BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Il Pian di Ripoli. Una storia per immagini

Attraverso disegni e foto aeree ripercorriamo la storia e lo sviluppo del Pian di Ripoli: prima “pomario” di Firenze, luogo di produzione di alimenti per la città, e “giardino più delizioso”, con le ville alberate e le coloniche al centro di complessi produttivi agricoli; poi la crescita demografica che porta ad uno sviluppo edilizio e dei servizi, ma sempre interno all’economia locale; quindi gli anni della crisi della mezzadria, senza che nuove politiche siano messe in campo per rilanciare la vocazione agricola del piano e tutelare ambiente e paesaggio; infine le attuali previsioni di saldatura con l’abitato di Firenze.

Pian di Ripoli

PS: Nel testo si è cercato si seguire la stessa logica “fotografica” di catastali e foto aeree, descrivendo lo stato di fatto, senza entrare nel merito delle cause e delle scelte o non scelte (volontà politiche, interessi privati) che lo hanno prodotto. Di queste si è già parlato QUI.

 

1530-1600

Piano di RipoliPianta del fiume Arno con le sue ramificazioni tra le mura di Firenze e il Piano di Ripoli fino alla pescaia di Rovezzano, 1530-1600 - ASF

Il Pian di Ripoli (tra Firenze, di cui si notano a sinistra le mura, e il mulino di Rovezzano sulla destra) è attraversato dall’Arno con i "bisarni", ovvero le sue tante ramificazioni e le isole che si creavano. L’Arno è raffigurato con strutture di difesa (muri e palificate) e con rotte, a testimoniare le frequenti inondazioni che rendevano fertile la pianura. Firenze alla metà del Cinquecento è una città di 70 mila abitanti.

 

1868

Pain di RipoliCatasto Generale Toscano, 1868

È questo “il giardino più delizioso, più fruttifero, più popolato, di ville, di palazzi, di chiese, di abitazioni fra quanti formano ghirlanda alla bella Firenze”, secondo la definizione che nel 1833 Emanuele Repetti ci ha regalato nel suo “Dizionario geografico fisico e storico della Toscana”. L’economia agricola ha modellato infatti nell’Ottocento un paesaggio di case sparse senza nessuna formazione di centri veri e propri. Case da signore e da lavoratore, ma anche ville ed edifici religiosi sempre al centro di un complesso produttivo agricolo, sono legate da una maglia viaria in stretta connessione con l’unico vero centro urbano: Firenze. Proprio in questi anni la città, elevata al rango di capitale, inizia l’espansione fuori le mura con nuovi quartieri per accogliere la crescita demografica: al primo censimento della popolazione del 1861 Firenze conta 150 mila residenti e Bagno a Ripoli quasi 10 mila.

 

1954

Pian di RipoliOFC 1954 prop. IGM-RT - esec. volo Gruppo Aereo Italiano

Il quartiere di Gavinana è costituito dalla parte realizzata negli anni Trenta secondo la maglia viaria disegnata dal piano di ampliamento del PRG del 1915-1924, e dai complessi IACP di via Erbosa (1911 e 1932). Il ponte da Verrazzano deve ancora arrivare, mentre tra l’Arno e via di Villamagna è già stato realizzato il parco e l’acquedotto (1914) nell’ansa dell’Anconella.

Il Pian di Ripoli è ancora una distesa di campi coltivati che devono “nutrire” una popolazione di  370 mila abitanti a Firenze e quasi 18 mila a Bagno a Ripoli (censimento del 1951). Gli insediamenti sono a case sparse (si distinguono, da sinistra a destra, il castello di Bisarno e le ville alberate come villa Olmi, villa Cedri, Il Padule, villa Il Palagio, villa La Massa, villa La Tana) o raggruppati lungo gli assi di via di Villamagna (come il borgo della Nave a Rovezzano) e soprattutto di via di Ripoli: il Bandino, la Badia a Ripoli all’incrocio con la Chiantigiana, la Pieve a Ripoli e il capoluogo costituito da poche case.

 

1963

Pian di RipoliOFC 1963 prop. IGM-RT - esec. volo Istituto Geografico

Sul territorio fiorentino è forte l’attrazione del quartiere di Sorgane, approvato nel 1962 ma ancora non realizzato: subito dopo l’acquisto dell’area da parte dell’INA-Casa, vengono presentate richieste di lottizzazione tra il quartiere e la città. Alcune di queste iniziarono l’edificazione anche senza le autorizzazioni legali. Cresce così in pochi anni il quartiere del Bandino fino al monastero del Paradiso e a San Marcellino

Un secolo dopo il primo censimento della popolazione, nel 1961 Firenze ha quasi triplicato i suoi abitanti (436.516 residenti) e Bagno a Ripoli li ha raddoppiati (18.067).  Sul Pian di Ripoli si sono conseguentemente sviluppati i piccoli borghi, ma sempre in maniera coerente con la storia precedente e prevalentemente per esigenze economiche e sociali direttamente legate al territorio. Uno sviluppo spontaneo e interno all’economia locale.

Risulta ancora perfettamente integro quel fitto mosaico colturale, proprio dell’epoca mezzadrile, che tanto ha contribuito a formare il paesaggio agrario tipico della campagna antropizzata della Toscana.

 

1978

Pian di RipoliOFC 1978 prop. RT - esec. volo Rossi Brescia

Grandi trasformazioni sono avvenute nel territorio fiorentino: il quartiere di Gavinana ha pressoché completato l’urbanizzazione del piano, arrivando a est fino al confine con Bagno a Ripoli. Qui il viale Europa termina bruscamente interrotto da un muro. Tre nuovi ponti attraversano l’Arno: il ponte da Verrazzano (1970); quello del viadotto Marco Polo (1981) che arriva dall’uscita Firenze Sud dell’Autostrada del Sole (1964); e quello della ferrovia direttissima, ancora in fase di realizzazione. 

Il quartiere di Sorgane è già realizzato (1957) e una serie di case plurifamiliari o a schiera lungo via di Ripoli conducono con poche soluzioni di continuità fino al capoluogo. Questo, da un pugno di case che era, si è sviluppato da un lato completando i terreni tra via della Martellina e via Roma e lungo il colle di Baroncelli, e dall’altro sviluppandosi tra via della Nave e via Le Plessis Robinson. I primi condomini in linea sono nati in via delle Arti – complesso P.E.E.P. – e alla Nave a Rovezzano. 

Oltre al capoluogo si realizza un nuovo insediamento di moderata consistenza a Rimaggio, ma lo sviluppo dei due centri non è tale da snaturare il carattere fondamentalmente agricolo del territorio.

Al censimento della popolazione del 1971 Firenze supera i 450 mila abitanti, suo massimo storico (oggi sono meno di 380 mila), mentre Bagno a Ripoli arriva a 22.250.

 

1988

Pian di RipoliOFC 1988 prop. RT - esec. volo CGR Parma

Il Pian di Ripoli è tagliato dal proseguimento del viale Europa (via del Pian di Ripoli), progettato con una logica “autostradale”, con un tracciato estraneo al disegno e alla morfologia del territorio. Un altro taglio, più breve ma altrettanto incongruo, è generato dalla direttissima ferroviaria prima di sparire nella galleria di San Donato. Anche questo dà origine ad aree di risulta dove verranno poi collocate nuove funzioni produttive o di servizio.

Sotto la spinta della meccanizzazione e delle colture intensive inizia a cambiare il disegno del territorio agrario, con l’accorpamento degli appezzamenti.

In questi anni Bagno a Ripoli raggiunge il massimo storico della popolazione residente: 27.382 abitanti al censimento del 1991 (oggi progressivamente sceso a 25.566). Evidente è la crescita insediativa di Bagno a Ripoli Capoluogo, avvenuta per addizioni – si tratta per lo più di edilizia a monofunzionalità residenziale (via don Perosi e via Granacci) o scolastica (Granacci e Volta) – senza dar luogo ad una nuova struttura urbana efficiente ed organizzata. Le addizioni risultano chiuse e incapaci di connettersi con l’intorno e con gli altri settori urbani. Un’unica strada, via Roma, assolve infatti contemporaneamente funzioni di attraversamento e di spostamento interno. Di contro, mancano nel capoluogo centralità riconoscibili, un equilibrato mix di funzioni, e spazi pubblici integrati con il sistema degli spazi aperti e dei percorsi pedo-ciclabili. 

 

1996

Pian di RipoliOFC 1996 prop. AIMA (AGEA) - esec. volo CGR Parma

Le innovazioni colturali introdotte nel corso degli anni ‘80 – il seminativo intensivo e l’arboricoltura, quest’ultima sviluppata soprattutto intorno alla cosiddetta “Villa ex-ENEL” – hanno cambiato la tessitura agraria storica, un tempo caratterizzata da un mosaico di piccoli appezzamenti.

L’accorpamento degli appezzamenti e la meccanizzazione hanno portato inoltre all’eliminazione delle formazioni arboree lineari (siepi e filari di alberi frapposti tra i seminativi o lungo fossi e scoline) che non rispondevano più alle necessità delle moderne aziende agricole (legna da ardere e per costruzioni, fogliame da foraggio e strame, vimini per legature e intreccio ecc.).

Anche una parte della viabilità storica minore risulta cancellata, interrotta dalle nuove infrastrutture viarie o dalla lavorazione uniforme dei terreni a seminativo intensivo, che hanno cambiato alcune tessiture storiche.

 

2016

Pian di RipoliOFC 2016 prop. Cons. TEA - esec. volo CGR Parma

Nel capoluogo il Gobetti ha una nuova e definitiva sede, l’insediamento residenziale di via Don Perosi è raddoppiato e sono nate la Coop e la SIAF.

Ma le trasformazioni maggiori sono sul piano di Ripoli: Sorgane è completata; la cooperativa L’Uliveto ha costruito il nuovo Centro Residenziale Santa Maria all’Uliveto (2007); il cimitero del Pino è ampliato; il 31 maggio 2006 è stato inaugurato l’hotel Villa Olmi dove prima era la tenuta agricola avviata 150 anni prima da Ippolito Pestellini; la cascina di Villa I Cedri (detta ex-ENEL) e i terreni circostanti sono abbandonati dopo il fallimento di Cecchi Gori (2002) che voleva farci il Centro Sportivo per la prima squadra della Fiorentina... 

L’introduzione di nuove funzioni sul territorio agricolo; il diverso uso di molte case coloniche; la recinzione delle grandi strutture ricettive (Villa Olmi Resort, Villa La Massa); l’accorpamento degli appezzamenti e l’invenzione di tessiture geometriche anomale; l’aumento di terreni non facenti capo ad aziende agricole insieme alla presenza di aree incolte soprattutto vicino al confine con Firenze, sono gli elementi responsabili di una percezione sempre più indeterminata del confine città-campagna.

 

2020

Previsioni Piano Strutturale Bagno a RipoliPrevisioni per il nuovo Piano Strutturale di Bagno a Ripoli

Nessun progetto di agroecologia è stato messo in campo per rilanciare l’identità agricola del piano di Ripoli. Si procede decisi verso la saldatura tra i centri abitati di Bagno a Ripoli e Firenze attraverso uno sviluppo non legato all’economia locale (Centro sportivo della Fiorentina, Deposito ed Officine della tramvia fiorentina, Centro Congressi...). Un’era costruisce città. Un’ora le distrugge (Seneca).

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