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Terza corsia A1. Le terre di scavo e il silenzio dell'Amministrazione

Il deposito delle terre di scavo nel nostro territorio comunale era già previsto da Autostrade fin dal 2013. L'Amministrazione ne era al corrente ma non ha mai ritenuto opportuno informare né il Consiglio comunale né la Commissione Terza Corsia. È questa la trasparenza di questa Amministrazione?

terre di scavo

Fare fronte comune. Questo è stato il principio cui si sono ispirati tutti coloro che, nel nostro comune, in questi anni si sono impegnati nello studio del progetto e della realizzazione della Terza corsia autostradale. Dalle forze politiche del Consiglio comunale ai componenti della Commissione Terza Corsia, tutti hanno lavorato, senza colori né bandiere, per cercare di tutelare sia i cittadini che il territorio entrambi sacrificati da questa infrastruttura.

Le mozioni sulla Terza corsia passate nei diversi Consigli comunali sono sempre state approvate all'unanimità, e sono costate molte ore del nostro tempo nel cercare di capire i problemi, le loro possibili soluzioni ed infine giungere ad obiettivi assolutamente condivisi. Questo è stato il modus operandi, tanto che quando fu istituita la Commissione avevamo proposto di diminuire da cinque a due il numero dei consiglieri in Commissione (uno di maggioranza ed uno di opposizione), per lasciare più spazio alla presenza dei cittadini.

Ma oggi scopriamo, amaramente, che qualcosa è cambiato. Il progetto del II lotto del tratto da Fi Sud a Incisa è stato modificato (già nel 2013) con la previsione di trasformare oltre 20 ettari di territorio, sopra le sorgenti dell’Isone, in una discarica per le terre di scavo (contaminate dai materiali utilizzati nelle lavorazioni in scavo o in galleria, come cemento, materiali ferrosi o vetroresina, oltre ad oli di origine minerale), senza che i cittadini, la Commissione e i Consiglieri comunali venissero messi a conoscenza.

24 ettari di territorio dovranno ricevere almeno 1.250.000 metri cubi di terra di scavo, che trasformeranno la conformazione dell’area con rilevati alti fino a 25 metri. Il progetto prevede inoltre che siano recintati per impedirne l’accesso ad uomini ed animali e dotati di canali di scolo delle acque piovane ed opere artificiali per impedire l’inquinamento delle falde acquifere. Ma l’Amministrazione comunale ha ritenuto di non dover informare nessuno.

Così la Commissione Terza Corsia e i Consiglieri lavorano per due anni senza sapere nulla, mentre due Sindaci e due Giunte erano a conoscenza del nuovo progetto (dal 2013!), che nel frattempo ottiene anche la Valutazione di Impatto Ambientale.

Al danno – per chi ha lavorato inutilmente e soprattutto per il territorio – si aggiunge la beffa: il Sindaco Casini fornisce un'informazione falsa, sostenendo che soltanto dal 4 dicembre scorso la Giunta fosse a conoscenza del nuovo progetto.

Non basta. Adesso si viene a sapere che la Giunta sta trattando con Autostrade SpA un baratto: trasformazione del paesaggio, possibili danni ambientali, rischi geologici in cambio di una pista ciclabile, una nuova rotatoria allo svincolo di Ponte a Ema e un cartello con scritto “Bagno a Ripoli” all’uscita Firenze Sud. Ancora una volta in silenzio, senza informare cittadini, Consiglieri o Commissione Terza Corsia.

E’ questa la trasparenza di questa Amministrazione? E’ questa la partecipazione alle scelte che offre alla cittadinanza?

Beatrice Bensi.
Consigliera del Gruppo Per Una Cittadinanza Attiva – Bagno a Ripoli 

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Martedì 26 gennaio, alle 17,30, presso il Palazzo Comunale si terrà un nuovo incontro della Commissione Speciale Terza Corsia con i tecnici di Autostrade SpA e con l’Amministrazione. La Commissione è aperta al pubblico.

 

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