BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Raccolta differenziata: cambiamo verso?

Rifiuti


Non cresce la Raccolta Differenziata (RD) a Bagno a Ripoli. I dati di Quadrifoglio relativi al 2014 dichiarano una percentuale di RD pari al 58,61% sul totale di rifiuti prodotti (14.175 tonnellate).

La crescita rispetto al 2013 (58,30%) è assai esigua (+0,31%), segno che le politiche ambientali scelte dall’Amministrazione non riescono a stimolare ulteriormente i cittadini nel corretto conferimento dei rifiuti.

Raccolta Differenziata dati

Tra i Comuni serviti da Quadrifoglio siamo, nella classifica dei più ricicloni, ben lontani dai primi della classe: Tavarnelle (RD 86,71%), San Casciano (RD 77,00%), Impruneta (RD 71,89%).

Raccolta Differenziata dati

Bagno a Ripoli non ha mai fatto in materia scelte forti, come aderire alla strategia Rifiuti Zero, né ha avviato politiche di raccolta porta a porta, le uniche che possono portare la RD a percentuali superiori al 65%.

Eppure queste non-scelte ci costano, non solo in termini ambientali, ma anche economici (i bollettini della TARI!!), a causa degli alti costi di smaltimento dei rifiuti indifferenziati, a cui si deve aggiungere l’Ecotassa – un tributo regionale che viene pagato in base sia alla percentuale di raccolta differenziata raggiunta che alla produzione di rifiuti pro capite – con una addizionale del 20% per non aver raggiunto l’obiettivo minimo di legge del 65% di Raccolta Differenziata.

Pensare che nel giugno del 2013 così si esprimeva Francesco Casini, allora Assessore all’Ambiente, interpellato da La Nazione:

Secondo i dati forniti da Quadrifoglio e ARRR (Agenzia Regionale Recupero Risorse) Bagno a Ripoli ha una percentuale di differenziata del 58% negli ultimi mesi. Continuando a mirare a quell’oramai possibilissimo 60% entro la fine dell’anno (2013) e 65% entro il 2015 previste dalla UE e che permetteranno di far risparmiare ai cittadini ripolesi le eco-sanzioni”.

Come è finita lo sappiamo, nessuno dei due traguardi è stato raggiunto e le eco-sanzioni le abbiamo pagate.

Tra marzo del 2011 e la fine del 2013 sono stati introdotti, nelle zone esterne agli agglomerati urbani di Bagno a Ripoli, i bidoncini di prossimità. Questi hanno permesso nei primi due anni (dal 2011 al 2013) una crescita di circa dieci punti percentuali, “introducendo” la raccolta differenziata in aree, come Candeli-Villamagna-Case San Romolo-Vallina, dove questa si attestava a percentuali intorno al 30%.

Raccolta Differenziata dati

Oggi la politica del “porta a porta di prossimità” sembra però aver esaurito la sua spinta ed essere arrivata al suo limite fisiologico, come dimostrano i dati di Quadrifoglio e le recenti polemiche sui metodi di raccolta da parte degli operatori ecologici. È notizia di questi giorni infatti la segnalazione, da parte di alcuni cittadini, secondo cui gli operatori ecologici trovando i rifiuti mal separati nei vari bidoncini (indifferenziato, multimateriale, organico) finiscono per vuotare tutto nel camion dell’indifferenziata, vanificando – per l’incuria o la maleducazione di alcuni – anche lo sforzo di molti cittadini virtuosi.

In tema di politiche ambientali gli esempi da seguire sono tanti, a cominciare dai Comuni, anche nella provincia di Firenze, che hanno attuato sistemi di raccolta porta a porta con ottimi risultati. Un anno fa ne avevamo parlato QUI. Adesso è il momento di cambiare verso.

Antonio Massi

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