BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

Toggle Bar

Occhi puntati sulla foresta Amazzonica. Per non guardare cosa facciamo in casa nostra in termini di consumo di suolo.

Una vasta area tra Firenze e Bagno a Ripoli, tra via del Pian di Ripoli e via della Villa i Cedri, da sempre oggetto di grandi progetti – dai campi sportivi della Fiorentina alle scuole di Bagno a Ripoli – è oggi ridotta a discarica abusiva e la villa occupata da alcune famiglie rom.

Era un progetto bloccato da anni a causa di un ricorso. Ora il Consiglio di Stato ha dato ragione alla Città Metropolitana. Nardella: “Finalmente le vecchie pescaie potranno diventare piccole centrali idroelettriche”. 13 le pescaie coinvolte nel progetto, di cui cinque toccano Bagno a Ripoli.

Nove domande che riguardano tutti, per trasformare Bagno a Ripoli da qualcosa a cui siamo affezionati in qualcosa di cui essere orgogliosi.

I dati sulla raccolta differenziata a Bagno a Ripoli nel 2015 sono deludenti. Quali responsabilità ha Quadrifoglio, i cui interessi sembrano rivolti all’incenerimento piuttosto che al recupero?

Nel 2014 la raccolta differenziata nel comune di Bagno a Ripoli non è cresciuta. Siamo fermi al 58%, quando la normativa nazionale ci chiede da tempo di raggiungere il 65%, pena il pagamento di eco-sanzioni. È il momento di fare uno scarto nelle politiche ambientali del Comune. I buoni esempi cui ispirarsi non mancano.

Cresce lentamente la raccolta differenziata a Bagno a Ripoli, ancora lontana dal raggiungimento degli obiettivi di legge (65%). Solo l’introduzione del sistema porta a porta – come dimostra l’esempio di molti comuni italiani – garantirebbe un salto di qualità nella gestione dei rifiuti, guadagnandoci sia l’ambiente che le tasche dei cittadini.

Quadrifoglio spa, che gestisce la raccolta rifiuti di Firenze e altri 11 comuni limitrofi tra cui Bagno a Ripoli, ha fornito i dati relativi a gennaio-aprile 2015.

Il rave di Capannuccia di inizio novembre (2014), oltre alle polemiche per la situazione di forte disagio che i cittadini hanno vissuto, ha lasciato sul campo la realtà di una fabbrica dismessa in mezzo ad un paese, facilmente accessibile, con strutture contenenti amianto e materiali di risulta di vecchie produzioni. È ora che, per il bene dei cittadini, le soluzioni arrivino.