BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Cercando Charlie a Bagno a Ripoli

I recenti fatti di Parigi hanno rimesso in primo piano l’importanza di costruire una società aperta, laica, illuminata e accogliente. Ma a che punto siamo a Bagno a Ripoli con i diritti civili?

matita nel pugno

Il Comune di Bagno a Ripoli, con l’iniziativa Matite di Pace, ha consegnato agli alunni delle scuole una matita, di colore nero in segno di lutto, con la scritta “Parigi 7 gennaio 2015 – Pace”.

“Uniti contro i fondamentalismi e in difesa della libertà di espressione. (...) Uniti nella bellezza delle proprie diversità di pensiero, culture, identità, tradizioni, sentimenti e ideali”, ha scritto il Sindaco Casini.

Je suis Charlie significa proprio questo, lottare perché tutti i Charlie siano sempre liberi di esprimere quello in cui credono. Significa rispondere agli assassini di Parigi con la costruzione di una società sempre più libera, aperta, laica, illuminata e accogliente.

Ma basta regalare una matita per costruire anche a Bagno a Ripoli una simile comunità? Le ampie riflessioni di questi anni sui diritti civili – unioni civili, cittadinanza civica, bigenitorialità, testamento biologico, donazione di organi – hanno trovato realizzazione nel nostro comune? Diamo un'occhiata.

Nel 2013, in occasione della Festa della Repubblica, Sindaco e Assessori consegnarono ai bambini residenti nati da genitori stranieri un attestato simbolico di cittadinanza italiana, per farli sentire partecipi di questa comunità, e per sollecitare parlamento e forze politiche a legiferare in direzione dello ius soli. “Sono ormai molti i cittadini stranieri che vivono nel nostro Comune – disse allora il Sindaco Bartolini – quasi il 7% della popolazione complessiva, e hanno dei figli che sono nati in Italia. Ecco, per noi, questi ragazzi non possono essere considerati stranieri." Da allora la cerimonia non si è però più ripetuta. VOTO 6

Nel 2010, su proposta di quattro consiglieri PD (Zanella, Ulivi, Nencioni e Beconcini), fu istituito il Registro dei testamenti biologici (o Dichiarazioni anticipate di trattamento): un documento contenente le terapie che si intende ricevere o rifiutare nell’eventualità di trovarsi incapaci di intendere e di volere. Caso raro tra i Comuni italiani, il nostro Registro non raccoglie le Dichiarazioni, ma si limita a stilare l'elenco dei cittadini che ne hanno depositato copia presso un notaio o altro depositario… Addio semplificazione e benvenuta la sostanziale inutilità del Registro (non a caso gli iscritti si contano sulle dita di una mano). VOTO 5

Grazie al progetto “Una scelta in Comune” – frutto di un accordo di collaborazione tra Regione Toscana, Anci-Federsanità, Aido (Associazione italiana donatori di organi) e Centro nazionale trapianti – a cui dovrebbe presto aderire anche il Comune di Bagno a Ripoli, la volontà di donare i propri organi post mortem potrà essere espressa da tutti i cittadini maggiorenni all'anagrafe, al momento del rilascio o del rinnovo della carta d'identità. VOTO 7 quando il servizio sarà attivo.

Separazione consensuale e divorzio delle coppie senza figli a carico. In questi giorni l'amministrazione ha accolto la nuova normativa nazionale: adesso si potrà raggiungere un accordo in Comune, senza passare dal tribunale, con soli 16 euro di diritti di segreteria. VOTO 7

È inoltre attivo sul territorio – aperto dal Comune di Bagno a Ripoli e dalla Società della Salute (SdS) Zona Fiorentina Sud Est – uno Sportello di mediazione dei conflitti familiari. È rivolto alle coppie con e senza figli minori che attraversano un momento di difficoltà relazionale (anche separazione o divorzio), ai genitori separati o non conviventi interessati ad un effettivo esercizio della bigenitorialità.

Il riconoscimento giuridico delle Unioni Civili, e in particolare di quelle omosessuali, si è ormai esteso in quasi tutta l'Europa. Ma se l'Italia è fuori dall'Europa, Bagno a Ripoli è lontana dai comuni italiani, anche da quelli dell’area fiorentina: Firenze, Scandicci, Pontassieve, Lastra a SIgna, Rignano sull'Arno, Tavarnelle V.P., Fiesole, Sesto Fiorentino, Calenzano, Campi Bisenzio, Empoli (primo Comune in Italia ad adottare il Registro nel 1993) … sono solo alcuni degli enti locali che hanno già istituito il Registro delle Unioni Civili, per dare accesso alle coppie conviventi – di qualsiasi sesso – ai servizi che il Comune offre: scuola, asili nido, case popolari, etc.

Unica discussione nell'ottobre 2014, quando il gruppo PD di Bagno a Ripoli ha presentato in Consiglio comunale una mozione – di valenza politica – perché fosse possibile far trascrivere all'Ufficio anagrafe un matrimonio contratto all'estero tra persone dello stesso sesso (cosa diversa dal Registro delle Unioni Civili).

Le Unioni Civili sono da sempre un tema spinoso per il Partito Democratico, incapace di avere su questi temi una posizione chiara e forte, nonostante una sempre crescente accettazione da parte della popolazione.
Da un lato l'anima cattolica, dall'altro la volontà di non dividere il partito, a livello nazionale non succede nulla. Restano le sezioni locali, spesso dotate di una collocazione politica più definita, ad avere maggiore libertà di azione. Parafrasando Nanni Moretti, potremmo chiedere al PD di Bagno a Ripoli, sul tema delle Unioni Civili, di dire qualcosa di coraggioso e (forse) impopolare. È il momento di decidere da che parte stare. Dalla parte della matita di Charlie o con il pugno di Papa Francesco.

L.R. 

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