BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Balatro, 3 luglio 1919. Sotto la spinta degli alti prezzi e della scarsità dei generi alimentari, oltreché dell’illusione socialista, hanno inizio i moti annonari detti "bocci-bocci", un movimento del sottoproletariato agricolo nato per espropriare le scorte giacenti presso le fattorie e redistribuirle a prezzi di costo.
 
“Un alone di leggenda circonda tuttora questa villa che resero celebre un cardinale gaudente, una diceria popolare di passati scandali e una di quelle stampe che Giuseppe Zocchi disegnò con l’occhio panoramico del cinemascope.”
 
L'acqua dell'Ema, del rio Antella, del Grassina e dell'Arno al Pian di Ripoli nei disegni e negli studi di Leonardo. Quell'acqua che "non ha mai requie insino che si ricongiunge al suo marittimo elemento".
 
Ancora Leonardo Da Vinci in volo sui colli ripolesi. Questa volta sopra Rusciano, il Paradiso e il Pian di Ripoli.
 
L'Arno, il piano e le colline di Ripoli come apparivano cinque secoli fa, attraverso i disegni che ci ha lasciato Leonardo da Vinci.
 
«Otello Boccaccini è il narciso dei cantanti dell’E.I.A.R. È così convinto di essere bello, e lo è, da specchiarsi nel lucido microfono anche quando trasmette...»* 
 
La "Repubblica di Bagno a Ripoli”... così il Provveditore agli studi appellava il nostro Comune, per descrivere l’indipendenza e la libertà d’azione di cui godeva allora Marcello Trentanove, Direttore didattico dal 1962 al 1990. Vasco Tacconi ripercorre il contributo apportato all'evoluzione dell'attività educativa nel Comune di Bagno a Ripoli.

 
Villa La Selva, campo di internamento civile a Ponte a Ema, aveva tra i suoi internati anche prigionieri maltesi. Ricordiamo la loro storia, dall'avventura a Tripoli fino al lager di Bagno a Ripoli.
 
Un'ipotesi tutta da verificare... Michele Turchi ha scovato un testo divulgativo inglese, di oltre un secolo fa, secondo cui "Candeli" sarebbe un nome dato dai coloni greci che abitavano questa piccola "città della gola del fiume". 
 
Dopo un primo gemellaggio con una cittadina della periferia parigina (Le Plessis Robinson), da oltre dieci anni abbiamo un nuovo patto di amicizia con una città tedesca, sempre in nome di un'azione comune per la pace, la solidarietà e l'incontro fra i popoli. Cerchiamo di conoscere meglio i nostri gemelli dell'Assia.
 
Ultima testimonianza integra dei numerosi edifici disseminati, dal Medioevo in poi, lungo le rive dell’Arno, le Gualchiere di Remole costituiscono un riferimento unico nel panorama dell’archeologia preindustriale europea.
 
Quando i porti non si chiudevano, sui confini si gettavano ponti e a protezione si metteva anche un'immagine della Madonna. Accadde sul ponte di Vicelli, dove si trova il tabernacolo più importante e meglio documentato della zona. Da troppo tempo «guasto dall’ingiuria del tempo e de malviventi» avrebbe urgente bisogno di un intervento di restauro. Ma, come scrive Michele Turchi, "forse la nostra fretta non lo rende meritevole di una tale attenzione."
 
Nella valle tra il colle dell’Apparita e il valico di San Donato è conservato il primo ponte medievale di pietra documentato nel territorio fiorentino. La struttura dell'arco oggi ha bisogno di restauri, essendo tutta la volta attraversata da una crepa, mentre gli imponenti cantieri per la realizzazione della terza corsia autostradale minacciano ancor più la sua conservazione.
 
Trentasette popoli. Tanti erano quelli che costituivano la Comunità del Bagno a Ripoli, un vero caso di integrazione da far invidia all’ONU (non fosse per le rivalità mai sopite fra Antellesi e Grassinesi...). E un territorio così vasto da comprendere la collina dove oggi siede il piazzale Michelangelo!
 
Chi erano i fratelli Orsi? Quanti di noi conoscono Vincenzo Bartolini e Gaspero Sani, che hanno dato nome a due borghi in quel di Grassina? Ci sono anche donne nello stradario di Bagno a Ripoli? O serviranno le quote rosa per riconoscere un po' di gloria all'altra metà del cielo?
 
«Nel tempo in cui rievocano la Passione di Cristo, i grassinesi, dimenticano pene e rivalità.»
 
...col succedersi delle generazioni gli “eroi” di ieri sono diventati perfetti sconosciuti a molti cittadini di oggi, che leggono i nomi delle vie come semplici cartelli stradali...
 
La seconda parte dello "stradario di Bagno a Ripoli"... Da Abebe Bikila ad Adone Zoli, passando per Spinello Aretino, Anna Kulishoff e Umberto I di Savoia... Tanti i protagonisti delle storie d'Italia che danno nome a vie e piazze di Bagno a Ripoli.
 
Ottant’anni fa l’Italia fascista varava le leggi razziali, uno dei capitoli più dolorosi della nostra storia. L’antisemitismo diventava discriminazione, esclusione dalla vita pubblica, deportazioni.
Le leggi del 1938 avevano trovato fondamento scientifico nel “Manifesto della razza”, redatto da 10 studiosi fascisti, tra cui un antropologo ripolese.
 
Da via dell'Antella a via del Padule, attraverso via Le Plessis Robinson e piazza della Pace... Nei nomi delle strade del nostro comune è racchiusa una sintesi della nostra storia artistica, economica e politico-sociale. Una sorta di memoria collettiva, scritta su ogni angolo di strada.