BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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C’è posta per te. Ai Responsabili di Unicoop e dei supermercati Coop di Bagno a Ripoli

Cosa possiamo fare per eliminare o ridurre le plastiche dalla nostra spesa? Possiamo sperimentare nei punti vendita Coop di Bagno a Ripoli un progetto pilota plastic free?

imballaggi Coop“Abuso di packaging” per molti prodotti in vendita negli scaffali Coop: imballaggi eccessivi per la conservazione del prodotto, inutili per i consumatori, dannosi per l’ambiente.

La plastica è il simbolo della nostra epoca, talmente diffusa da essere presente nelle stratificazioni geologiche come un “tecno-fossile”. Basta entrare in un supermercato per vederne l’origine nelle tante confezioni di alimenti, bevande, prodotti per l'igiene domestica e personale. Le aziende, alimentari e non, continuano a produrre e vendere sempre più plastica, senza che sia chiara la soluzione al suo smaltimento, con evidenti conseguenze ambientali. 

Grafici sulla produzione rifiuti plastici e loro impatto nella produzione di gas serraOggi contiamo una produzione mondiale di plastica pari a 310 milioni di tonnellate annue (erano 15 milioni nel 1964). E se non cambiamo qualcosa la quantità di plastica potrebbe crescere enormemente insieme alle conseguenti emissioni di CO2 legate al suo ciclo di vita, dalla produzione allo smaltimento o riciclo. Oggi la plastica è la seconda maggiore fonte di emissioni di gas serra.

L’Italia è il maggiore produttore di manufatti in plastica dell’area mediterranea e il secondo più grande produttore di rifiuti. Genera quasi 4 milioni di tonnellate di rifiuti plastici l’anno, di cui oltre l’80% proviene dall’industria degli imballaggi. Una parte di questi rifiuti la buttiamo direttamente in natura (ogni italiano disperde in fiumi, mare o discariche abusive 7.38 kg di plastica l’anno). Solo un quarto del totale dei rifiuti plastici prodotti viene riciclato e trasformato in materia secondaria, mentre il resto viene invece avviato all’incenerimento o conferito in discarica! 

COOP riciclo

Le soluzioni al problema delle plastiche sembrano relativamente semplici (“basta discariche”, “basta inceneritori”, “il riciclo è il futuro”, “nuovi imballaggi in materiali biodegradabili”), ma la realtà è più complessa. Ci sono infatti limiti logistici, tecnologici ed economici nel riciclaggio di molti polimeri, che ad ogni riciclo riducono le proprie caratteristiche fisiche e meccaniche. Quando il PET viene riciclato nel campo della fibra, realizzando per esempio un pile o una maglia da calcio, poi non può più essere riciclato; se con il polietilene si realizza un secchio o un flacone, questi saranno ancora riciclabili, anche se ad ogni passaggio il materiale si degraderà sempre più. Anche le bioplastiche presentano problematiche, come l’impatto sui terreni agricoli o forestali per le coltivazioni del mais o della barbabietola da cui derivano. La soluzione non può dunque non passare che attraverso una riduzione degli imballaggi.

Il fiume Arno pieno di bottiglie di plasticaLa sponda sinistra dell’Arno a Firenze sud dopo la piena del 17 novembre scorso dimostra le nostre responsabilità nell’inquinamento di fiumi e mari. Drammatica è la persistenza nel tempo della plastica: una volta gettata via il suo processo di degradazione può durare fino a 500 anni.

 

Come ci comportiamo a Bagno a Ripoli?

Nonostante la presenza di tante aziende agricole a vendita diretta, Bagno a Ripoli non mostra particolari virtù per una spesa consapevole o nel riciclo degli imballaggi. Tutt’altro... E se consideriamo che oltre il 70% della nostra spesa passa dai supermercati, risulta evidente il ruolo e le responsabilità che i quattro punti vendita Coop presenti sul territorio (Capoluogo, Antella, Grassina, Ponte a Ema) hanno sulla quantità e tipologia di rifiuti che produciamo

Grafici raccolta differenziata dei rifiuti a Bagno a RipoliNel grafico a sinistra si nota l’alta produzione di rifiuti procapite a Bagno a Ripoli (segno di benessere), rispetto alla media nazionale: 623 kg ad abitante contro 497 (2018). AL CENTRO i modesti risultati nella raccolta differenziata (60,5%), confrontati con la media della provincia fiorentina e con tre Comuni con dimensioni simili a Bagno a Ripoli (oltre i 20mila abitanti). A DESTRA i kg di rifiuti plastici correttamente differenziati da ogni abitante nel 2018. Anche qui valori bassi, ancor più considerando l’alta produzione di rifiuti di Bagno a Ripoli.

Unicoop Firenze mostra già una grande sensibilità per una spesa etica e sostenibile. Possiamo ricordare i sacchetti in Mater-Bi nel reparto ortofrutta; gli incarti ecologici per la gastronomia e la forneria; l’eliminazione delle cassette di polistirolo dalle pescherie e lo stop alla vendita dei prodotti di plastica usa e getta. Ma si potrebbe fare di più? Ad esempio avviare nei punti vendita di Bagno a Ripoli un progetto pilota che sperimenti modalità alternative agli imballaggi multimateriali (dispenser di prodotti sfusi o alla spina, contenitori a rendere o portati da casa, etc.), insieme ad un’ampia scelta di prodotti locali, magari per sviluppare un agrodistretto biologico a km zero che consorzi i produttori ripolesi e che ruoti intorno ai supermercati senza plastica. 

Bagno a Ripoli potrebbe essere il territorio ideale dove sperimentare una nuova organizzazione della vendita e selezione dei prodotti, anche per l’assenza sul territorio di altri gruppi della Grande Distribuzione concorrenti che, accogliendo i consumatori in difficoltà almeno fino a quando i nuovi modelli non sarebbero ottimizzati e “digeriti”, renderebbero più difficile la comprensione del loro gradimento e impatto. Considerato che anche uscendo dai confini comunali in direzione Firenze il primo supermercato è quello di Gavinana, ancora della Coop, anche l’incidenza economica del progetto per Unicoop dovrebbe essere ridotta.

Molti anni fa, a Balatro, è iniziata l’avventura delle nostre cooperative. Era il 15 marzo 1885 quando i pigionali del luogo, spinti dalle prime idee socialiste, dettero vita alla Società Cooperativa di Consumo dell’Antella con sede nel Borgo della Croce a Balatro, il cui scopo era “la somministrazione ai soli soci di generi alimentari o combustibili al minor prezzo possibile”. Da un primo sacco di fagioli ebbe inizio una rivoluzione nella distribuzione alimentare, culminata nel 1973, dopo varie fusioni, nella costituzione di Unicoop Firenze, oggi la più grande cooperativa di consumo italiana. Dopo 135 anni Bagno a Ripoli potrebbe tornare ai fagioli sfusi e dare i natali a una nuova rivoluzione. Una rivoluzione... plastic free!

2 commenti

  • Link al commento Кости Venerdì, 07 Agosto 2020 17:38 inviato da Кости

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  • Link al commento Monica Trapletti Giovedì, 26 Marzo 2020 08:13 inviato da Monica Trapletti

    Sono assolutamente d’accordo..la quantità di imballaggi ci plastica con cui vengono confezionati i prodotti è davvero eccessiva....perché non usare sacchetti in carta, per esempio,per frutta e verdura?
    Secondo problema: sarebbe un’ottica lungimirante, quella di privilegiare, dove possibile, la filiera a km0..il territorio comunale è per natura a vocazione agricola Di pregio, pertanto,un’Amministrazione oculata e cui sta a cuore il futuro, sempre più immediato,della salute dei cittadini, dovrebbe operare in tal senso, e non sottostare ai dettami del Dio denaro..La splendida Piana di Ripoli, ad esempio, si presterebbe benissimo alla realizzazione di zone di coltura a km 0...ah, dimenticavo....li ci sorgerà il centro sportivo della Fiorentina..

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