BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Piramidi ripolesi

Le piramidi, per qualche oscura ragione, esercitano sempre un grande fascino. Non solo quelle egizie della piana di Giza, ma anche quelle più insignificanti o meno note. Come quelle di Bagno a Ripoli. Sì, perché anche il nostro territorio ha le sue piramidi, e più d’una, per giunta.

piramide del sassoIl prospetto Nord-Est della Piramide del Sasso di Marcello Guasti

Qualche anno fa, attorno al 2008, apparve in internet, su certi siti e forum dedicati al “mistero”, la segnalazione della presenza di tre enormi piramidi nella zona di Rosano. Secondo l’opinione di alcuni “esperti”, evidentemente dotati – come Superman – di vista ai raggi X, le tre colline che si trovano esattamente di fronte al nuovo ponte sull’Arno non sarebbero di origine naturale.

«Queste insolite “colline” dalla forma piramidale», si legge in una comunicazione a firma di Stefano Menghetti, diffusa da parecchi forum tematici, «sono di grandezza differente, a scalare, proprio come le tre famosi piramidi di Giza, in Egitto. Le strutture piramidali di Pontassieve, sono orientate di lato verso nord-est, con una angolazione quasi precisa di 45 gradi, contrariamente alle piramidi di Giza che sono invece orientate con il lato esattamente parallelo al Nord».

piramidi RosanoLe tre piramidi di Rosano

In pratica, a dar credito a queste fantasiose supposizioni, uno spesso strato di detriti e vegetazione accumulato nel corso dei secoli celerebbe delle enormi strutture piramidali costruite in tempi remoti. Da chi?, direte. L’articolo specifica che «nei pressi di Pontassieve, non solo c’erano stati gli Etruschi: sembra addirittura che li si sia sviluppata una civiltà addirittura antecedente, quella dei “Ligures” Magelli o Mugelli, che lasciarono tracce del loro passaggio».

Che ci crediate o no, credo che le prossima volte che passate da Rosano, guarderete quelle tre colline con un occhio diverso...

piramidi rosanoLe 'insolite colline dalla forma piramidale'

Ma non finisce qui. In località Ponte a Niccheri, lungo il viale alberato dal quale si accede a Grassina, si trova la “Piramide del Sasso”, opera di Marcello Guasti inaugurata il 26 Marzo 2000. Si presenta come una piramide di bronzo alta circa un metro, con gli spigoli orientati secondo i punti cardinali. Ognuna delle facciate è dedicata a uno dei quattro elementi, e come una mappa segnala tutte le evidenze artistiche e paesaggistiche che, nel Comune di Bagno a Ripoli, si trovano in quella direzione.

piramide del sassoLa Piramide del Sasso, opera di Marcello Guasti

  • La facciata Sud-Est è dedicata all’elemento Fuoco, simboleggiato da un disco solare in metallo lucido e dorato, che fende il paesaggio con i suoi raggi. Sulla facciata sono rappresentati la cosiddetta Casa Finlandese, centro di produzione artistica, la chiesa di S. Martino ai Cipressi (rappresentata da un folto gruppo di conifere), la Fonte Santa e la Fonte del Mascherone. Si leggono poi, distribuiti come su una mappa, i nomi di San Donato in Collina, San Lorenzo a Montisoni, Osteria Nuova, San Quirico, San Giorgio, Sant’Andrea a Morgiano, Balatro, Croce a Balatro, Quarate, San Bartolomeo, San Donato, Santo Stefano a Tizzano, Capannuccia, L’Ugolino. Sugli spigoli opposti, e non potrebbe essere diversamente, spiccano a grandi lettere i nomi di Antella e Grassina...

  • La facciata Sud-Ovest ha per elemento l’Acqua, simboleggiata da una serie di onde, come un corso d’acqua che discende dal vertice della piramide. Sullo spigolo Sud, sotto al nome di Grassina, è raffigurata la stessa “Piramide del Sasso”, così come il ninfeo della Fata Morgana. Si leggono inoltre i nomi di Montauto, Poggio Fattucchia, Il Riposo, San Giusto a Ema e Ponte a Niccheri.

  • La facciata Nord-Ovest è dedicata all’elemento Terra, simboleggiato dalla spirale di una grande chiocciola. Verso lo spigolo Nord spicca a grandi lettere il nome Ponte a Ema, vicino al quale compare l’opera di P. Gensini “Verso lo Spazio Superiore”; la facciata mostra anche l’antico ponte sull’Ema e, più in alto, l’oratorio di Santa Caterina. Si leggono inoltre i nomi di Croce del Carota e San Piero a Ema.

  • La facciata Nord-Est, infine, è dedicata all’elemento Aria, simboleggiato da una nuvola e da striature che danno il senso di una raffica di vento. Sullo spigolo Est spicca la parte finale del nome Antella, verso lo spigolo opposto quello di Bagno a Ripoli. Sotto il primo è rappresentata l’opera di Gualtiero Nativi “Il Grido”, sotto al secondo quella di Nello Bini “Equinozio di Primavera”. Verso quella direzione si estende la maggior parte del territorio comunale, per cui la facciata è affollatissima. Si notano in particolare le raffigurazioni delle antiche pievi di Ripoli e di Villamagna, l’Arco del Camicia, la Fonte del Campani a Terzano, il monastero dell’Incontro, non lontano dal quale si trova la casa dell’autore dell’opera, Marcello Guasti. Sono rappresentati anche molti dei numerosi tabernacoli che punteggiano la zona: Santa Lucia, Santa Maria Intemerata, della Passione, della Madonna della Tosse, dell’Annunciazione, della Maestà, della Fonte di sant’Antonio, di San Galardo e l’oratorio dei Rosai. Si leggono infine i nomi delle Case di San Romolo, Monte Acuto, Rignalla, Le Gualchiere, Candeli, Rimaggio, Quarto, Vicchio di Rimaggio, Paterno, Vignalla, Centanni, la Fonte del Pidocchio, Le Corti a Ruballa, il Bigallo, la Basculla, L’Apparita, Monte Pilli, Monte Cucco, Casignano, Terzano, la Fonte del Nisio.

In pratica una vera mappa dei tesori di Bagno a Ripoli e, soprattutto, un invito a conoscerli.

Michele Turchi

Politiche

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