazioni floreali, e la postura del leone, ritto lungo l’asse longitudinale, sono caratteristiche tipiche dell’araldica del XIV-XV secolo. Come è facile intuire, la maggior parte delle figure sono simili allo stemma attuale, che perciò deriva chiaramente da quello della Lega.

Luigi Torrigiani, nelle sue corpose memorie di fine Ottocento, scrisse che «l’insegna, impresa, arme o gonfalone che dir si voglia, della Lega di Ripoli, vedesi tuttora scolpita sull’architrave della porta dello stabile, che fu antica residenza del Potestà nel borgo del Bagno a Ripoli. E la nuova rappresentanza comunale, che nel 1850 succedé all’antica, la fece riprodurre in plastica colorata dalla manifattura Ginori di Doccia, e mettere ai locali destinati per le pubbliche scuole, o per abitazione dei medici e levatrici condotte. E nel maggio 1865 per il centenario dell’Alighieri, la rappresentanza del Comune del Bagno a Ripoli avendo deliberato di prendere, come fece, parte officiale alla inaugurazione della statua colossale del Divino Poeta, eretta sulla Piazza di Santa Croce di Firenze, fece fare l’antico Gonfalone della Lega del Comune, che ora si conserva nell’ufficio comunale, e con quello intervenne alla festa nazionale di tale inaugurazione». Come si vede bene dalla carta intestata del Comune conservata dai documenti d’archivio, c’era una sola differenza: una stella (a sei o otto punte) al posto del giglio fiorentino, forse mal interpretato a causa della corrosione della pietra.

Stemma Bagno a RipoliSulla sinistra una ricostruzione grafica dello stemma della Lega del Bagno a Ripoli, a cura di Michele Turchi. Sulla destra lo stemma del comune rappresentato da Luigi Passerini ne “Le armi dei Municipj Toscani” (1864)

Negli stessi anni Luigi Passerini pubblicava Le armi dei Municipj Toscani (1864), nel quale lo stemma civico di Bagno a Ripoli veniva rappresentato del tutto identico a quello rimasto in uso fino al 2008, quando venne adottata la tipologia codificata dal decreto ministeriale. L’autore, invece che sugli esemplari in loco, si era documentato presso gli stemmari esistenti negli archivi fiorentini. Perché queste differenze? C’era un motivo, oppure qualcuno aveva commesso un errore?

Sarebbe troppo lungo spiegarlo qui. Ci ritorneremo in seguito, se avrete la pazienza di seguirci.

Michele Turchi

 

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