BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Il tempo è scaduto. Via l’amianto da Capannuccia

Il rave di Capannuccia di inizio novembre (2014), oltre alle polemiche per la situazione di forte disagio che i cittadini hanno vissuto, ha lasciato sul campo la realtà di una fabbrica dismessa in mezzo ad un paese, facilmente accessibile, con strutture contenenti amianto e materiali di risulta di vecchie produzioni.

tetto amianto

Le vicende della ex fornace Brunelleschi si conoscono bene, perché coprono più di vent’anni di storia di Bagno a Ripoli: si sono avvicendate due proprietà, ma non è mai stato fatto niente per bonificare l’area, nonostante la denuncia della presenza accertata di amianto del 2011.

La precedente Amministrazione comunale – secondo il dettato della legge n. 22 del 1997, che all’art.14 prevede la possibilità di intervento del Sindaco rispetto all’abbandono e al deposito incontrollato di rifiuti; e dopo il ricorso vinto dalla Tognozzi Building s.p.a nel 2012 – era stata obbligata ad intervenire in parte, dopo un furto che aveva messo in luce i rischi per la salute pubblica di questo sito.

Autorevoli studi scientifici eseguiti per capire quali livelli ambientali di asbesto (le fibre di amianto) concorrano a far insorgere il rischio di tumore, hanno dato una risposta preoccupante: non esisterebbe alcuna soglia al di sotto della quale il rischio si possa considerare zero. Inoltre, sarebbe sufficiente una unica esposizione alle fibre di asbesto, inalate o assunte per bocca, perché si possa sviluppare il tumore anche a distanza di anni. L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda la bonifica completa ed immediata dei siti inquinati, oltre ad un monitoraggio attento degli individui che hanno avuto contatto con ambienti inquinati.

Non ci sono più scuse! La Toscana è stata la prima regione d'Italia ad emanare una legge sul censimento dei siti contenenti amianto (LR 51/2013), la quale legge regolamenta lo smaltimento e promuove incentivi e detrazioni per chi bonifica i terreni inquinati. Ma, all’interrogazione congiunta presentata su questo tema, nell’ultima seduta del Consiglio Comunale del 26 novembre 2014, dai gruppi di “Per Una Cittadinanza Attiva” e “Movimento 5 stelle”, il Sindaco ha risposto di attendere gli esiti dell’ispezione che dovrà fare la ASL sui possibili danni causati dal rave alla struttura della fornace e sugli eventuali rischi ad essi collegati.

Sinceramente, non ci sembra che possa bastare! Le responsabilità per situazioni come questa sono, nei fatti, delle amministrazioni, che si limitano ad ottemperare agli obblighi di legge, ma lasciano i cittadini in balia degli eventi. E crediamo che servano veramente a poco, se anche dovessero arrivare, le rassicurazioni delle autorità sanitarie di fronte all’invecchiamento delle strutture o ad eventi imprevisti, come hanno messo in luce i fatti recenti.

Anche l'area ex-Enel, nel viale Europa, è diventata una discarica a cielo aperto e ci lascia interdetti, perché è la porta che apre idealmente a Firenze.

Il compito della politica – e come opposizione intendiamo assumercelo – è non chiudere più gli occhi: non bisogna aspettare l’ennesimo furto di materiali, (l’ultimo avvenuto proprio in questi giorni), o raduni abusivi con impianti sonori potentissimi, per allertare e fare pressione sugli organi preposti al controllo (ASL e ARPAT) o sul curatore fallimentare, perché la proprietà provveda a farla bonificare integralmente e recuperarne poi i costi con la futura vendita. Qui siamo di fronte ai problemi irrisolti di realtà lasciate per lungo tempo in sospeso, in attesa che altri eventi ne mutino le condizioni. Ma tale tempo è finito, ed è ora che, per il bene dei cittadini, le soluzioni arrivino.

I nostri Gruppi si impegneranno fino a che questa situazione non sarà risolta. E saremo pronti ad accogliere anche tutte le segnalazioni che i cittadini vorranno farci pervenire su questa e su altre zone del nostro Comune, in cui bisogna smettere di aspettare.

Quirina Cantini,  Consigliera del “Movimento Cinque Stelle”
Beatrice Bensi,  Consigliera del Gruppo “Per Una Cittadinanza Attiva" 

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