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الامتناع الوظائف العامة. Gualchiere Remole بيع لمن يدفع أعلى ثمن الشيخ العربي.

Dopo il Castello di Sammezzano (Reggello) venduto all’asta alla società di Dubai Helitrope Limited per 15,4 milioni di euro, anche per le Gualchiere di Remole si prospetta un simile esito: base d'asta 2,2 miloni di euro, offerte entro il 29 giugno 2017.

gualchiere resort

Le Gualchiere di Remole – gioiello dell’archeologia pre-industriale del Medioevo e fonte di quelle ricchezze dell’Arte della Lana che finanziarono la Firenze del Rinascimento – sono nel piano alienazioni del Comune di Firenze (che ne è proprietario) da molti anni. Finora nessuno ha bussato alla porta, anzi, Cassa Depositi e Prestiti ha recentemente declinato l’invito a farsene carico. Intanto le strutture dell’antico mulino invecchiano e il rischio di crollo è sempre maggiore. La speranza di Nardella è che dall'asta di vendita (sono sufficienti 2,2 milioni di euro) spunti un arabo a togliere le castagne dal fuoco, fare delle Gualchiere un resort di lusso e salvarne le strutture. Ma è vera salvezza?

 

AAA Italia in vendita

Fondi sovrani dei paesi arabi, ricchi investitori russi e mediorientali, finanziarie cinesi, private equity americani, compagnie assicurative francesi e tedesche ... tutti sono alla ricerca di immobili di prestigio in Italia. A fronte di un calo generalizzato dei prezzi, gli immobili di qualità hanno infatti tenuto o aumentato il loro valore, mentre l’Italia risulta sempre più un Paese finanziariamente sicuro e privo di incognite come Brexit o Trump. Così i fondi del Qatar, per fare un esempio, hanno già comprato il St. Regis e l’Excelsior a Firenze, il Gritti a Venezia, in Sardegna 4 alberghi tra i più lussuosi al mondo, a Roma l’hotel Baglioni, l'Excelsior e il palazzo di Piazza di Spagna dell'American Express in cui hanno messo la sede della maison Valentino, anch'essa di loro proprietà.

castello sammezzanoIl Castello di Sammezzano (Reggello), recentemente acquistato all'asta dalla Helitrope Limited, società con sede a Dubai

Da non sottovalutare la valenza strategica di tali investimenti: la Francia “socialista” si è prontamente inchinata agli emiri, diventando un paradiso fiscale del Qatar: i membri della famiglia reale sono stati infatti esonerati dalle tasse sulle plusvalenze derivanti da compravendite immobiliari, e dalla pesantissima Isf, l’imposta sul patrimonio. Matteo Renzi ha proposto invece per l’Italia la “norma acchiappa-ricchi”: una tassa forfettaria di 100 mila euro l’anno per i Paperoni stranieri che decideranno di trasferirsi in Italia.

Intendiamoci, ben vengano gli investimenti privati e stranieri. «Pecunia non olet» dicevano i latini. Il problema non è la colonizzazione o la perdita di identità nazionale, ma l’inchino che accompagna certi investimenti, e la vendita anche di tanti beni pubblici. Questi sembrano infatti diventati solo un buco nero che assorbe risorse senza produrre nulla, qualcosa da monetizzare o di cui disfarsi al più presto possibile: dal Comune di Firenze che affitta Ponte Vecchio, piazzale Michelangelo, Cappellone degli Spagnoli ... all’operazione 'real estate on line' di Enrico Rossi per Villa la Quiete, Villa Fabbricotti, Villa Basilewsky, Palazzo Bastogi ... dalle aste per la tenuta di Mondeggi proprietà della Città Metropolitana alle Gualchiere di Remole nel piano alienazioni del Comune. Come ha ben scritto Ugo Mattei “in Italia il maggiordomo assunto a termine (la maggioranza del momento) ha il potere di vendere il patrimonio di famiglia (appartenente alla collettività dei cittadini) trasferendolo sottocosto ad attori privati amici e compensando profumatamente le banche d’affari che gestiscono tali ‘cartolarizzazioni’”.

Gli immobili pubblici sono invece luoghi di produzione di democrazia, partecipazione e coesione sociale: e dunque dovrebbero essere restituiti ai cittadini e alla loro utilità sociale.

 

Quale salvezza per le Gualchiere di Remole?

Le Gualchiere di Remole non sono solo i resti materiali di una grande storia, la testimonianza della ricca economia fiorentina del ‘3-‘400. Non sono solo una affascinante struttura di archeologia industriale collocata nello splendido scenario della valle dell’Arno. Le Gualchiere sono (o meglio sono state fino a pochi anni fa) un luogo di vita, lavoro e socialità. Hanno ospitato anche in anni recenti residenze sociali, scuole, mulini di cereali, artisti... Raccontano storie di associazioni, di scioperi, di conflitti sociali, di istruzione. E questa ricchezza sociale deve essere conservata, anzi ricostruita, insieme alle strutture materiali.

gualchiere piazzaleGualchiere di Remole. Scene di vita quotidiana in una foto di inizio '900

Salvare le Gualchiere non significa dunque solo impedire il crollo delle strutture murarie. È altrettanto indispensabile individuare le funzioni che potrà ospitare, in modo da restituire al luogo la vita che aveva un tempo, e trovare gli imprenditori per realizzare un progetto articolato. Un mix di privati per un mix di funzioni. Non sarà con un’asta per la vendita al miglior offerente dell’intero complesso – vincolato solo da previsioni urbanistiche generiche e facilmente modificabili con un inchino al potente di turno – che risorgeranno le Gualchiere.

Il Comune di Firenze, proprietario dell’immobile, che non è stato in grado di portare avanti un serio progetto di recupero, troverà all’asta un mecenate illuminato o un investitore mediorientale che per pochi spiccioli (2,2 mln di euro) potrà realizzare nella valle dell’Arno un "magnifico" resort privato? Il Comune di Bagno a Ripoli e la Soprintendenza saranno abbastanza forti da far capire ai potenziali acquirenti che non sono disposti ad accettare funzioni non compatibili con la storia culturale e sociale dell’immobile?

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