BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Uno scudo grigio fumo

Il Comune di Firenze, per ridurre il traffico e le emissioni inquinanti nella città, vuole attivare entro la fine del 2022 lo “Scudo verde”. Si tratta di un sistema di 81 porte telematiche che consentirà l’accesso a Firenze ai soli residenti o in alternativa attraverso il pagamento di un ticket. Quali conseguenze per Bagno a Ripoli?

Lo scudo verde

L’Amministrazione Comunale fiorentina lancia un progetto importante, come lo Scudo Verde, affrontando il problema in modo locale, rifiutando una visione sistemica e completa del problema che intende risolvere: il traffico cittadino col suo carico di inquinamento atmosferico e acustico.

Anche questa volta la soluzione si basa sul concetto medievale dell’innalzamento delle mura a difesa dello spazio cittadino e fuori, quando le porte sono chiuse, può rimanere “buio e stridor di denti”. Peccato che il concetto di spazio vitale chiuso è ormai superato e illusorio. Oggi non possiamo più considerare i problemi con una visione territoriale e temporale limitata, perché le dinamiche sociali ed economiche legano strettamente e funzionalmente i territori fra loro in modo indissolubile e non è possibile escludere le influenze reciproche. Da tempo ormai Firenze, come tutte le città, è anche l’ampio territorio che la circonda per molti chilometri. Firenze è una Città metropolitana e i suoi cittadini risiedono nei comuni limitrofi (Scandicci, Sesto, Bagno a Ripoli, Signa...) e anche in quelli più distanti (val d’Arno superiore e inferiore, Mugello, val di Sieve, Chianti, …). 

Lo scudo verde di FirenzeLo scudo verde di Firenze, 50 km di perimetro per un’area di 38 kmq, fermerà le auto in ingresso ai parcheggi scambiatori presenti ai terminali della rete tramviaria.
La mobilità su ferro (tramvia) che dovrebbe sostituire quella su gomma è stata progettata per relegare e attrarre il traffico veicolare ai confini della città. È completamente disconnessa dalla rete ferroviaria e anzi in vari punti ne è concorrente, perché corre ad essa parallela, anziché formare maglie funzionali a completarne la penetrazione. Provate ad immaginare città come Londra, Parigi o Berlino con una rete metropolitana che termina in prossimità dei limiti cittadini senza andare oltre o connettersi e sfruttare le reti ferroviare. In questo modo, anziché distribuire nell’ampio territorio metropolitano i punti di arrivo del traffico automobilistico nelle varie stazioni ferroviarie, si decide di concentrarli ai capolinea delle tramvie creando grossi “hub” destinati a stravolgere, con grandi parcheggi e traffico concentrato, territori rimasti finora verdi e salubri.

I flussi di traffico verso Bagno a RipoliIl Chianti, il Valdarno, la Valdisieve e la valle dell'Arno di Fiesole (attraverso il Doppio ponte di Vallina) convergeranno in auto ai parcheggi scambiatori di Bagno a Ripoli?

È quello che sta accadendo a Bagno a Ripoli, dove un’ampia zona attorno al capolinea della costruenda tramvia è in via di trasformazione da periferia rurale a quartiere cittadino dove vengono allocati servizi che non trovano posto in città, ma sono ad essa funzionali (deposito dei tram, capolinea di pullman, impianti sportivi, parcheggi scambiatori, abitazioni private, strutture turistiche). 

park a ripoli

Perché il Consiglio della Città Metropolitana anziché guardare ai problemi di tutto il territorio, ragiona solo in termini cittadini? Se lo Scudo Verde verrà attuato con questa logica, ben lungi dall’eliminare traffico e inquinamento, li concentrerà nelle periferie. Il nome “Scudo” è di per sé ben indicativo.

Umberto Alberti

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