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Una moratoria alla realizzazione della terza corsia A1 da Fi-Sud a Incisa

Si è chiusa con due documenti, al Ministero e al Comune di Bagno a Ripoli, l'assemblea pubblica sulla terza corsia autostradale da Fi-Sud a Incisa, indetta dal gruppo di Cittadinanza Attiva. Due documenti per conoscere lo stato dell’arte del progetto esecutivo, oramai fermo da oltre un anno, e per chiedere una moratoria ai lavori, visto il drastico calo del traffico automobilistico.

Autostrada vista da San Donato

Il giorno 26 giugno 2014 si è tenuta, presso il Circolo Ricreativo dell’Antella, un’assemblea organizzata dal Gruppo Consiliare Per Una Cittadinanza Attiva per discutere – insieme alla popolazione e ai rappresentanti delle forze politiche e ambientaliste, invitate nell’occasione – sulla necessità di procedere all’inizio dei lavori per la realizzazione della terza corsia autostradale da Firenze-Sud a Incisa.

La questione era già stata sollevata durante il Consiglio comunale del 25 marzo 2014 quando la società Autostrade fu invitata a relazionare sullo stato d’avanzamento delle procedure di esproprio in atto e sui progetti dei tre lotti in cui è suddiviso l’intervento.

In quell’occasione la consigliera del gruppo, Beatrice Bensi, aveva sollevato non poche perplessità sull’attuale necessità di realizzare la terza corsia autostradale da Firenze-Sud a Incisa, considerando che, dopo la realizzazione a tre corsie del tratto Fi-Sud/Fi-Nord, i rallentamenti da e per Incisa non si verificano più.

È possibile – aveva affermato la Bensi – che una ragione sia anche la generale riduzione del traffico in Italia, che in questo periodo di crisi si aggira intorno al 34%, ma i dati economici suggeriscono che probabilmente il traffico non ritornerà sui livelli precedenti se non prima di 10 anni.

"Questi riscontri oggettivi – scrive l'assemblea – autorizzano a ritenere che possano esserci tutte le condizioni per chiedere quanto meno una moratoria dell’inizio lavori, evitando di anticipare inutilmente i disagi per le popolazioni interessate, senza considerare che in quel tratto la terza corsia potrebbe essere non solo dannosa, ma del tutto inutile."

Già a suo tempo, nel 2005, le osservazione al progetto redatte da comitati, partiti, associazioni ambientaliste e privati cittadini avevano espresso contrarietà a realizzare la terza corsia con i criteri del D.M. 22/04/2004 (Lunardi) in attraversamento di un’area antropizzata e caratterizzata da un raffinato paesaggio collinare, ribadendo anche l’assurdità nel continuare a considerare questa arteria come l’unica per il collegamento nord-sud del traffico su gomma, senza pensare piuttosto a un piano dei trasporti che prevedesse il treno e le autostrade del mare nel futuro dell’Italia. Si ricorda che nel periodo ante crisi l’80% del traffico era costituito da mezzi pesanti con oltre 100.000 transiti giornalieri.

L’assemblea ha riconfermato tutte le contrarietà suddette, aggiungendo le valutazioni sull’inutilità dell’opera, sui disagi decennali alla popolazione, e sul rischio di vedere realizzati solo i lotti già progettati. Il terzo lotto, quello più costoso comprendendo la galleria del S. Donato, potrebbe non vedere mai la luce, non essendo ancora stato progettato.

Altro aspetto critico che è stato sottolineato, è costituito dal fatto che nel frattempo l’interlocutore per la società Autostrade è diventato, dopo ANAS, il Ministero dei Trasporti che ovviamente potrebbe avere anche altre visioni riguardo a questo tratto, mettendo insieme aspetti economici e priorità infrastrutturali che non sono certamente costituite dalla terza corsia tra Firenze Sud e Incisa.

In tale contesto di incertezze – e considerate anche la mancanza di un interessamento diretto ad esplorare questi aspetti da parte delle istituzioni, ferme ad aspettare gli eventi, e le giustificate ansie dei cittadini direttamente interessati dai lavori –, l’assemblea ha deciso di redigere due lettere: una da inviare subito al Ministero LL.PP. e p.c. alla Regione Toscana e un’altra al Sindaco del Comune di Bagno a Ripoli.

Con il primo documento si intende incalzare il Ministero dei Trasporti per conoscere lo stato dell’arte del progetto esecutivo, oramai fermo da oltre un anno presso i loro organi competenti, evidenziando che se i motivi di tale stallo fossero quelli prospettati, i cittadini auspicherebbero quantomeno una moratoria dei lavori con successivi step di verifica.

Il secondo documento per sollecitare l’Amministrazione Comunale a muoversi nella stessa direzione, coinvolgendo in un contesto più ampio anche le altre amministrazioni locali interessate, per mettere un punto fermo sul fatto che fino alla definizione esecutiva dei progetti di tutti e tre i lotti non si dia inizio ai lavori, e che in ogni caso il lotto da cui iniziare sia quello comprendente la galleria del S. Donato. 

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