BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Terza Corsia A1: quando il sindaco andava in bicicletta al borro di San Giorgio

Una mozione in Consiglio Comunale, presentata dai gruppi Cittadinanza Attiva e Movimento 5 Stelle, per affermare la contrarietà ad un folle progetto per la Terza Corsia A1. Per rivendicare la centralità della salute dei cittadini e l'importanza del paesaggio in un territorio che vive anche di agricoltura e turismo.

bicicletta

Lo ha raccontato il Sindaco stesso in Consiglio comunale (il 22 marzo scorso), con velata nostalgia, di quando da ragazzo andava in bicicletta a fare il bagno nell’Isone. Peccato che lo dicesse con la rassegnazione di chi, di fronte alle grandi opere, non può far altro che richiamare a generici controlli sui lavori e sulle opere di mitigazione. È tutto quello che verrà fatto dall’Amministrazione di fronte allo scempio che la valle dell’Isone subirà con il progetto di ampliamento della terza corsia autostradale (da FirenzeSud ad Incisa).

Si tratta di una variante sostanziale rispetto al progetto del 2005: cambia il tracciato della curva, ma soprattutto cambia la destinazione delle terre derivanti da tutti gli sbancamenti e da una nuova galleria sotto San Donato.

Scendiamo in dettaglio: nel Piano di Utilizzo presentato nel 2012 Autostrade dichiarava che il deposito delle terre e rocce da scavo sarebbe stato temporaneo e provvisorio, conformandosi con ciò al dettato legislativo. Quindi presentava un progetto in forza del quale le terre e rocce da scavo in esubero non verranno mai rimosse ed andranno a “rimodellare”, a monte ed a valle della sede autostradale, l’area sotto il colle di San Donato.

A1 areaL'area che sarà sepolta dalle terre di scavo e poi recintata colorata di arancione chiaro. La linea arancione è il nuovo tracciato dell'autostrada

Ma quanti cittadini di Bagno a Ripoli sanno in cosa consiste questo “rimodellamento morfologico”?

24 ettari del nostro territorio verranno dati ad Autostrade, che li recinterà; tutta la valle diventerà un’area artificiale, peggio ancora un’area morta, impermeabilizzata sotto e falsamente viva sopra; i corsi d’acqua verranno denaturalizzati con canali di scolo in calcestruzzo, per evitare l’infiltrazione delle acque piovane. Perché queste terre – è bene dirlo – sono potenzialmente inquinate.

10-20 metri di terra saranno depositati sopra un terreno ricco di sorgenti, un rischio idrogeologico oltre che un’offesa ad un ecosistema di pregio, con rarità faunistiche. In più, a vigilare sulla stabilità del rilevato e sull’integrità delle acque sarà, unilateralmente, la stessa Autostrade.

Come si può accettare tutto questo? Abdicare alla sovranità su questa porzione del nostro territorio, permettendo che ci venga sottratta ed inquinata?

A1 depositoColorata di rosso l'area destinata a deposito delle terre di scavo per i lavori della Terza Corsia A1

Come gruppi consiliari di Cittadinanza Attiva e Movimento 5 Stelle abbiamo perciò presentato una mozione, invitando tutto il Consiglio comunale a prendere una posizione sulla destinazione di queste terre, ad assumersi la responsabilità, di fronte ai cittadini e dire che questa modifica progettuale non è accettabile in termini ambientali, di tutela dell’integrità del nostro territorio, di attenzione alla salute dei cittadini di ora e di quelli delle generazioni future.

Come “da copione”, i consiglieri del PD hanno invece controbattuto che la terza corsia è un’opera necessaria – ma l’oggetto della mozione non era l’opposizione all’ampliamento dell’A1 – e che il danno è in re ipsa: ma se il conferimento delle terre è un danno evitabile, perché accettarlo?

Nell’intervento del Sindaco, poi, c’è stato il richiamo al pragmatismo: Autostrada farà l’opera comunque. Perché opporsi? In questi casi, “è meglio stare al tavolo dei giocatori e non fuori” (sono parole sue…). Peccato che la posta in gioco – per restare nella metafora usata – sia altissima (la salute dei cittadini e la compromissione di un territorio), che le regole del gioco non siano chiare (un unico arbitro: Autostrade spa) e che le vincite, alla fine, vadano al giocatore più forte...

Perché su un punto è bene essere chiari: per noi, non c’è contropartita che valga a compensare questi danni ed i rischi che ne conseguono, non la risistemazione di un parcheggio, né una pista ciclabile o fondi per un ponte carrabile, né tantomeno l’indicazione dell’uscita di Bagno a Ripoli dall’A1.

A1 panoramaLa valle dell'Isone verrà stravolta da un deposito di 1,5 milioni di metri cubi di terra

Il voto unanime sulla mozione sarebbe stato un’occasione per rimediare alla totale mancanza di informazione e di trasparenza che c’è stata da parte dell’Amministrazione sul progetto, che è un fatto politicamente gravissimo: non vogliamo sapere di chi sia la colpa, se ne fossero a conoscenza l’ex Sindaco Bartolini e gli assessori competenti, se si sia voluto tacere per non sottoporre una variante così importante alle osservazioni dei cittadini, così come era stato fatto per il primo progetto, per paura delle loro reazioni. Di fatto, però, l’iter è ormai giunto quasi a conclusione, in silenzio, senza clamore.

Di fronte alle reazioni della maggioranza, abbiamo pensato di sospendere la votazione e chiedere l’impegno dell’Amministrazione ad organizzare un incontro pubblico, per illustrare il progetto. E prima della Conferenza dei Servizi, ultimo atto per l’approvazione del progetto.

Il Comitato “L’Autostrada che vogliamo” farà la sua parte; noi la nostra. L’Amministrazione proseguirà in questa direzione. Ma una cosa è certa: per chi vuol andare al Borro di San Giorgio in bicicletta, queste saranno le ultime occasioni… 

Sonia Redini

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