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21 nuove case a Osteria Nuova. “Vantaggi solo per chi costruisce”

Lo sostiene il Comitato civico per la difesa del territorio di Osteria Nuova, in merito al nuovo Piano Attuativo approvato in Consiglio comunale lo scorso 29 novembre, che prevede la costruzione di 21 nuove villette in via Lazzeri ad Osteria Nuova. Il Comitato esprime perplessità sulla costruzione di nuove case, sull’ulteriore consumo di suolo, e sulla mancanza di reali vantaggi per la frazione, “abbandonata a sé stessa, oggetto solo di appetiti edificatori”.

vialazzeri areaL'area dell'intervento ad Osteria Nuova, dove verranno costruiti 21 nuovi alloggi

"Lo stesso giorno in cui è stato adottato il piano attuativo per l’area Fendi, che ha fatto fare alla frazione di Capannuccia un bel passo in avanti con il nuovo stabilimento produttivo nell’area della ex fornace che riduce notevolmente l’impatto paesaggistico, il consiglio comunale ha riportato Osteria Nuova indietro nel tempo di almeno venti anni, con l’adozione del piano attuativo che ripropone interventi di edilizia residenziale in via Lazzeri per circa 21 alloggi.

Le previsioni edificatorie per quell’area risalgono addirittura al 1999 e tutti sappiamo quali contrasti provocarono fra la popolazione, sfociati anche in contenziosi giudiziari davanti al TAR e al Consiglio di Stato.

Il nascere di una nuova sensibilità per il territorio ed il paesaggio e l’esigenza di ricomporre la spaccatura fra i cittadini portarono il Comune a ridimensionare l’intervento e a porre a carico del privato tutta una serie di opere pubbliche, per evitare che le nuove case costituissero solo una rendita per chi le costruiva.

E così nel nuovo regolamento urbanistico del 2015, dopo che la Regione nelle proprie osservazioni aveva ritenuto necessario escludere la previsione per preservare il territorio rurale, furono introdotte prescrizioni tese a ridurre l’impatto dell’intervento e furono poste a carico del privato varie opere pubbliche, fra cui un’area verde interna al comparto che il Comune avrebbe dovuto acquisire al suo patrimonio indisponibile, il rifacimento delle fognature della frazione ed un parcheggio per l’asilo Arabam.

Con questo piano attuativo tutte queste scelte sono state rinnegate, segnando un brusco ritorno al passato."

vialazzeri progetto 600Il progetto per i nuovi alloggi di via Lazzeri, e a sinistra l'area verde

"L’area verde? Deve essere sì realizzata contestualmente all’intervento e ceduta al Comune, ma la sua acquisizione al patrimonio indisponibile era solo la bandiera dell’allora consigliera di opposizione! Se poi il privato non la realizza, non è che il Comune si limita ad incassare la fideiussione a garanzia e l’area rimane abbandonata per assumere poi chissà quale altra funzione?

Le nuove fognature? Non c’è bisogno che le faccia il privato, le ha già fatte Publiacqua a spese della collettività!

Il parcheggio per l’asilo Arabam? Non serve più, tanto “delocalizziamo” l’asilo! 

In pratica, l’amministrazione ci dice: nel regolamento urbanistico abbiamo solo scherzato!

Il risultato è che il privato costruisce e percepisce la sua rendita, i cittadini si ritrovano un intervento dal forte impatto paesaggistico, nonostante per la Regione fosse da escludere, con servizi che continuano a chiudere (adesso l’asilo dopo che ha già chiuso l’ufficio postale) e con la magra consolazione di un nuovo giardino, se veramente verrà realizzato."

vialazzeri giardinoIl progetto dell'area verde con il "parco giochi"

"Osteria Nuova rimane quindi una frazione abbandonata a sé stessa, oggetto solo di appetiti edificatori, che troveranno ulteriore stimolo con la chiusura e la probabile alienazione dell’asilo.

Non ha senso riproporre interventi edificatori vecchi venti anni, che anche oggi come allora sono del tutto inutili ed immotivati, non riqualificheranno Osteria Nuova e non faranno altro che aggravare i disagi già esistenti e ai quali mai si è cercato di porre rimedio.

Il tutto rimangiandosi le scelte che puntavano a renderli socialmente accettabili, con il rischio di riaprire quella frattura fra i cittadini che si era tentato faticosamente di ricomporre.

È assurdo frenare lo spopolamento della frazione consumando ulteriore suolo con nuove case; riempiamo prima i numerosi alloggi vuoti che tutt’oggi esistono!"

comparto via Lazzeri ad Osteria NuovaIl prospetto delle nuove case

"Eppure, la frazione avrebbe solo bisogno di piccoli interventi, che non debbono essere necessariamente legati alla costruzione di nuove case e subordinati di fatto alla voglia e all’interesse del privato a realizzarli o meno.

Occorrono spazi per favorire l’aggregazione della popolazione e servizi per gli anziani.

Niente di tutto questo è stato fatto; la piazza centrale è ridotta ad un parcheggio maltenuto, le attività commerciali sono ridotte al lumicino, bambini e ragazzi, pur vicini di casa, neppure si conoscono perché non hanno uno spazio pubblico dove giocare.

A tutto questo si aggiungono il rumore e l’inquinamento prodotti dall’autostrada, con l’ulteriore devastazione prodotta dai lavori della terza corsia; mentre ad Antella si studia il sistema per ricucire il paesaggio con una galleria artificiale, per Osteria Nuova neppure si pensa a qualche piantumazione ai lati, nonostante questa sia stata chiesta dai cittadini. 

Ma l’amministrazione, guidata da un Sindaco che evidentemente è giovane solo di età ma non di idee, è troppo intenta a seguire miopi politiche di inutile consumo di suolo, risorsa che non possiamo più permetterci di dissipare, sostenendo solo che nessuna legge lo impedisce; la legge ci sarebbe, se non fosse tuttora insabbiata al Senato!

È ora di dire basta a tutto ciò, siamo stufi di essere presi in giro in questo modo!"

 Comitato civico per la difesa del territorio di Osteria Nuova

2 commenti

  • Link al commento Cooperativa Aquilone Martedì, 11 Dicembre 2018 15:30 inviato da Cooperativa Aquilone

    Dopo aver letto negli ultimi giorni quanto riportato sui giornali locali a firma di comitati che parlano a nome della Comunità di Osteria Nuova, ci siamo sentiti in dovere di rispondere alle loro affermazioni.

    L’argomento trattato in quegli articoli, riguarda l’adozione da parte dell’Amministrazione Comunale di un piano attuativo per la realizzazione di 21 alloggi, di superficie media di circa 86 mq, lungo via Lazzeri.
    Tale piano prevede inoltre opere compensative, fra cui un ampio giardino pubblico, parcheggi pubblici, rifacimento di una parte del tracciato di via Lazzeri e la corresponsione di oneri per il rifacimento del parcheggio dell’asilo Arabam (o altre analoghe opere).

    Innanzitutto vogliamo precisare che quando si parla di un “privato” portatore dell’interesse a edificare, non si deve pensare a un singolo, o a una società di costruzioni, né tantomeno a qualche fantomatico speculatore.
    In questo caso si tratta di una vera cooperativa di famiglie del luogo (ormai una rarità) che difendono il loro desiderio di vivere a Osteria.

    Correttamente negli articoli si fa cenno al 1999 per il nostro primo progetto approvato, ma la previsione di edificazione in quell’area risale in effetti agli anni ‘70, quando furono costruite gran parte delle residenze di via Lazzeri. L’intervento in questione, infatti, è volto a realizzare il completamento dell’abitato della Via e non, come si legge, a cementificare le nostre colline.

    E certamente non si può parlare nemmeno di “vecchio progetto”, dal momento che è stato più volte rivisto fino a dimezzarne la volumetria, proprio per ridurne al minimo l’impatto e rispettare le stringenti normative a tutela del territorio.

    Occorre anche ricordare che in passato, certi comitati avevano fatto ricorso al Tar contro questa previsione edificatoria, probabilmente per chi una casa a Osteria ce l’ha già.
    Così sono iniziate le nostre tribolazioni, quando il terreno edificabile acquistato con tanti sacrifici, è rimasto "congelato" in attesa di un giudizio di grado superiore. Sospesi in un limbo, abbiamo atteso a lungo, mentre intanto gli affitti delle abitazioni di molte delle famiglie della Cooperativa continuavano a dover essere corrisposti, al posto delle rate dei mutui dei nuovi fabbricati.

    Ma alla fine, il Consiglio di Stato ha riconosciuto le ragioni di chi adesso vi scrive, non per tutelare la speculazione, ma per proteggere il diritto giovani famiglie desiderose solo di potersi costruire una propria dimora a un prezzo calmierato.

    Per questi motivi desideriamo portare all’attenzione di tutta la Comunità ripolese anche la nostra verità quando si parla di questi 21 appartamenti.

    I soci della Cooperativa Aquilone

  • Link al commento Vieri Favini Lunedì, 21 Gennaio 2019 16:57 inviato da Vieri Favini

    Che tristezza, che si pensi tuttora di fare fatturato, continuando a sventrare le colline della campagna fiorentina con operazioni che oltretutto reentemente hanno portato a risultati economici disastrosi per le aziende che si ritrovano articoli che non hanno più mercato.
    L'aggressione al territorio ha portato in comuni limitrofi a bruschi cambi di maggioranza politica al controllo del comune segnando ulteriormente il declino di forze che avrebbero dovuto tutelare gli interessi della popolazione prima che quelli di interessi privati secondo uno schema sistematicamente applicato negli ultimi decenni nella campagna fiorentina. Spero che si attivino forme di contrasto a cui sarebbe oltraggioso nei confronti del buon senso non partecipare

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