BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Rifiuti. Bagno a Ripoli e la scarsa propensione per la raccolta differenziata

I dati sulla raccolta differenziata a Bagno a Ripoli nel 2015 sono deludenti. Quali responsabilità ha Quadrifoglio, i cui interessi sembrano rivolti all’incenerimento piuttosto che al recupero?

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+1,15%. E’ questa la crescita della raccolta differenziata a Bagno a Ripoli nel 2015 rispetto all’anno passato. I dati di Quadrifoglio dichiarano una raccolta di 7.581 tonnellate di rifiuti differenziabili rispetto ai 7.363 del 2014.

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Una crescita esigua, a cui si accompagna anche un aumento generale nella produzione di rifiuti (+1,19%), segno che anche l’attenzione dei cittadini verso un acquisto critico (verso cioè prodotti con imballaggi ridotti) è molto bassa. L’aumento dei rifiuti non sembra infatti giustificato da una ripresa dei consumi.

rifiutiNon eccelliamo nella raccolta della carta (13,7%), con una media di 80 kg di carta raccolti per abitante (quando Calenzano, sicuramente forte anche di un’area industriale molto più ampia, ha una media di 380 kg/ab.). Ma anche i numeri del multimateriale non brillano: 60 kg/ab. contro i 140 di Tavarnelle... Forse un po’ meglio la raccolta della frazione organica, dove oltre agli scarti di cucina confluiscono sfalci e potature, e dove l’incidenza di un vasto territorio agricolo ha fatto la sua parte.

Nel suo insieme, la percentuale di raccolta differenziata a Bagno a Ripoli è al 59,8%, ancora lontana dall’obiettivo minimo di legge del 65% che doveva essere raggiunto entro il 2012. Il costo, oltre che per l’ambiente, è per le tasche dei cittadini che in bolletta pagano per lo smaltimento dei rifiuti non differenziabili. Così a Bagno a Ripoli paghiamo care le non-scelte dell’Amministrazione nelle politiche ambientali – quanto dobbiamo aspettare prima di aderire alla strategia Rifiuti Zero? – e la scarsa passione di Quadrifoglio per la raccolta differenziata a favore dell’incenerimento.

Quadrifoglio infatti – società a capitale completamente pubblico, i cui soci sono 12 comuni dell’area metropolitana fiorentina tra cui il Comune di Firenze con la quota di maggioranza dell’82% e il Comune di Bagno a Ripoli con la quota del 1,20% – è l’attore principale nella realizzazione dell’inceneritore di Case Passerini, progettato per bruciare 130 mila tonnellate di rifiuti l’anno. Tra questi non ci sarà solo la componente indifferenziata, ma potrà essere avviata a incenerimento anche parte della differenziata, compresa la frazione organica, secondo una logica che non è certo quella richiesta a gran voce da cittadini che, riuniti in comitati e associazioni, si stanno battendo da anni a favore delle alternative virtuose, come la strategia Rifiuti Zero.

Antonio Massi

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