BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Un granchio, un serpente, due rane: ecco chi potrebbe salvare l’Isone, dopo il fallimento della politica

C’è vita su Marte? Sicuramente c’è vita nella valle dell’Isone, nell’area destinata da Autostrade SpA a deposito delle terre di scavo. Ed è protetta. Dalla normativa europea, nazionale, e regionale toscana.

isone potamonfluviatileEsemplare giovane di granchio di fiume dell’Isone (foto F. Cianferoni)

Sono bastati alcuni brevi sopralluoghi di due bravi ricercatori – Fabio Cianferoni (PhD, Dottore in Scienze Biologiche) e Giuseppe Mazza (PhD, Dottore in Scienze Naturali), sollecitati da Pierfilippo Checchi presidente di Legambiente Bagno a Ripoli – per dare conferma a quello che molti, escluse Autostrade SpA e la nostra Amministrazione, sapevano già: cioè che siamo in presenza di un’area di grande interesse naturalistico, di cui è necessario salvaguardare la biodiversità, arricchita dalla presenza di specie protette di piante, vertebrati ed invertebrati.

isone potamon fluviatileEsemplare adulto di granchio di fiume del Borro di San Donato (foto F. Cianferoni).

Tra le specie protette rilevate dai due ricercatori giganteggia il Potamon fluviatile. Ne abbiamo parlato pochi giorni fa, ma vale la pena ricordare come tale granchio di fiume sia tutelato dalla Legge Regionale Toscana 30/2015 (Norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale regionale) – che vieta “il deterioramento o la distruzione dei siti di riproduzione e di riposo” –, e sia incluso nella Lista Rossa IUCN*, tra le specie “Quasi Minacciate”.

natrix natrixEsemplare adulto di natrice dal collare del Borro di Querceto (foto G. Mazza)

Natrix natrix, comunemente chiamata Natrice (o Biscia) dal collare, è un serpente, ottimo nuotatore, che ha scelto il borro di San Giorgio per i suoi bagni. Timido e riservato, non è velenoso e si difende dai predatori (tra cui certamente Autostrade SpA) con tecniche fantasiose: falsi attacchi portati senza aprire la bocca; capovolgendosi a pancia in su per fingersi morto; con un fluido dall’odore poco sopportabile... È protetto dalla Convenzione di Berna, all. III e dalla LR 30/2015.

rana italicaEsemplare adulto di rana appenninica del Borro di San Donato (foto G. Mazza)

Inutile tendere l’orecchio, e non è questione di barriere fonoassorbenti (quelle che tanti cittadini attendono da oltre cinquant’anni). La Rana appenninica (Rana italica) non canta praticamente mai. Forse canterà vittoria se Autostrade SpA deciderà di cambiare destinazione alle terre di scavo, visto che questo anfibio è tutelato da tutte le principali normative per la conservazione del patrimonio faunistico, tra cui in Europa la “Direttiva Habitat”.

meles melesOrma di tasso presso l’Isone (foto G. Mazza)

Il giovane Re Artù fu trasformato da Mago Merlino in un tasso (Meles meles), perché imparasse ad avere cura della sua casa. Notturno e pacifico, il tasso trascorre infatti le sue giornate dormendo all’interno delle numerose tane che scava nel suo territorio, e che è disposto a condividere con altri animali. Tuttavia, se molestato (in particolare odia che qualcuno depositi milioni di metri cubi di terre di scavo sul suo habitat), può diventare un avversario temibile e tenace.

La valle dell’Isone è l’habitat anche di altri animali protetti dalle normative vigenti. Fabio Cianferoni e Giuseppe Mazza hanno rilevato la presenza di altri due rettili: la Lucertola muraiola (Podarcis muralis) e la Vipera comune (Vipera aspis); di un altro anfibio: la Rana verde (Pelophylax synklepton esculentus); e di due molluschi: Cantareus apertus e Retinella olivetorum.

narcisus-pervincaNarciso presso il ponte sul Borro di Querceto (sulla sx) e Pervinca minore presso il Borro di San Donato (foto G. Mazza)

Le norme regionali per la conservazione del patrimonio naturalistico-ambientale e la “Direttiva Habitat” si preoccupano non solo della fauna, ma anche della flora degli habitat naturali. La Pervinca minore (Vinca minor), il Narciso trombone (Narcissus pseudonarcissus) e il Pungitopo (Ruscus aculeatus) non sono fiori da mazzolino. Se li incontrate nelle vostre passeggiate non coglieteli dunque, e nemmeno seppelliteli sotto venti metri di terre impermeabilizzate a calce. Lo vietano le normative, ed anche il buon senso. E poi qualcuno potrebbe fare un ricorso – che non potrebbe non essere accolto – e le terre di scavo tornerebbero al mittente...

Antonio Massi

Ruscus aculeatusPungitopo presso l’Isone (foto F. Cianferoni)
 

Riferimenti normativi principali

  • “Direttiva Habitat” (Direttiva n. 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche) – approvata il 21 maggio 1992 dalla Commissione europea e recepita in Italia attraverso il Regolamento D.P.R. 8 settembre 1997 n. 357.
  • Convenzione per la conservazione della vita selvatica e dei suoi biotopi in Europa, anche nota come “convenzione di Berna” – recepita in Italia con la legge n. 503 del 5 agosto 1981.
  • Legge Regionale Toscana 19 marzo 2015, n. 30 (Norme per la conservazione e la valorizzazione del patrimonio naturalistico-ambientale regionale) – vigente. Per lista delle specie protette sono ancora validi gli allegati alla L.R. 6 aprile 2000, n. 56 (Norme per la tutela e la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna).

* La Lista Rossa IUCN (International Union for Conservation of Nature) è il più completo inventario del rischio di estinzione delle specie a livello globale. L'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura, fondata oltre 60 anni fa, ha la missione di "influenzare, incoraggiare e assistere le società in tutto il mondo a conservare l'integrità e diversità della natura e di assicurare che ogni utilizzo delle risorse naturali sia equo e ecologicamente sostenibile".

 

QUI è possibile leggere la relazione di Fabio Cianferoni e Giuseppe Mazza "Specie protette rilevate nell'area destinata alle terre di scavo per l'ampliamento alla terza corsia dell'autostrada A1 nel tratto compreso tra San Donato in Collina e Osteria Nuova (Firenze)".

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