BATH ON THE RIVER – Storie e Politiche dal territorio di Bagno a Ripoli

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Questo lo slogan che lancia la nuova pubblicazione di Michele Turchi sulla piccola frazione collinare di Bagno a Ripoli. Presentazione venerdì 28 novembre alle ore 21:30, presso il Teatro Storico di Osteria Nuova. Relatori: Marta Gori, direttrice della Biblioteca Moreniana di Firenze, e Berlinghiero Buonarroti, studioso fiesolano.
 
"Maledetta guerra" è il diario di un contadino di Bagno a Ripoli al fronte, una persona che all'epoca non sapeva leggere né scrivere e si faceva aiutare dai suoi commilitoni per mandare le lettere a casa. Da queste è nato un bellissimo libro.
 
Il diario di Rodolfo Paoli narra episodi avvenuti dal ’43 al ‘46 a sud-est di Firenze i cui protagonisti sono, oltre a se stesso e ai suoi familiari, personaggi quali R. Einstein, il console Wolf, Gadda, Gentile, i Rosselli, ‘Potente’ ed altri ancora, più o meno noti, ma significativi.
 
«...erano le quattro del mattino, si respirava un'aria nuova, si sapeva che quello delle demolizioni delle vie di comunicazione era compito delle retroguardie e che era il segno inconfondibile che un esercito stava abbandonando quelle posizioni e presto ne sarebbe arrivato un altro».
 
La chiesa di San Michele a Compiobbi si trovava un tempo in riva destra d'Arno? Come era fatto l’antico ponte “de’ fiesolani”, che in epoca romana univa Candeli e Girone? Chi erano i Compiobbesi, originari del castello di Montauto, nei pressi delle Case di San Romolo? E come sarebbe la valle dell'Arno se nel 1558 si fosse realizzata una diga a Vallina per preservare Firenze dalle alluvioni?
 
«Si venne portati a Villa Triste, sulla via Bolognese, sede delle SS tedesche e della banda Carità e condotti nelle cantine che servivano da prigioni e da stanze per gli interrogatori».
 
«Fu un primo maggio di sole e quella bandiera sventolava e tutta la gente che transitava sulle strade guardava e commentava stupita l'avvenimento. Ma l'avvenimento fu visto anche dal comando tedesco...»
 
«La famiglia Grifoni era una famiglia antifascista e io, anche se giovane, ero contro la violenza e contro la guerra, anche perché mio padre era morto in conseguenza di essa. Però i segnali erano cattivi: alla Galileo si lavorava per la guerra, al Pignone si lavorava per la guerra, e che si poteva sperare?»
 
«Per la vecchia barca che da anni compie il traghetto dell'Arno sotto il superbo nome di "nave di Rosano", è giunto il triste momento di andare a riposo. Dopo più di mezzo secolo d'attesa, le ampie zone di Rignano e del Chianti da una parte, di Pontassieve e del Mugello dall'altra, hanno trovato un adeguato legame: un ponte magnifico, uno dei più belli che, attraversando l'Arno, unisce oggi le due rive...».
 
L'economia mezzadrile si basava sulla famiglia come nucleo produttivo: questa ricavava dal lavoro dei campi appena il necessario per sopravvivere e non di rado era costretta a cercare fonti di reddito al di fuori del podere. Le donne tessevano la tela, allevavano il baco da seta, intrecciavano paglia per cappelli.