BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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“Realizziamo il doppio ponte di Vallina”. Una lettera al Ministro

Tre Sindaci scrivono al vice Ministro Riccardo Nencini. Francesco Casini (Bagno a Ripoli), Monica Marini (Pontassieve) e Anna Ravoni (Fiesole) puntano l’attenzione sulla viabilità lungo l’Arno chiedendo investimenti per migliorare i collegamenti con la città di Firenze. 

Vallina doppio ponteIl progetto vincitore del concorso per il doppio ponte di Vallina

Al centro della lettera la richiesta di sollecitare la ripresa di un confronto per la modifica al tracciato della Strada Statale 67 e per la realizzazione del “doppio ponte di Vallina”. 

“Un’adeguata rete infrastrutturale in grado di facilitare – affermano i tre Sindaci – da una parte i cittadini e i lavoratori che si muovono ogni giorno verso Firenze e dall’altra lo sviluppo economico del territorio rendendo più accessibile il raggiungimento delle nostre zone di pregio paesaggistico”. 

Il doppio ponte viene ritenuta un’opera “prioritaria che consentirebbe di collegare l’intera area alla città di Firenze e ad infrastrutture importanti quali appunto la futura tramvia o il già esistente passante autostradale”. Un intervento che, nella visione dei tre firmatari della lettera, andrebbe oltretutto a “migliorare la qualità della vita nei centri abitati di Sieci (Pontassieve), Compiobbi (Fiesole) e Vallina (Bagno a Ripoli) dove oggi l’intenso traffico, sia sulla Strada Statale 67 Aretina che sulla Strada Provinciale 34 di Rosano, costituisce un reale problema ambientale e di sicurezza per i cittadini”.

QUI copia della lettera

 

La storia, dall’inizio

Al centro del problema ci sono 10 chilometri di strada, da Firenze a Pontassieve, privi di un ponte stradale sull’Arno. E due strade, la provinciale 34 di Rosano e la statale 67 Tosco-Romagnola, rispettivamente lungo la sponda sinistra e destra del fiume, con una obbligata separazione dei flussi di traffico con non ne favorisce lo scorrimento (problema molto sentito soprattutto per la statale 67). Infine ci sono alcune frazioni – Vallina, Compiobbi, Quintole, Ellera, etc.  – a cui gioverebbe la realizzazione di by-pass stradali che evitino l’attraversamento degli abitati.

Nel 2003 la Regione Toscana chiede ad ANAS di occuparsi del progetto di riqualificazione della SP 34 di Rosano, per promuoverla a Strada Statale e trasferire qui il traffico principale attualmente sulla SS 67 Tosco Romagnola (che verrebbe declassata e trasferita all'ente locale).

Il concorso. Nel 2005 viene indetto un concorso internazionale per il progetto e l’inserimento ambientale di un by-pass dell’attuale SP 34 che, a valle della frazione di Vallina, attraversi l’Arno con un primo ponte (lungo circa 150 metri), raggiungendo l’ansa di Grignano e collegandosi con la SS 67, per poi riattraversare il fiume con un altro ponte (lungo 130 metri), riconnettendosi alla strada esistente tra l’area industriale dello Stelli ed il centro residenziale il Roseto. 

Vallina doppio ponteIl lungo viadotto con il doppio attraversamento del fiume e, sulla destra, una sezione del progetto vincitore

L’esito del concorso, partecipatissimo (455 progettisti e 51 proposte progettuali), arriva a febbraio 2006 e proclama vincitori un raggruppamento francese. Francis Soler (Architetto), Nicholas Green (VP&Green Ingenierie, Ingegnere strutturale), Michel Desvigne (Architetto Paesaggista) ed Elies Garnaoui (Architectures Francis Soler, capo-progetto) disegnano una struttura in acciaio CorTen, color Terra di Siena, con una sezione a T in modo la limitare l’ingombro sul piano di campagna. Una linea unica sul territorio, un viadotto di 1200 metri, con due carreggiate per le auto, piste ciclabili in entrambi i sensi, percorsi pedonali e la possibilità di scendere al fiume, oltre ad una curata e scenografica illuminazione notturna.

Il progetto esecutivo viene commissionato e finanziato interamente da ANAS con un milione e 400.000 euro.

I soldi. Il costo complessivo dell’opera è stimato in 46 milioni di euro. L’assessore regionale Ceccarelli promette subito 22 milioni, precisando che le rimanenti risorse dovranno giungere da ANAS. L’idea a questo punto è di fare leva sul fatto che questa nuova infrastruttura sarà funzionale alla migliore raggiungibilità e fruibilità dell’Autostrada del Sole (dal casello Fi-Sud), anche per quella parte di Romagna che non transita da Bologna. Diventa questa la chiave per poter utilizzare le risorse destinate alle opere compensative per la costruzione della terza corsia autostradale dell’A1 tra Fi-Sud e Incisa (risorse che devono essere legate infatti all’opera autostradale). Da qui devono arrivare i 25 milioni che mancano per la realizzazione dell’opera. Non mancano le polemiche per questo spostamento di risorse: “Non si tratta – denunciano alcuni cittadini – di lavori finalizzati alla mitigazione dell’inquinamento atmosferico ed acustico, né dell’impatto paesaggistico che la terza corsia crea.” 

Vallina doppio ponteIl doppio ponte visto da Vallina, con al centro l'ansa di Grignano

Pro e contro. Sull’opportunità di realizzare un’opera di così grande impatto in una zona di pregio come la valle dell’Arno non si può non dividersi. Gli elementi da considerare sono tanti e di segni opposti. Da un lato “la mancanza di un sistema di collegamenti consono ai bisogni del territorio”, come dichiarano i tre Sindaci, e “la qualità della vita nei centri abitati di Sieci, Compiobbi e Vallina”.

Nel mezzo un habitat naturale di notevole interesse: il sistema collinare toscano, che il processo di antropizzazione ha frammentato con interventi industriali, tipici delle aree periferiche. Dunque un habitat da rispettare, ma anche un luogo dove ha senso intervenire con l’obiettivo di una riqualificazione del contesto. 

Al lato opposto i dubbi – come ha scritto Green Report – se “alla maggiore agilità di flusso garantita dalla nuova struttura (se verrà realizzata) non corrisponda uno smodato aumento dei veicoli che passano per la zona, elemento che poi in prospettiva condurrebbe alla necessità di ulteriori nuovi ponti, che attrarrebbero nuovo traffico, e così via.”

Capire, insomma “se questo progetto si inserisce in un progetto più ampio e lungimirante che punta a incentivare la mobilità sostenibile a scapito di quella tradizionale”, o sia destinato a diventare “l'ennesimo caso di insostenibilità nell'hinterland fiorentino, e in particolare nella sua zona orientale, quella meglio conservata.”

Antonio Massi

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