BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Il casello incantato e il paradosso di Braess

Nella logica di una rete autostradale che innerva le nostre città – con funzione di circonvallazione dei grandi centri più che di collegamento nelle grandi distanze – dopo la terza corsia fino ad Incisa arriva anche il doppio ponte di Vallina, per portare un “casello autostradale” nel comune di Fiesole. Attraversando il territorio di Bagno a Ripoli.

casello

Persa la guerra con il treno per i collegamenti fra le grandi città (più veloce, spesso più economico, sicuramente più pratico), Autostrade spa guarda ormai al trasporto metropolitano per il proprio futuro. Nell’area metropolitana di Firenze in particolare è diventato impossibile spostarsi senza entrare nel sistema a pedaggio dell’autostrada, visto che alternative non esistono: i Comuni non hanno soldi da investire su una viabilità locale efficiente, mentre Regione e Stato si concentrano sulle grandi opere mediaticamente strategiche.

Il pagamento per l’uso di tratte stradali non è un’esclusiva italiana, ma il nostro è l’unico paese fra quelli avanzati in cui la principale rete di collegamento – un bene essenzialmente pubblico – è in larga misura finanziata da pedaggi. Il risultato è che ogni giorno milioni di italiani pagano i pedaggi autostradali per andare al lavoro. Ed i pedaggi continuano ad aumentare (dal 1999 al 2013 le tariffe autostradali sono salite mediamente del 65,9 per cento, contro un’inflazione del 37,4 per cento).

In questa logica di espansione e collegamento della rete viaria metropolitana con quella autostradale rientra la rivoluzione della viabilità lungo la valle dell’Arno a monte di Firenze, con la futura costruzione di due ponti sull’Arno, non a caso in parte finanziati da Autostrade spa. È notizia di questi giorni il deposito presso le autorità competenti del progetto definitivo sviluppato da ANAS. Un atto a cui seguirà prima la Valutazione di Impatto Ambientale (da parte di Regione Toscana, Città Metropolitana di Firenze, Comune di Fiesole, Comune di Bagno a Ripoli, nonché le strutture territorialmente competenti del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo), quindi la progettazione esecutiva (A QUESTO LINK la storia e i dettagli del progetto). 

sindaciIl Ministro Nencini con i sindaci di Bagno a Ripoli, Pontassieve e Fiesole

La notizia è stata accolta con entusiasmo dai tre sindaci di Fiesole, Bagno a Ripoli e Pontassieve. “Sarà un’opera fondamentale per la qualità della vita dei nostri cittadini della Valle dell’Arno – ha commentato Anna Ravoni sindaco di Fiesole – e per i collegamenti di questa zona con l’autostrada, con l’ospedale e, si spera, con la nuova tramvia!!” “La Sp 34 – ha aggiunto il sindaco Casini – è oggi una delle arterie ripolesi di maggior sofferenza per il traffico e, con essa, l'abitato di Vallina. Con quest'opera la qualità della vita degli abitanti della zona avrà un notevole miglioramento.

Ma saranno davvero tutte rose e fiori, o c’è anche qualche spina?


IL PROBLEMA

Al centro del problema ci sono 10 chilometri di strada, da Firenze a Pontassieve, privi di un ponte stradale sull’Arno. E due strade, la provinciale 34 di Rosano e la statale 67 Tosco-Romagnola, rispettivamente lungo la sponda sinistra e destra del fiume, con una obbligata separazione dei flussi di traffico che non ne favorisce lo scorrimento (problema molto sentito soprattutto per la statale 67). Infine ci sono alcune frazioni – Vallina, Compiobbi, Quintole, Ellera, etc. – a cui gioverebbe la realizzazione di by-pass stradali che evitino l’attraversamento degli abitati.


I FIORI

La soluzione proposta prevede, grazie alla costruzione dei due ponti sull’Arno, di unire la statale 67 e la provinciale di Rosano, spostando parte del traffico dalla riva destra a quella sinistra. La provinciale per Rosano sarebbe quindi promossa a strada statale, e dovrebbe assorbire gran parte delle auto dirette dalle frazioni del comune di Fiesole verso l’autostrada, verso l’ospedale di Ponte a Niccheri e verso i parcheggi scambiatori con la futura tramvia.

Vallina doppio ponteIl lungo viadotto con il doppio attraversamento dell'Arno nel disegno del progetto vincitore del concorso

Le frazioni di Ellera, Compiobbi e tutta la statale 67 (che verrebbe declassata e trasferita all’ente locale) dovrebbero essere alleggerite dal traffico automobilistico, e così in riva sinistra la frazione di Vallina verrebbe bypassata grazie ai due ponti, uno prima e uno dopo l’abitato.

Tutti contenti dunque. Compresa Autostrade spa, che vedrebbe aumentare il flusso di auto verso il casello di Firenze Sud, tanto da finanziare in parte l’opera. Sostanzialmente riuscirebbe a posizionare un virtuale casello autostradale nel comune di Fiesole, i cui cittadini potranno velocemente (?) immettersi nelle strade a pedaggio per raggiungere Ikea, i Gigli, il nuovo stadio, l’aeroporto e tutti i servizi ormai ben connessi all’autostrada.

Vallina doppio ponteUn rendering del progetto vincitore del concorso per il doppio ponte di Vallina

LE SPINE

L’operazione presenta in verità qualche punto interrogativo, che sarebbe bene risolvere subito, prima che i nodi vengano al pettine.

1. Non verranno costruiti due piccoli ponti, ma un grande viadotto. Si tratta di un’opera di grande impatto ambientale, da collocare in una zona di pregio come la valle dell’Arno. Il processo di antropizzazione ha già segnato la valle con alcune zone industriali, non siamo in presenza quindi di un paesaggio incontaminato, ma bensì di un’area dove può avere senso un intervento di riqualificazione del territorio. Servirebbe però qualità e attenzione nel progetto, in particolare nel rapporto con la morfologia del territorio, ma è stato presentato un viadotto diritto lungo 1,3 km, con una altezza fino a 17 metri...

2. Bisogna chiedersi se al maggior flusso garantito dalla nuova viabilità non corrisponderà un aumento dei veicoli che passano per la zona, elemento che poi in prospettiva condurrebbe alla necessità di ulteriori nuovi ponti, che attrarrebbero nuovo traffico, e così via... L’intervento ha senso se inserito in un progetto più ampio e lungimirante che punti a incentivare la mobilità sostenibile a scapito di quella tradizionale, pena il fallimento dell’operazione e l’inutile sacrificio del territorio.

3. La provinciale di Rosano sarà in grado di assorbire l’incremento di traffico, particolarmente nelle zone di Candeli e del viale Europa? L’arrivo della tramvia a Bagno a Ripoli dovrebbe ridurre il viale Europa ad una sola corsia per senso di marcia. Ipotizzando che la tramvia arrivi come previsto fino al capoluogo di Bagno a Ripoli (via Francesco Granacci), rimarrebbe un “tappo” ad una sola corsia di poco più di un km prima di arrivare allo svincolo con il viadotto che dà accesso all’autostrada. Come sarà risolto? Rimarremo imbottigliati o senza tramvia?

È il paradosso di Braess, che potremmo anche riassumere così: più le auto arrivano velocemente ai colli di bottiglia, più rapidamente si imbottigliano.

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