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L'autostrada che non finisce di stupirci

Terza Corsia A1 da FiSud ad Incisa. Nel pacchetto un regalo di Autostrade spa per i cittadini di Bagno a Ripoli: una discarica per le terre inquinate provenienti dagli scavi della nuova galleria del S. Donato

autostradaL'autostrada prima di immettersi nella galleria del San Donato. Foto di Sergio Morozzi

Nel settembre del 2005 un memorabile articolo dell'allora corrispondente da Bagno a Ripoli per la Nazione, dott. Claudio Contraffatto, scritto in occasione della prima assemblea sulla terza corsia portava il titolo " l'autostrada non si allarga ma deborda". 

Lo stesso titolo potremmo ancor più appropriatamente riproporlo oggi dopo che nella riunione pubblica della Commissione terza corsia A1 abbiamo appreso che la società Autostrade ha proposto la "sua soluzione" per lo stoccaggio definitivo delle terre inquinate provenienti dagli scavi della nuova galleria del S. Donato.

L'area destinata è quella proprio sopra le sorgenti dell'Isone che scende dall'omonima valle verso l'Antella più volte celebrata per il suo particolare microclima e per una fauna acquatica autoctona di assoluta rarità (vedi foto). E' qui che la Autostrade s.p.a, alias SPEA, vorrebbe costituire di fatto una discarica di ben 24 ettari (più di 30 campi calcio) espropriandoli e recintandoli come facenti parte dell'autostrada. Insomma, esagerando, il passaggio dei 24 ettari alla Autostrade potrebbe innescare una sorta di terra dei fuochi legalizzata sulla quale nessuno potrebbe mettere bocca se si decidesse di metterci anche terre di scavo inquinate che non hanno a che vedere con l'autostrada. Questa "discarica" andrebbe a riempire con uno strato di terre di spessore anche di 25 metri tutta la parte a valle del tracciato attuale della A1.

Qui non si tratta di fare allarmismi ma di difendere il nostro territorio dall'arroganza di interessi privati camuffati da utilità pubblica che lasciano a noi gli effetti collaterali di opere distruttive e alla fine inutili e dannose, come questa terza corsia, destinate a sviluppare la produzione di CO2 in contrasto con le necessità del nostro territorio e del pianeta tutto, come sancito dall'accordo di Parigi COP1. Poi... conoscendo il noto interesse della Autostrade s.p.a. per la salute delle popolazioni rivierasche alla A1, non è cosa impossibile che nei decenni o più a venire, dilavaggi di queste terre, o peggio frane, causino lo sgrondo di percolato verso valle portando all'inquinamento dell'Isone e delle falde acquifere e dei molti pozzi ad esse connessi.

Mi domando e vi domando: dovremmo rischiare tutto questo per far spendere meno alla Autostrade, che così non tratterebbe le terre per disinquinarle, lucrando sulla futura salute dei nostri figli e del territorio? Il Comune di Bagno a Ripoli deve opporsi con tutti i mezzi e credo che tutta la popolazione debba appoggiarlo.

Sergio Morozzi

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