BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Le nostre scuole sono pronte ad affrontare un terremoto?

Cosa potrebbe accadere se Bagno a Ripoli fosse interessata da un sisma simile a quello che ha colpito Amatrice e le zone circostanti?

sisma

È la domanda che molti cittadini si pongono, e che i gruppi consiliari di Cittadinanza Attiva per Bagno a Ripoli e del Movimento 5 Stelle rivolgeranno stasera a Sindaco e Giunta durante la seduta del Consiglio comunale. Un’interrogazione che raccoglie una preoccupazione diffusa su tutto il territorio nazionale, anche alla luce del XIV Rapporto su sicurezza, qualità ed accessibilità a scuola presentato dall’associazione Cittadinanzattiva: in Italia quasi un istituto su tre si trova in zone ad elevata pericolosità, ma solo l'8% è stato progettato secondo la normativa antisismica. "Il 54% degli edifici scolastici italiani – spiega l'associazione – è situato in zone a rischio sismico; il 30% (13.742 istituti) nelle zone a rischio 1 e 2, il più elevato” (a Bagno a Ripoli siamo in zona 3, ndr). “Tra gli istituti costruiti nelle aree a rischio solo 3.745, l'8%, sono progettati secondo normativa antisismica e, in generale, solo il 3% ha il certificato di conformità, solo il 4% ha la relazione geotecnica e solo il 9% ha la verifica sismica".

E a Bagno a Ripoli, “cosa è stato fatto e cosa dobbiamo ancora fare”, chiedono Sonia Redini (Cittadinanza Attiva) e Paolo Sartoni (M5S)?Quali sono state le indagini conoscitive della vulnerabilità sismica eseguite sugli edifici strategici rilevanti (scuole, ospedale, ecc.) condotte fino ad oggi nel nostro comune?”; e in particolare, “gli edifici scolastici … sono già stati oggetto di indagini o verifiche sismiche e considerati adeguati?

In caso contrario, prosegue l’interrogazione, “quali azioni l’Amministrazione intende intraprendere per attuare una corretta politica di prevenzione e riduzione degli effetti del sisma su tali edifici e quali risorse finanziarie intende impegnare a tal fine?” I due consiglieri di opposizione ricordano al proposito che il Consiglio comunale nel maggio 2016 ha destinato molti fondi ai plessi scolastici (€ 200.000 per adeguamento sicurezza scuola Granacci; € 130.000 per lavori di manutenzione straordinaria per risanamento e adeguamento prevenzione incendi patrimonio scolastico; € 70.000 per riqualificazione aree esterne scuole di Balatro e Marconi; € 80.000 per adeguamento giardino scuola Michelet e € 25.000 per consolidamento strutturale solai scuola di Croce), ma che “i sopra citati investimenti non riguardano interventi di adeguamento/miglioramento sismico”.

Quando si parla di sicurezza è importante anche la gestione dell’emergenza, da cui l'ultima domanda dell'interrogazione che chiede “con quale cadenza vengono effettuate le prove di evacuazione all’interno degli edifici scolastici.” I dati nazionali fotografano infatti su questo aspetto un miglioramento rispetto al passato, ma la strada da fare per assicurare a tutti la possibilità di andare in aula sereni è ancora lunga: secondo il Rapporto di Cittadinanzattiva in Italia il 100% dei ragazzi partecipa alle prove di evacuazione, ma nel 10% delle scuole non sono ancora stati individuati percorsi sicuri e praticabili da disabili motori, i ragazzi più in pericolo. Numeri che vanno di pari passo con altri dati sull’abbattimento delle barriere architettoniche: i report resi noti dal Miur denunciano che il 29% delle scuole nazionali è ancora privo di accorgimenti per il loro superamento.

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