BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

Toggle Bar

Urbanistica a Bagno a Ripoli: l'era del baratto

Che rapporti si creano fra l'Amministrazione Comunale e i proprietari di terreni adottando il sistema dei pubblici avvisi per manifestazione d'interesse? Per ottenere superfici da destinare alla costruzione di opere pubbliche l'Amministrazione comunale, non avendo fondi da destinare all'acquisto del terreno, concede ai privati la possibilità di costruire chiedendo loro: (1) di cedere parte dell'area di loro proprietà, (2) di realizzare infrastrutture ed edifici (3) e di cedere il tutto gratuitamente all'Amministrazione stessa in cambio di SUL (Superficie Utile Lorda), senza esborso di denaro. E' iniziata l'era del baratto.

Nel maggio del 2004 (sono trascorsi 9 anni) firmai un articolo sulla storia dell'urbanistica a Bagno a Ripoli che fu pubblicato sul foglio mensile “L'Altra Campana", speciale n.1/2004. Non sarebbe male se qualcuno lo leggesse o rileggesse e se ne ha voglia lo completasse.

Da allora qualcosa è cambiato in meglio: i vani si sono sgonfiati, la loro Superficie Utile Abitabile (SUA) massima è scesa da 36 a 25 mq e le aree bianche sono state tolte dalle zone perimetrate. Che fatica per ottenere questi due risultati!

Sono entrati successivamente sulla scena la rendita parassitaria e il marchingegno della perequazione di cui tanto si è parlato e si parla. E' iniziata l'era dell'urbanistica contrattata, della trattativa privata, del baratto senza scambio di denaro e dei pubblici avvisi per manifestazione d'interesse.

In un convegno che si tenne allo Spedale del Bigallo Vincenzo Bentivegna, professore di estimo, illustrò in modo chiaro cosa sarebbe accaduto nei rapporti fra l'Amministrazione Comunale e i proprietari di terreni adottando il sistema dei pubblici avvisi per manifestazione d'interesse. Per ottenere superfici da destinare alla costruzione di opere pubbliche l'Amministrazione comunale, non avendo fondi da destinare all'acquisto del terreno, concede ai privati la possibilità di costruire chiedendo loro: (1) di cedere parte dell'area di loro proprietà, (2) di realizzare infrastrutture ed edifici (3) e di cedere il tutto gratuitamente all'Amministrazione stessa in cambio di SUL (Superficie Utile Lorda), senza esborso di denaro.

L'Amministrazione comunale paga così il terreno concedendo quella SUL al proprietario dello stesso.

Se al pubblico avviso per manifestazione d'interesse non risponde nessuno e/o le risposte risultano insoddisfacenti l'Amministrazione comunale può scegliere fra due vie: la prima, riproporre l'avviso diminuendo le sue pretese nel cercare di ridurre la rendita parassitaria; la seconda, annullare l'avviso. L'operazione va a buon fine se si raggiunge il punto di equilibrio fra la richiesta dell'Amministrazione comunale e l'offerta dei proprietari dei terreni.

Nell'algoritmo che penso usi l'Amministrazione comunale nello stabilire i termini dei pubblici avvisi per manifestazioni d'interesse compaiono numerose variabili, non ultima la percentuale da cui dipende la riduzione della rendita parassitaria del proprietario del terreno, attraverso la quale s'intende raggiungere l'effetto perequativo.

E' quella percentuale la variabile a disposizione dell'Amministrazione comunale, le altre variabili dipendono da numerosi fattori che non sempre è possibile fissare con facilità data la loro dinamicità.

Se l'operazione va in porto l'effetto è di vedere realizzata l'opera pubblica ma nel contempo, purtroppo, anche altre costruzioni che spesso non sono necessarie e determinano un inutile consumo di territorio.

E' questo l'effetto del baratto in assenza di denaro. E' questa una delle strade scelte dall'Amministrazione comunale.

L'altra è quella della vendita o svendita di terreni e costruzioni appartenenti al patrimonio pubblico, i gioielli di famiglia, al fine di realizzare quanto è necessario per costruire o completare opere pubbliche o chiudere i bilanci in parità.

Abbiamo faticato molto per eliminare le aree bianche e definire perimetrazioni ragionevoli e ora ci aspettiamo con gli Artt. 39 e 39 bis del R.U. di vedere apparire perimetri deformati da bozzoli come accade alle camere d'aria nei punti deboli della loro superficie esterna all'aumentare della pressione. Accade qualcosa di simile a ciò che è accaduto alle spese politiche. Si credeva di averle eliminate con il referendum plebiscitario e ce le siamo ritrovate sotto altra forma notevolmente incrementate.

Giovanni Dallai

Lascia un commento

La Newsletter

 

 

Oldies but Goldies

  • 21 nuove case a Osteria Nuova. “Vantaggi solo per chi costruisce”

    via lazzeriLo sostiene il Comitato civico per la difesa del territorio di Osteria Nuova, in merito al nuovo Piano Attuativo che prevede la costruzione di 21 nuove villette in via Lazzeri ad Osteria Nuova. Il Comitato esprime perplessità sulla costruzione di nuove case, sull’ulteriore consumo di suolo, e sulla mancanza di reali vantaggi per la frazione, “abbandonata a sé stessa, oggetto solo di appetiti edificatori”.

    Read more...
  • Rifiuti: subito la raccolta porta a porta per recuperare i ritardi accumulati

    GraficoCresce lentamente la raccolta differenziata a Bagno a Ripoli, ancora lontana dal raggiungimento degli obiettivi di legge (65%). Solo l’introduzione del sistema porta a porta – come dimostra l’esempio di molti comuni italiani – garantirebbe un salto di qualità nella gestione dei rifiuti, guadagnandoci sia l’ambiente che le tasche dei cittadini.

    Read more...
  • Un nuovo vento di cemento spira a Bagno a Ripoli?

    consumo di suolo

    La Giunta comunale chiama i privati e solletica nuovi appetiti edificatori. Ma la somma degli interessi privati coinciderà con un interesse collettivo? Esiste un reale fabbisogno abitativo a Bagno a Ripoli? O si tratta di un ulteriore inutile consumo di suolo?

    Read more...

Facebook