BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Tramvia a Bagno a Ripoli. Di cosa dobbiamo parlare?

Consumo di suolo agricolo, identità del Pian di Ripoli, integrazione con il trasporto ferroviario, parcheggi scambiatori, capolinea... Sono tante le criticità dell'attuale progetto per la tramvia a Bagno a Ripoli. I prossimi incontri richiesti all'amministrazione dal gruppo di Cittadinanza Attiva sono un'occasione da non sprecare per migliorare un progetto importante (e impattante).

tramvia depositoIl deposito carrozze e officine previsto lungo il viale Europa-via del Pian di Ripoli

La tramvia fiorentina è argomento divisivo. Si o no, prendere o lasciare, sembrano le uniche posizioni possibili, pur essendo diverse le motivazioni che ognuno porta a sua ragione. Un recente sondaggio del Gazzettino del Chianti ha fotografato a Bagno a Ripoli un 49% di favorevoli all’opera, al 45% i contrari, e solo il 5% vorrebbe ridiscutere il progetto per realizzare l’opera.

Anche il Sindaco Casini sembra poco interessato a discutere il progetto con i cittadini, per mantenere la discussione su uno sterile SI o NO. Giovedì 28 febbraio, nell’aula Perini del Gobetti-Volta, ci sarà infatti il primo incontro pubblico sulla tramvia organizzato a seguito della mozione che il gruppo di Cittadinanza Attiva ha fatto approvare in Consiglio Comunale lo scorso 27 dicembre, per impegnare Sindaco e Giunta a tenere conto delle proposte dei cittadini in merito al progetto, anche al fine di ridurne l’impatto sul territorio. Ma destano sorpresa e preoccupazione i due ospiti invitati – Sandro Fallani, Sindaco di Scandicci, e Stefano Giorgetti, Assessore TPL del Comune di Firenze – il cui possibile contributo alla valutazione del progetto nel tratto ripolese resta un mistero. Non vorremmo trovarci a discutere degli effetti benefici che la tramvia ha avuto a Scandicci, né dell'inserimento nei viali del Poggi. Il tratto previsto nel comune di Bagno a Ripoli, per quanto breve (meno di un chilometro), è sufficientemente carico di problematiche, tutt’altro che ben risolte – a parer nostro – dal progetto di Nardella. Proviamo ad individuare alcuni punti, che speriamo si vogliano affrontare nell’incontro di oggi prossimo.

 

1) Parcheggi scambiatori, officine e deposito vagoni, e consumo di suolo agricolo. 

Due ettari di parcheggio scambiatore, un deposito carrozze grande quanto lo stadio di Firenze, servizi per il capolinea (area di scambio bus-tramvia), comporteranno una trasformazione irreversibile per il Pian di Ripoli, storicamente a vocazione agricola: “un’area – come ha ricordato anche il Soprintendente Pessina – che comunque ha mantenuto un suo pregio, una sua vocazione verde che così forse verrebbe saturata”.

tramvia deposito e parcheggi scambiatoriLe opere accessorie alla tramvia previste sul Piano di Ripoli. In alto a destra il confronto fra le dimensioni dello stadio di Firenze e il deposito della tramvia.

È il Pian di Ripoli l’area più indicata per il deposito di una linea che, una volta completata, arriverà anche a Campo di Marte e a Rovezzano, dove esistono aree dismesse che ben si presterebbero ad accogliere il deposito? 

La linea 3.2 compresa della futura estensioneLa linea 3.2 compresa della futura estensione, e tratteggiata in giallo l'ipotesi di chiudere l'anello. Nell'area di Rovezzano e Coverciano ci sono aree dismesse o in dismissione che potrebbero accogliere il deposito carrozze.

Gettato il seme dell'urbanizzazione sul piano di Ripoli, questo sembra germogliare velocemente: per accogliere la tramvia e i servizi accessori la variante al Piano Strutturale prevede infatti di spostare i margini urbani rendendo edificabili anche altri vasti terreni agricoli adiacenti. È indispensabile tutto questo per realizzare un moderno sistema di trasporto pubblico? O la tramvia è solo un pretesto per edificare?

Margini urbaniIn rosso i terreni agricoli che la variante al Piano Strutturale renderà edificabili

 

2) Mancata integrazione di questa linea tranviaria con il trasporto ferroviario metropolitano e parcheggi scambiatori.

La tramvia sul lato sinistro d’Arno, la ferrovia sul lato destro (e per ora nessuna previsione di utilizzare quei binari per un metrotreno ad alta frequenza), costringeranno  i pendolari del Valdarno, della Valdisieve e della valle dell’Arno di Fiesole ad arrivare tutti in auto ai parcheggi scambiatori di Bagno a Ripoli, con un notevole incremento di traffico per il nostro territorio.

flussi di trafficoPotrà sopportare il nostro territorio il passaggio quotidiano di tante auto provenienti dalla Valdisieve, dal Valdarno e dal Chianti, tutte indirizzate verso i parcheggi scambiatori del Viale Europa e via del Pian di Ripoli?

Ma un servizio di trasporto pubblico efficiente, non dovrebbe avere una visione più ampia, considerato anche che sono sempre di più i fiorentini espulsi dal centro storico e residenti nei comuni limitrofi? Quante auto toglierebbe dalle strade di Bagno a Ripoli lo sviluppo di un metrotreno ad alta frequenza sui binari che già raggiungono la Valdisieve e il Valdarno?

flussi di traffico ridottiLa realizzazione di un metrotreno sui binari della ferrovia, e la sua integrazione con la tramvia, eliminerebbe gran parte del traffico auto su Bagno a Ripoli

 

3) Capolinea 

È giusto localizzare il capolinea della tramvia vicino alle case di via Granacci e via Don Lorenzo Perosi, con tutto il carico di inquinamento acustico, tra fischi per l’attrito ruote-binari, centraline elettriche e via vai di fruitori? O non sarebbe meglio fermare la tramvia su via del Pian di Ripoli, lasciando così aperta la possibilità di un proseguimento futuro della linea? Soluzione che eliminerebbe anche un incrocio tra binari e viabilità stradale.

tramvia capolineaIl parcheggio scambiatore in prossimità del capolinea, e l'incrocio binari-strada per entrare in via Granacci

In aggiunta, per facilitare il collegamento tra il capolinea e il parcheggio scambiatore collocato sull’altro lato di via del Pian di Ripoli, il Comune di Bagno a Ripoli vorrebbe interrare parte della viabilità principale: una galleria con piazza soprastante sul modello di quella di fronte alla Fortezza da Basso. Ma l’impatto paesaggistico e ambientale, diminuisce o aumenta con tali opere? Tale opera è coerente con i caratteri della campagna agricola dove dovrebbe inserirsi?

Insomma, quale sviluppo dobbiamo immaginare per l’intera area del capolinea: una semplice pensilina per la fermata, o un grande hub – stile Centro Rogers a Scandicci – con caffetterie, negozi e servizi accessori? 

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