È il momento di ricominciare a fare paesaggio, ricostruendo il nostro rapporto con il cibo e la terra. Qualcuno lo sta già facendo...

Cosa significa consumare suolo agricolo? Cosa comporta dipendere da altri Paesi per l’approvvigionamento alimentare? E nel caso, quali garanzie possiamo avere sulla qualità del cibo e sulla sua sostenibilità sociale e ambientale? E con quale sicurezza di fronte a cambiamenti climatici e virus pandemici?

Il World Soil Day è stato indetto dalla FAO il 5 dicembre per ricordare l’importanza del suolo per la sopravvivenza del pianeta, a cominciare dalla lotta ai cambiamenti climatici. Ne abbiamo parlato con Sonia Redini, consigliera comunale di Cittadinanza Attiva.

Occhi puntati sulla foresta Amazzonica. Per non guardare cosa facciamo in casa nostra in termini di consumo di suolo.

Una vasta area tra Firenze e Bagno a Ripoli, tra via del Pian di Ripoli e via della Villa i Cedri, da sempre oggetto di grandi progetti – dai campi sportivi della Fiorentina alle scuole di Bagno a Ripoli – è oggi ridotta a discarica abusiva e la villa occupata da alcune famiglie rom.

«Stimasi ricco chi possiede un podere in Pian di Ripoli». Il proverbio citato dal Torrigiani in relazione alla produttività agricola di quei terreni è ancora oggi valido, ahimè, per il valore fondiario legato ad una loro possibile edificabilità. E l’arrivo della tramvia a Bagno a Ripoli non potrà che aumentare la pressione speculativa sull’area (comunque viva la tramvia).

3 ettari di deposito vagoni, parcheggi scambiatori nei dintorni del viale Europa: è l’allarmante “rimorchio”  agganciato alla tramvia. Potrà sopportare il nostro territorio il passaggio quotidiano di tante auto provenienti dalla Valdisieve, dal Valdarno e dal Chianti? Il Piano di Ripoli si trasformerà nell’ennesima periferia di cemento e capannoni?