BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

Toggle Bar

Bei cipressetti, cipressetti miei, fedeli amici d’un tempo migliore

Quattro cipressi tagliati in via Fratelli Orsi a Bagno a Ripoli/capoluogo. Ma erano parte di un monumento, il Viale della Rimembranza, in memoria dei Caduti della guerra del ’15-’18. Ripiantarli dov’erano e prevedere un progetto di valorizzazione del Viale, nel rispetto del suo valore storico (e paesaggistico).

parchi rimembranza firenze

Il termine “monumento” deriva dal latino mònere, “ricordare”, “far sapere”. Un monumento è infatti qualcosa che ci ricorda una persona o un grande avvenimento. In senso più ampio lo è qualsiasi opera d’arte, specialmente architettonica, che per il suo pregio artistico o storico è una testimonianza della grandezza di una civiltà. Da questo valore di testimonianza nasce l’esigenza della conservazione dei monumenti. 

Possono degli alberi essere un monumento, e come tali essere vincolati dalla Soprintendenza? Gli esempi non mancano, dai cipressetti del Carducci a Bolgheri (dichiarati monumento nazionale e quando malati sostituiti dal CNR con cloni della stessa specie), ai giardini di via Palestro a Milano, dove il taglio degli alberi fu bloccato (“il nostro compito non è difendere solo i mattoni”, dichiarò allora Carla Di Francesco, direttore dei Beni Culturali e Paesaggistici della Lombardia), fino alla vicenda dei lecci del Viale Morgagni a Firenze, contro il cui abbattimento per far posto alla tramvia si è mossa Italia Nostra con un esposto alla Procura della Repubblica.

L’impianto del Viale Morgagni infatti, similmente a quello di via Fratelli Orsi a Bagno a Ripoli, fu progettato e realizzato nei primi anni '20 a memoria e onore dei Caduti della guerra del '15-'18, secondo il generale diffuso modello dei Viali e Parchi della Rimembranza, che – come ricordato da Silvano Guerrini a proposito di Bagno a Ripoli – la legge 21 marzo 1926, n. 559 dichiarò poi “pubblici monumenti” assoggettati alla tutela monumentale.

Dunque qualsiasi intervento che incida sulle alberature di un Viale della Rimembranza deve essere soggetto all’autorizzazione del Soprintendente. Autorizzazione che per altro difficilmente potrebbe essere rilasciata, in quanto contraria anche al Codice dei beni culturali e del paesaggio che assoggetta alla tutela “le pubbliche piazze, vie, strade e altri spazi aperti di interesse artistico o storico” (art.10) fino a quando non sia stata effettuata la Verifica dell’interesse culturale (art. 12).

parchi rimembranza firenzeI bambini delle elementari di Firenze portati a piantare un albero per ogni caduto nei Parchi delle Rimembranze

Ma non è il caso di perdersi in Codici ed articoli da cui ne uscirebbe solo l’avvocato Azzecca-garbugli. Nel caso di Bagno a Ripoli è interesse di tutti (o quasi) tutelare il Viale della Rimembranza. E la tutela passa da una sua valorizzazione (art. 6...), che ne ripristini il valore storico agli occhi della popolazione (e di tutti quelli che lo avevano dimenticato...). Solo l’oblio ha infatti permesso un simile incidente.   

Occorre ripiantare i cipressi dov’erano, e approntare un progetto di riqualificazione del Viale. Un progetto semplice, che si realizza tenendo a mente – come ha fatto Silvano Guerrini – le parole di Dario Lupi sulla prima Strada della Rimembranza realizzata a Montreal: ”Ogni albero apparisce oggetto di cure gelose: lo spazio di terra all’intorno è rimosso di fresco e ben lavorato? il tronco è protetto da una solida armatura? sul tratto orizzontale di questa, ad altezza d’uomo, è infissa una targa di ottone, dove scintillano un nome e una data: il nome è di un Caduto nella Grande Guerra, la data è quella del combattimento e della morte".

Antonio Massi

La Newsletter

 

 

Oldies but Goldies

Facebook