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Che aria tira a Sestograd?

Le recenti elezioni amministrative hanno lanciato un'indicazione molto precisa su inceneritore e aeroporto. Ma più in generale sulla forza di movimenti e cittadini: adesso si può guardare a questi eventi come elemento di speranza.

sestogradPiazza della Repubblica: la manifestazione contro l'inceneritore della piana fiorentina

Il 5 e il 19 Giugno 2016 non sono stati giorni qualunque per i sestesi, l'esito delle elezioni mostra che qualcosa è cambiato nei rapporti di forza all'interno del contesto politico locale, e forse c'è speranza di vedere portate avanti le istanze dei cittadini e delle cittadine di Sesto. Il PD è letteralmente crollato, e i suoi avversari non sono né Grillo né Salvini, bensì due sinistre diverse tra loro ma con un programma simile.

Il comune era chiamato alle urne dopo appena due anni dalle ultime elezioni a seguito della disastrosa esperienza capitanata da Sara Biagiotti. L'ex sindaco di Sesto si era ritrovata ad essere la candidata del PD per le elezioni comunali per il semplice volere del premier Matteo Renzi, senza essere passata per la legittimazione, ormai consueta, delle primarie interne al partito; il che sembrerebbe strano se non si considerasse che a Sesto Fiorentino si giocava, e si gioca tuttora, una partita importante per la metropoli fiorentina, forse più importante di quella dello stesso capoluogo.

Infatti, sulla Piana pende la spada di Damocle di due progetti relativi a due opere diverse: la costruzione di un inceneritore e del nuovo scalo aeroportuale fiorentino. E' proprio su questi temi che la maggioranza che reggeva la Biagiotti si è spaccata, decretando la fine del suo mandato, dal momento che ella e quelli al suo seguito si erano dimostrati molto accondiscendenti verso i due progetti; mentre la popolazione locale aveva espresso in molte forme la propria contrarietà in termini di salute, ambiente, in termini di modello di lavoro e di sviluppo, senza mai trovare ascolto da parte dell'amministrazione cittadina.

Mentre il PD si preoccupava di epurare coloro i quali si erano opposti alla deriva del partito, le varie organizzazioni locali (Mamme No Inceneritore, Assemblea per la Piana) hanno continuato a sensibilizzare la popolazione di tutta l'area fiorentina con grosse e partecipate manifestazioni, come non se ne vedevano da anni: oltre al “Concertone” dell' 11 Giugno 2015, che ha visto salire sul palco alcune tra le band più conosciute in assoluto nel contesto regionale, il 14 Maggio 2016 un'ingente manifestazione, partecipata da oltre ventimila persone, ha attraversato Firenze dal parco di San Donato a Piazza della Repubblica.

Ecco come siamo arrivati alle elezioni in questione e per comprenderne meglio il significato è bene ricordare che Sesto Fiorentino ha una storia politica molto chiara alle sue spalle; dall'inizio dell'era democratica in questo comune ha sempre stravinto il PCI, eredità raccolta dai DS prima e dal PD poi (per quanto le idee e le ideologie dei partiti in questione siano comunque diverse tra loro, oggi più che mai), e non si era nemmeno mai dovuti ricorrere al ballottaggio.

I risultati parlano chiaro: con i risultati del primo turno al candidato sindaco PD va “solo” il 33% dei voti, il partito passa in due anni da 15000 a 6500 voti.

Mentre Falchi (Sinista Italiana) e Quercioli (Sesto Bene Comune, Rif. Comunista e altre), ottengono rispettivamente il 27% e il 19%.

Nel complesso, il 68% dell'elettorato ha votato per liste che si sono dichiarate contrarie alla costruzione di aeroporto e inceneritore, il messaggio sembra essere lampante e preciso.

Al secondo turno, svoltosi il 19 Giugno, si è tenuto il ballottaggio che da una parte vedeva schierato il PD con Zambini, dall'altra Sinistra Italia con Falchi, da una parte chi ha dimostrato di non sapere nemmeno dialogare e aprire un dibattito con i cittadini, dall'altra tutto il fronte di chi si oppone a due opere tanto dannose quanto inutili. I sestesi hanno eletto Sindaco Lorenzo Falchi.

I risultati conseguiti dai comitati, che non hanno mai espresso indicazioni di voto, vanno ben oltre quelli meramente elettorali; grazie ad un impegno costante, ad una presenza radicata nel territorio, ad un attivismo portato avanti strada per strada, casa per casa, ma anche, tutto sommato, alla ricerca di nuove forme di manifestazione, sono riusciti ad allargare il consenso a tutti gli strati della società, a tutte le generazioni e a molti orientamenti politici.

Alla manifestazione del 14 maggio tra Novoli e Piazza della Repubblica scorreva un corteo eterogeneo, spontaneo, non riconducibile a nessun partito, composto da bambini, anziani, studenti, lavoratori e disoccupati. Chiunque si trovi alle prese con lotte per valorizzare e difendere i nostri territori e per strapparli dalle mani della speculazione deve guardare a questi eventi come elemento di speranza ma anche di apprendimento per rinnovare e rendere sempre più efficaci le proprie proteste.

Matteo Cini

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