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Viale della Rimembranza, dove “Ogni albero apparisce oggetto di cure gelose”

Dopo il taglio dei 4 cipressi nel Viale della Rimembranza a Bagno a Ripoli, Silvano Guerrini ricorda il significato di quei cipressi, “pubblici monumenti”, a ricordo dei caduti della Grande Guerra.

oblio

Ogni luogo ha gli amministratori che ha scelto fra quelli che i tempi offrono. Recenti eventi meteorologici che dall'Albereta a Vallombrosa hanno sradicato o stroncato pini e abeti hanno messo paura. Non hanno analogo problema i cipressi. Quelli tagliati avevano il fusto sano come si vede dalle foto. Ma anche a Antella nel viale alberato sono stati fatti tagliare tigli con tronco malato ma anche altri che lo avevano perfettamente sano. Sarebbe più logico dire che nel capoluogo del nostro Comune, in quel punto e con quei lavori di ampliamento con un edificio dall'architettura ben diversa da quella della sede preesistente, faceva comodo, per mille motivi pratici e fors'anche urbanistici, fare così.

prima e dopoIl Viale della Rimembranza a Bagno a Ripoli, prima del taglio dei 4 cipressi, e il rendering del progetto senza i cipressi

Anche a Antella lungo via Montisoni, fra l'ex SMS, la Confraternita di Misericordia e il cimitero, furono tagliati anni fa quasi tutti i lecci del Viale della Rimembranza locale. Anche in quel caso si disse che erano malati. Così quella via, come si suol dire, 'a nuova vita fu restituita'. E perché non farlo anche nel capoluogo? Peccato che avvenga nel centenario della Grande Guerra oggetto di grandi celebrazioni e coinvolga la sede locale della CRI che in quel conflitto tanto si adoperò.

taglio alberiI 4 cipressi tagliati di fronte alla nuova sede della Croce Rossa di Bagno a Ripoli

Come è ben noto, durante la prima guerra mondiale la Croce Rossa, unica organizzazione sui campi di battaglia, svolse un ruolo di primo piano non solo con il prezioso impegno di medici, infermieri e volontari delle singole nazioni ma anche con quella agenzia internazionale per i prigionieri di guerra messa in piedi nel 1914 e dedita a ripristinare i collegamenti fra soldati, prigionieri e civili separati dai combattimenti.

Fu il sottosegretario alla Pubblica Istruzione, l'avvocato Dario Lupi, nato a San Giovanni Valdarno il 21 marzo 1876 e morto a Roma il 14 dicembre 1932, che propose nel 1922 di creare in tutti i centri abitati d'Italia un Parco o Viale della Rimembranza, per ricordare e onorare i caduti della prima guerra mondiale. Lo stesso Ministero fece pubblicare sul Bollettino Ufficiale n. 52 del 28 dicembre 1922 una circolare, la n. 73, con la quale vennero illustrate le "norme per la costituzione dei Viali e Parchi della Rimembranza". L’idea aveva trovato la prima attuazione nella città canadese di Montreal dove, dopo la Grande Guerra, era stata creata una Strada della Rimembranza fiancheggiata da alberi. "Ogni albero – scrisse Lupi riferendosi all’esempio canadese a cui si ispirò per la sua proposta –­ apparisce oggetto di cure gelose: lo spazio di terra all’intorno è rimosso di fresco e ben lavorato? il tronco è protetto da una solida armatura? sul tratto orizzontale di questa, ad altezza d’uomo, è infissa una targa di ottone, dove scintillano un nome e una data: il nome è di un Caduto nella Grande Guerra, la data è quella del combattimento e della morte".

Quei cipressi nel capoluogo furono piantati nel 1924. Successivamente, il 21 marzo del 1926, con legge n. 559, i Viali e i Parchi della Rimembranza furono dichiarati pubblici monumenti. Da un punto di vista percettivo l’eccezionale innovazione rappresentata dalla creazione di parchi e viali, rispetto ai consueti monumenti ai caduti del passato, era di "costituire essi stessi nuovi luoghi identitari, ambiti urbani e periurbani di notevole valenza paesaggistica, in cui l’elemento antropico entrava in simbiosi con quello naturale costituito dalle piante". L’elemento vegetale, peraltro, non era stato pensato uguale per tutti i parchi: ogni essenza arborea doveva rappresentare l’identità anche ambientale del luogo. È così che ancora oggi viali e parchi si distinguono per la grande varietà delle piante presenti, che vanno dai cipressi ai tigli, dai lecci ai pini. Parchi e viali della Rimembranza costituiscono un patrimonio storico e culturale unico, ma anche ambientale ancor più importante perché prossimo agli insediamenti urbani, inoltre rappresentano il mantenimento della memoria civile.

Evidentemente quella attenzione si è definitivamente persa.

Silvano Guerrini

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