BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Che granchio! Il crostaceo guerriero resisterà ad Autostrade spa?

Potamon fluviatile, una delle creature più affascinanti ancora presente nelle acque dell’Isone, è seriamente minacciato dal nuovo progetto di Autostrade SpA per la Terza Corsia A1. Il suo habitat sta infatti per essere sconvolto (e in parte cancellato) dal deposito delle terre di scavo.

potamon fluviatilePotamon fluviatile © Marco Marchelli

Ha cominciato da ragazzino, quando ancora aveva i pantaloni corti, a cercare i granchi di fiume. Marco Vannini – professore di Zoologia presso l’Università di Firenze e per 12 anni direttore del Museo La Specola – insieme ai suoi allievi più brillanti, tra cui Francesca Gherardi – poi diventata ricercatrice di primissimo piano, conosciuta e accreditata in Europa e nel mondo – alla fine degli anni ’80 piantò le tende lungo il borro di San Giorgio a Bagno a Ripoli per studiare un crostaceo a dieci zampe (decapode), dotato di scheletro esterno e occhi stroboscopici. Il problema era che il nostro granchio passa la giornata nascosto in anfratti o rifugi scavati nel terreno, e solo verso la mezzanotte esce allo scoperto. Così, per due anni, dal 1985 al 1987, il gruppo di studio si alternò in tende e roulotte per seguire gli spostamenti di 309 granchi di fiume, marcati con targhette di riconoscimento e anche microtrasmittenti.

potamon fluviatilePotamon fluviatile © Matteo Di Nicola

Le femmine si rivelarono le più intraprendenti, allontanandosi oltre 100 metri dal corso d’acqua alla ricerca di prede succulente come rane, lombrichi, chiocciole. In particolare fra la tarda primavera e l’inizio dell’estate, quando hanno bisogno di cibi ricchi di proteine per produrre abbondante tuorlo per le proprie uova, le femmine si allontanano anche per una settimana. Ritrovare il torrente può non sembrare facile. Ma senza navigatore è la logica a guidare i granchi: basta seguire la pendenza del terreno, andando verso valle si ritrova con molta probabilità il corso d’acqua!

I maschi passano invece una vita più tranquilla nelle pozze d’acqua dove la corrente è debole, e fra i detriti vegetali “pascolano” prede come le larve e gli adulti di altri crostacei, molluschi e girini. La conquista delle pozze migliori porta a conflitti, che fanno del Potamon fluviatile un granchio guerriero. In realtà l’evoluzione ha spinto i maschi a ritualizzare i combattimenti, con il risultato di renderli poco violenti: dopo qualche spintone chela contro chela, vince chi mostra la chela più grossa (la destra), senza inutili spargimenti di “sangue”...

potamon fluviatilePotamon fluviatile © Matteo Di Nicola

Quanto conti la dimensione della chela fu oggetto di un esperimento del gruppo di studiosi fiorentini: applicando delle grosse chele di un granchio morto ad un tappo di sughero videro gli altri crostacei dileguarsi a “gambe” levate, senza nemmeno tentare di combattere!

Ma il nemico imbattibile di questo splendido granchio guerriero è un altro: alterazioni anche minimali dell’ambiente portano alla sua estinzione. Nonostante sia un animale protetto ed inserito nella lista rossa IUCN come "prossimo alla minaccia”, negli ultimi anni le popolazioni del granchio di fiume hanno subìto una notevole riduzione e la specie è totalmente scomparsa da alcuni corsi d'acqua in cui era storicamente presente. Ciò è dovuto (oltre ad un'indiscriminata e illegale raccolta a scopo alimentare!) all'inquinamento e all’alterazione dei corsi d'acqua...

Riuscirà il Potamon fluviatile della valle dell’Isone a sopravvivere ad un deposito di un milione e mezzo di terre di scavo inquinate, che coprirà 24 ettari di territorio trasformando i torrenti in canali artificiali?

Antonio Massi

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FONTI:
- Francesca Gherardi, "Il granchio di fiume", in: M. Casprini, S. Guerrini, Alle sorgenti dell'Isone, Edizioni CRC Antella, 1996, pp. 140-145.
- Maria Inglisa, "Che granchio!", in: Airone 168, aprile 1995, pp. 88-97.

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