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Nardella: Firenze e Bagno a Ripoli verso il Comune unico?

Il Sindaco di Firenze accarezza l’idea di una fusione con uno dei Comuni della cintura fiorentina, Bagno a Ripoli e Scandicci in testa. Alla base, vantaggi fiscali e logiche di governo del territorio

NardellaDario Nardella

Anticipata dal Corriere Fiorentino, la notizia che Nardella stia pensando ad una unione tra Firenze e uno dei Comuni confinanti ha avuto la sua ufficialità. Vincenzo Del Regno, segretario generale dell’amministrazione fiorentina sta avviando un esame tecnico politico sulla fattibilità di tale operazione. Sarebbe infatti la prima volta che la fusione tra Comuni non avviene tra piccole realtà, ma coinvolge una grande città.

Anci Toscana ha già dato il suo assenso tecnico, spiegando che la normativa non prevede un limite alle dimensioni del nuovo Comune. Saremmo infatti in presenza di una fusione da 405 mila abitanti, se Firenze e Bagno a Ripoli raggiungessero l’accordo. Ancora più grande l'eventuale unione con Scandicci, 380 mila abitanti di Firenze cui si sommerebbero i 50 mila di Scandicci. Totale 430.000 abitanti.

L’interesse di Nardella sembra essere prettamente fiscale. La normativa che ha introdotto, e incentivato, la fusione fra Comuni prevede infatti maggiore libertà negli investimenti, grazie alla possibilità di sforare i paletti del Patto di Stabilità per 5 anni. Da qui la possibilità di utilizzare i soldi presenti nelle casse del Comune di Firenze, oltre 100 milioni di euro, bloccati da quello che Renzi definì il “Patto di Stupidità”.

A questo si aggiungono gli incentivi finanziari: ogni Comune che si fonde può contare oggi su 250 mila euro l'anno (per cinque anni) di maggiori contributi regionali, fino ad una massimo di un milione di euro per fusione. A questi si aggiungono i finanziamenti dello Stato, che prevedono contributi straordinari per un periodo di 10 anni.

FirenzeMatthäus Greuter, acquaforte dell'italia, 1713, mappa di firenze

Non bisogna sottovalutare le altre ragioni che possono spingere verso una fusione tra Comuni, che Nardella semplifica con la frase “Credo che nel terzo millennio rimanere ancora legati ai confini del 1800 sia davvero un paradosso”. Oggi buona parte dei servizi pubblici su cui dovrebbe governare un’amministrazione comunale (servizio idrico, igiene urbana, trasporto pubblico, protezione civile, etc.) hanno già superato i confini comunali e sono gestiti su bacini di utenza ben più grandi. Questo è avvenuto o attraverso processi di aggregazione tra enti locali, per offrire servizi a maggiore specializzazione e maggiore contenuto tecnologico; o tramite processi di esternalizzazione ad aziende private, per cui il ruolo del Comune è ridotto a quello di committente sulla base di contratti di servizio. Un aspetto che Nardella conosce bene, dovendo governare, come Sindaco della Città Metropolitana, oltre le logiche di campanile: 39 Comuni e un milione di abitanti in tutto. ?

 

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Su ragioni e criticità di una fusione di Bagno a Ripoli con Firenze o con un più piccolo Comune confinante siamo già intervenuti, sottolineando le diverse opportunità che si aprono per il nostro Comune: "Un'opportunità per Bagno a Ripoli: la Grande Firenze o il Comune di Val d'Ema?"

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