BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Mondeggi: una ricchezza da non smarrire

La vendita di beni pubblici, e in particolare di quelli con rilevanza storica o – come nel caso di Mondeggi – anche agricola, rappresentano un impoverimento per la comunità che li ospita molto più di quanto si possa realizzare dalla loro vendita.

Al Consiglio comunale dell’11 dicembre 2013 ho presentato una mozione per bloccare la vendita dei beni pubblici, con particolare riferimento all'Azienda agricola di Mondeggi.

Le motivazioni risiedono nella convinzione che la vendita di beni pubblici con particolare rilevanza storica culturale – come la vendita da parte del Comune di Bagno a Ripoli dell’ex casa colonica della Cortaccia, nella quale era previsto il museo della civiltà contadina, o della Tenuta di Lappeggi-Mondeggi, che potrebbe costituire occasione di impiego ancor più oggi con il ritorno alla terra da parte delle giovani generazioni – rappresenti un errore che impoverisce la Comunità che li ospita molto di più di quanto si possa realizzare dalla loro vendita.

Tali interventi, infatti, costituiscono un grave danno al patrimonio pubblico presente sul nostro territorio, anche perché l’utilizzo dei proventi è destinato a spesa corrente, ovvero per continuare a mantenere macchine amministrative con spese non più sostenibili e che con la vendita sopravvivrebbero per qualche mese senza risolvere alcun problema della Comunità.

Specificatamente nel caso della Tenuta di Lappeggi e Mondeggi, ritengo che occorra una precisa volontà politica per utilizzarla come opportunità per creare un centro di promozione, ricerca e sperimentazione colturale, sociale ed economica al servizio della comunità di Bagno a Ripoli e non solo, come dimostra la tre giorni nazionale della Rete “GENUINO CLANDESTINO - comunità in lotta per l’autodeterminazione alimentare” svoltasi a Grassina e Mondeggi il mese scorso.

L'alienazione del "bene" distruggerebbe queste potenzialità e questa immensa ricchezza per la nostra collettività, in un periodo nel quale l'assunzione di responsabilità si impone, non solo come reazione alla crisi imperante da anni particolarmente nell'occupazione delle nuove generazioni, ma anche per sostenere a livello scientifico il prestigio che hanno le produzioni tipiche toscane che caratterizzano la nostra enogastronomia nel mondo.

A tal fine, a titolo esemplificativo, si potrebbe preliminarmente interrompere il degrado degli impianti fruttiferi che mina la produttività, ed il loro valore, compromettendone il recupero produttivo e compiere interventi anche minimi per garantire la stabilità del prezioso patrimonio immobiliare agricolo. Successivamente, predisporre un piano integrato di attività, che possano trovare una loro collocazione nell’ambito del complesso Lappeggi-Mondeggi.

Tali attività potrebbero riguardare:

  • l’azienda agricola con le sue articolazioni agronomiche, zootecniche e industrie agrarie;
  • un centro di ricerca e sperimentazione per il miglioramento delle produzioni tipiche, realizzate salvaguardando la qualità e la connotazione biologica dei processi produttivi;
  • la realizzazione di forme di compostaggio per disporre dell'indispensabile sostanza organica, beneficiando dei relativi incentivi;
  • la previsione di occasioni di sostegno e di recupero di soggetti diversamente dotati o con altre difficoltà, all'interno delle attività agricole;
  • un centro di documentazione dell’agricoltura toscana e delle produzioni tipiche;
  • l’uso della struttura immobiliare principale, per creare un centro nazionale per la formazione ed il perfezionamento degli addetti alla gastronomia e alla ristorazione collettiva di settori particolari, la cui direzione potrebbe essere affidata al "Centro internazionale per la valorizzazione dei prodotti agroalimentari e le qualità dell'alimentazione", recentemente promosso dalla Regione Toscana.

Beatrice Bensi
Consigliera del Gruppo Per Una Cittadinanza Attiva

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